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Dopo la telefonata con Hollande

La Merkel si arrende:
Draghi salva l'euro

Mario Draghi e Angela Merkel

Una parola chiara, decisa, come non si sentiva da troppo, tanto tempo. Angela Merkel prova a mettere il turbo, e imita Mario Draghi. O meglio, cede a Mario Draghi e - incredibile ma vero -, come vi spieghiamo nel seguito dell'artico, si mette contro la Bundesbank, la Banca centrale tedesca. Chiaro l'impegno preso dalla Cancelliera: "La Francia e la Germania sono fondamentalmente attaccate all'integrità della zona euro. Sono determinate a fare tutto il possibile per proteggerla". Una frase molto simile al "faremo tutto per la moneta unica del governatore dell'Eurotower". E ancora: "Gli Stati membri, come le istituzioni europee, ognuno secondo le proprie prerogative devono adempiere ai loro obblighi". Francia e Germania "riaffermano la necessità di un'entrata in vigore rapida delle conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno". Così, in una nota congiunta, la Merkel e l'omologo transalpino, Francois Hollande, al termine di un colloquio telefonico. Per la prima volta dal sofferto summit di fine giugno, la Cancelliera del rigore afferma che la priorità è l'entrata in vigore del meccanismo salva-spread alimentato dal fondo salva-Stati Esm. Le parole della Merkel sono arrivate nel primo pomeriggio di una giornata gravida di tensioni sull'asse che unisce Berlino all'Eurotower, e hanno avuto l'effetto di una doccia fredda sulla fronda tedesca contraria agli aiuti. La salvezza dell'euro, ora, pare essere più vicina. Dopo Monti lo scorso giugno, un altro Mario, Draghi, costringe Angela a piegare la testa: ok agli aiuti, subito (anche se, di fatto, resta l'ostacolo della Corte Costituzionale tedesca, che sul salva-spread si pronuncerà soltanto il 12 settembre). 

Scontro Merkel-Bundesbank - La giornata, però, non era iniziata sotto i migliori auspici. La Bundesbank infatti aveva sfidato Mario Draghi e sembrava non volersi spostare di un millimetro dalla sua linea durissima contro il programma di acquisti di titoli da parte dell'Eurotower. Giovedì 26 luglio il Governatore della Banca centrale europea aveva rassicurato l'Europa e i mercati dicendo che avrebbe salvato la moneta unica, che nessun Paese sarebbe uscito dall'eurozona. Le sue parole avevano dato fiato ai mercati e speranze agli operatori. Ma nella mattinata di venerdì una nota della Bundesbank, la banca centrale tedesca, aveva gelato gli entusiasmi: "La Bundesbank resta contraria al programma di acquisti di bond della Bce". E ancora: "Per quanto riguarda il fondo salvastati Efsf si attiene alla linea del presidente  Weidmann e a quanto detto poche settimane fa a Berlino". Il messaggio pareva chiaro: Draghi stia al suo posto senza farsi illusioni. Ma le parole della Merkel sembrano segnare un cambio di passo.

La precisazione di Berlino -  Dopo il "nein" della Bundsbank e ancor prima delle parole della Merkel (che di fatto si è opposta alla linea dell'istituto centrale), era stato il governo di Berlino a schierarsi in difesa di Draghi: "Il presidente della Bce ha detto che farà tutto il necessario per salvaguardare l’euro e il governo tedesco farà tutto quello che è politicamente richiesto per mantenere insieme l’euro", aveva affermato il portavoce del governo tedesco Georg Streiter; parole in controtendenza rispetto a quelle della Bundesbank. "La Bce dà il suo contributo e il governo tedesco farà altrettanto", aveva aggiunto, sottolineando che le osservazioni di Draghi "sono incontrovertibili". La Germania, aveva detto, "rispetta l’indipendenza della Bce". Sulla stessa linea il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che aveva accolto con favore l’impegno di Draghi ad adottare tutte le misure necessaria per salvare l’euro. Scheuble sottolinea inoltre che l'Italia ha preso misure decisive per consolidare il bilancio e ha fatto progressi sulle riforme.

La rivelazione - Secondo il quotidiano francese Le Monde, la Banca centrale europea starebbe preparando un’azione coordinata con i governi europei per far scendere il costo del finanziamento per Italia e Spagna. Oggi, venerdì 27 luglio, a parte una momentanea caduta seguita alla conunicazione della Bundesbank, i mercati europei hanno proseguito in scia ai buoni risultati della vigilia. I listini sono schizzati verso l'alto dopo le parole della Merkel. A pesare, semmai, le nuove indiscrezioni circa la richiesta di un un nuovo piano di aiuti da parte della Spagna per 300 miliardi di euro.

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Commenti all'articolo

  • duxducis

    28 Luglio 2012 - 07:07

    Con l'Ilva che chiude, salutiamo le nostre industrie per l'ultima volta e prepariamoci a vivere in un contesto medioevale, perche' e' li' che stiamo andando, che Draghi lo voglia o no. Notate che per un motivo o per l'altro si stanno chiudendo le fabbriche, una dopo l'altra. I motivi sono irrilevanti a questo punto, rimane il fatto che tra le Tasse di Monti, i magistrati che applicano la legge e le politiche europee suicide siamo arrivati al punto di chiudere la piu' grande acciaieria d'Europa (e a ruota chiuderanno una fetta delle industrie italiane che compravano l'acciaio dall'Ilva). Con questo siamo regrediti ai primi del 1900. Nonostante non sia un fan del PIL vi dico che quest anno ci sara' un calo del PIL reale del 5%. Segnatevelo, perche' tutti parlano di cali dell'ordine del 2-2.5%, che e' gia' un'enormita'. Quando pero' tireranno le somme nella primavera del 2013 vedranno stupiti un bel -5% = 500Mila disoccupati in piu'.

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  • peonescilipoti

    27 Luglio 2012 - 22:10

    popolato da evasori fiscali e puttanieri...per non parlare dell'età media.....responsabili di questo cesso di paese , giovani nella prima repubblica e vecchi nella seconda.....ma rinc....ti,ah ah ah ah W equitalia !

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  • INCAZZATONERO69

    27 Luglio 2012 - 21:09

    Un banchiere che si preoccupa degli Italiani. Direbbe Totò "mi faccia il piacere..."

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  • Oscar1954

    27 Luglio 2012 - 19:07

    dal 1968 in poi la nomeclatura Comunista ha lavorato per mettere i loro adepti nei posti che contano dentro lo Stato,nlla Magistratura e negli Enti pubblici e privati, rendendo di fatto con la loro mentalità menteccata e incapace la vita di tuttirpeiorni per un qualsiasi artigiano, professionista e piccolo imprenditore, invivibile e ingestibile. Gestendo quindi la cosa pubblica da incapaci hanno cominciato a crearsi clientelismo elargendo e sperperando a dismisura il pubblico denaro. L'ultimo esempio eclattante Lusi e i finanziamenti ai rappreentanti della Margherita (ora PD). Nel mondo la storia ci ricorda che dove hanno governato i Comunisti hanno lasciato dietro di sè miseria, violenza, sopprusi, tirannia, eccidi. Poteva essere diversamente in Italia ?.

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