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Nel Pisano

La roccaforte dei rossi compagni
butta in discarica falce e martello

La statua simbolo è stata rimossa dall'ex casa del popolo e scagliata tra i rifiuti. Alla vigilia della Festa dell'Unità scoppia il pandemonio

A Ponte a Egola partigiani alzano la voce e tuonano: "Tradizione calpestata". Ma intanto il vessillo del comunismo è da rottamare
La roccaforte dei rossi compagni
butta in discarica falce e martello

di Giuseppe Policelli

Che il comunismo non se la passi benissimo lo sapevamo, ma fa un certo effetto apprendere che la destinazione ultima di falce e martello possa addirittura essere la spazzatura. E ancor di più colpisce il fatto che a riservare una tale sorte al simbolo universale delle lotte di contadini, operai e lavoratori in genere siano proprio dei comunisti. Forse non più comunisti al cento per cento (come spesso succede, la cosa non è perfettamente chiara) ma comunque, e senza dubbio, persone che al comunismo hanno guardato con favore e che tuttora appartengono all’area politica della sinistra italiana. 

Ma facciamo un passo indietro. A Ponte a Egola, frazione di San Miniato in provincia di Pisa, la locale casa del popolo ospitava sino a poco tempo fa un’enorme scultura in ferro battuto, foderata di stoffa vermiglia e riproducente la falce e il martello tanto cari ai comunisti di tutto il mondo. L’oggetto, c’è da capirlo, era motivo d’orgoglio per i militanti ma anche, in un territorio storicamente «rosso», per molti semplici cittadini. La falce e martello era stata donata trent’anni or sono ai comunisti di Ponte a Egola da quelli della federazione del Pci di Empoli (i quali ne possedevano due, entrambe realizzate da un ex partigiano originario di Vinci), ed era a tal punto rappresentativa da essere perfino stata immortalata in una recente mostra fotografica sui comunisti in Toscana. Ma perché ne parliamo al passato? Cos’è accaduto alla voluminosa scultura? È una domanda, questa, che prima di tutti devono essersi posti, con animo colmo di angoscia, gli animatori più giovani del circolo Arci Pannocchia di Ponte a Egola, dove in questi giorni si sta allestendo una festa dell’Unità Comunista organizzata dal PdCI. 

I ragazzi, giustamente, avrebbero voluto togliere la falce e martello dal ripostiglio per farle fare bella mostra di sé in occasione dell’evento. Solo che, quando nel ripostiglio ci sono entrati, la falce e martello non l’hanno vista. E sì che, così grossa, sarebbe stato difficile non notarla. Ma niente da fare. Contrordine, compagni, la scultura non c’è più! E, a quel punto, è scattato il panico. Che fine avrà fatto il glorioso manufatto metallico? 

È bastata una breve indagine perché i timori più foschi trovassero conferma: la falce e martello era stata inopinatamente gettata via durante una minuziosa sessione di pulizie estive effettuata da alcuni membri anziani del circolo. Oltre al danno, insomma, la beffa. Sono stati proprio i vecchi comunisti - reputando, evidentemente, ormai inservibile il reperto - a commettere il misfatto, facendo precipitare in una cupa disperazione i militanti più giovani, forse (nell’odierno smarrimento ideologico) maggiormente bisognosi di certezze e punti di riferimento anche solo simbolici. Quando, almeno in parte, si sono riavuti dallo shock, gli aderenti al circolo Arci Pannocchia hanno messo su una squadra di volenterosi che si è recata presso la vicina isola ecologica nel disperato tentativo di recuperare l’oggetto. Però, a quanto è dato di sapere, l’iniziativa non è stata coronata dal successo. In attesa di future e, purtroppo, poco probabili buone notizie, a Ponte a Egola possono consolarsi pensando che, se la falce e martello è finita nell’isola ecologica, significa che tutto quel ferro verrà riciclato. 

E, considerando quanti riciclati il Pci ha prodotto fino a oggi, si tratterà probabilmente del riciclo più utile di tutti.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    06 Settembre 2012 - 14:02

    Giustissimo,casomai la mia ironia fosse sfuggita a qualcuno.Saluti.

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  • INCAZZATONERO69

    04 Settembre 2012 - 12:12

    Meritavano,dopo avere "dato" tanto al Paese ed al mondo intero,una loro Terra Santa,una Mecca insomma il posto che hanno sempre sognato,un posto che i rossi possono chiamare casa,la tanto agognata discarica della monnezza.E mò fatevi sotto...

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  • D.P.F.

    04 Settembre 2012 - 10:10

    Mi permetta, manca una parola: Si sà,nonostante la P R E T E S A superiorità culturale,la Storia per i sinistri,risulta indigesta

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  • VincenzoAliasIlContadino

    04 Settembre 2012 - 08:08

    Avanti Popolo alla riscossa dopo la serrà del Paròn, ninti lavuri e munnezza bedda 'a vuluntà?Minghia! Sciur Capitain, Ja? Prodi voleva la bicicletta ma non sapeva pedalà, D'Alema yacht, podere co' Vigna Rossa anche se non era Vincent van Goigh e pure 'u Potere, e tu, vuliva 'a pizza?Mo attaccati 'a sto tram del tuo tran tran e spurgo di liquame su Berlusconi, n'è? Forse, Diego Novelli, Loiero, Bassolino,Veltroni, Rutelli, Vendola, De Magistris, Chiamparino, Fassino e presi dente Provincia di Milano Penati SI?

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