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Castelli sbugiarda il Senato: "Parlate di sviluppo ma anche la vostra tazza è made in Cina"

L'onorevole leghista a Palazzo Madama: "Nemmeno qua riusciamo a proteggere il made in Italy". E mostra la tazza ai colleghi: "I cinesi prosperano e le nostre aziende chiudono"

Castelli sbugiarda il Senato: "Parlate di sviluppo ma anche la vostra tazza è made in Cina"

"Nemmeno al Senato riusciamo a difendere il prodotto italiano. Al negozio di Palazzo Madama si vendono tazze made in China". E’ la denuncia del senatore della Lega Nord Roberto Castelli, che ricorda di essere intervenuto in aula in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto Sviluppo proprio tenendo in mano una tazza con il logo del Senato e la confezione con la scritta 'made in China'. "I cinesi prosperano e le nostre aziende chiudono. Finchè non capiremo questo, ogni parola spesa sullo sviluppo sarà un’illusione", dice ancora Castelli. "Dopo otto mesi questo è il bilancio disastroso della cura Monti: il debito, rispetto ad un anno fa, è cresciuto in termini assoluti di 80 miliardi di euro (un anno fa era al 120% del pil, oggi al 123); il livello di tassazione ha raggiunto il record mondiale del 55% (l'anno scorso era due punti in meno); la produzione industriale è in caduta libera, la disoccupazione ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi 25 anni", osserva l’esponente leghista. "La nostra industria manifatturiera versa in una crisi gravissima. Il nostro Paese è finito in una tenaglia che lo sta stritolando, le cui ganasce sono da un lato la crisi dell’euro e dall’altro la globalizzazione. Ci sono due numeri maledetti: 2 e 25. Il primo è il costo del lavoro di un’ora in Cina, 25 il costo del lavoro in euro di un’ora in Italia. Come fanno le nostre aziende a reggere questo confronto? Occorre - conclude Castelli - che l’Europa imiti la politica degli Usa: Obama ha stampato trilioni di dollari per sostenere l’economia e ha messo barriere all’ingresso per i prodotti cinesi. Il risultato è che l'economia americana cresce e le aziende tornano a produrre in patria". 

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    06 Agosto 2012 - 20:08

    Ma non dire scemenze,ad un pugliese come me racconti cazzate?

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  • bruno osti

    06 Agosto 2012 - 10:10

    Postato da il leghista monzese ...ASPETTA COME SI CHIAMA? IL SANTO HA SI SANTORO). Qualcuno le mette al posto sbagliato e qualcun altro la mette maiuscola quando non serve: ...cultura leghista!

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  • bruno osti

    06 Agosto 2012 - 10:10

    raccontala tutta: "Dal 2004 in poi TUTTE le amministrazioni (comune, provincia e regione), di TUTTI i colori politici si sono opposte strenuamente al rigassificatore. Il governatore pugliese e leader di Sel, Nichi Vendola, non ha mai nascosto l’idiosincrasia per il progetto, al pari dell’avversario politico Domenico Mennitti, sindaco di Brindisi del Pdl (ed ex An) dal 2004....Un “no” motivato anche dall’intransigenza di British Gas: «Abbiamo suggerito di spostare il rigassificatore al largo, ma non hanno mai voluto scendere a patti...

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  • 654321

    04 Agosto 2012 - 19:07

    Prometto,non ti stuzzico l'appetito...sara' per la prossima volta! Vedo che sei abbagliato anche te dall ' economo top manager, bancario, benefattore,ecologista...e leggermente quattrinaio del tuttologo compagno Vfeltri! Che bellezza essere illuminati nel blog, ora aspettiamolo per i commenti naturalistici su Capalbio! Meno male che domani e' festa, non vedo l'ora di andarmene a spaccarmi la schiena con le mie rose e oliivi, ma il bello e' che non vedro' nessuno! Magari dovro' star attento a non ammazzare i pidocchi, non sia mai che un giorno il Vfeltri mi taccia di razzismo contro gli afidi! Vatti a leggere del postato in tua risposta. Passa una buona domenica,ciao

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