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Le valutazioni dell’esperto

Terremoto, scoprite se la vostra casa è a rischio crollo

Passo per passo cosa fare per valutare la pericolosità della propria abitazione

Terremoto, scoprite se la vostra casa è a rischio crollo

 

Guardando le immagini di morte e distruzione in tv, dopo aver visto tremare il lampadario in sala da pranzo, nella mente di molti si è insinuato un tarlo. Ma casa mia è sicura? Empatia, onda d’urto emotiva, esagerazione magari. Ma chi si è svegliato traballando nel proprio letto a Milano o Verona ha il legittimo desiderio di tutelarsi. Come fare quindi? Le strade ci sono. 

Il primo step: scorrere la lista degli ingegneri strutturisti presente nell’albo professionale. Sono i “medici di famiglia”,  a loro si può chiedere un’analisi preliminare sulla tenuta strutturale dell’abitazione. Progetto e calcolatrice alla mano, sono in grado di stabilire (l’occhio clinico fa molto) se la costruzione è sicura o è meglio approfondire l’esame. In questo caso entra in azione lo “specialista”, aziende che si occupano di prove in sito capaci di mettere alla prova i manufatti, come in un test medico sotto pressione. «Noi agiamo come il laboratorio di analisi specialistico»,  spiega l’ingegnere Luciano Ceschél, direttore della sede milanese di 4 EMME Service spa, società presente in 19 città d’Italia. Carotaggi, indagini sui materiali, prove di carico… lo spettro delle valutazioni è amplissimo. «Per quanto riguarda il rischio sismico, la valutazione passa da un’analisi dei materiali» spiega Ceschél «attraverso i carotaggi si valuta la qualità del calcestruzzo utilizzato, o - ed è il caso di Milano, dove sono molte le case costruite così  - della muratura: qualità dei mattoni e delle malte leganti». 

Da valutare anche la quantità dei materiali: aggiungere piani a un’abitazione concepita per averne solo due senza rinforzare i pilastri portanti mette a serio rischio l’intera struttura. La tecnologia computerizzata ha una parte rilevantissima: «Fino a 15 anni fa era fantascienza, ma oggi possiamo riprodurre in 3D la struttura di una costruzione e sottoporla all’attacco di un sisma: così si mettono in luce i punti strutturalmente critici, e si può intervenire ad hoc». 

La legge (dopo la modifica delle zonizzazioni sismiche dell’Italia di una decina di anni fa) impone questi controlli, ma solo su edifici sensibili, edifici nuovi, o edifici vecchi che abbiano subìto modifiche strutturali. Il problema è che su alcuni interventi c’è troppa discrezionalità: «Chi installa pannelli solari - ad esempio sui capannoni industriali -  non ritiene indispensabile svolgere i controlli di tenuta antisismica». Peccato che spesso questi interventi modifichino il profilo di tenuta dei manufatti, e la prova è il cimitero di capannoni che ricopre l’Emilia.

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • gianninet

    24 Agosto 2016 - 18:06

    purtroppo come i precedenti terremoti ho costatato che il 99% degli immobili crollati passano i 100 anni, quindi costruzioni prive di qualsiasi accorgimento antisismico, molte di queste costruzioni hanno subito diverse ristrutturazioni, sta al governo imporre nella fase di ristrutturazione delle modifiche e accorgimenti alle strutture per adeguamento antisismico, ci sono diverse imprese specializzate.... ma è facoltativo.....per risparmiare qualche miliaio di euro.....poi piangiamo i nostri cari

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  • cavallotrotto

    02 Giugno 2012 - 16:04

    certo che se il terremoto ha un andamento sussultorio anche le case in cemento non reggono . Vi pare che il giappone queste cose non le sappia , e loro come costruiscono le case ? noi facciamo le leggi che vanno ad arricchire ingegneri , architetti e geometri . poi facciamo quello che dicono loro , spendiamo barcate di euro , e poi alla fine ci diranno " scusate abbiamo scherzato " so quello che dico , è sempre stato così, ci vuole sempre la relazione dell'ing. il quale ne sa meno di te , però lui è ing . questo è quanto .

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  • gianko

    30 Maggio 2012 - 14:02

    col senno di poi (modestamente sono un tecnico edile)le coperture in tegoloni a T o doppio T in cap semplicemente "APPOGGIATI" sulle travi non vanno assolutamente bene! i vecchi capannoni NON PREFABBRICATI con le travi in ca, legate dal ferro con i pilastri, e la copertura in soletta in latero/cemento erano meglio; infatti a quanto sembra hanno resistito.. altrimenti puntare (x i nuovi capannoni) sul "LEGGERO" cioè struttura in acciao con pannelli x pareti e coperture in sandwich di alluminio/isolante/alluminio.. gradirei confronto con qualche tecnico

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  • ortensia

    30 Maggio 2012 - 12:12

    Devono fare una legge che imponga la legatura delle case costruite prima del 2003. Il governo deve dare incentivi economici a chi lo fara' oltre che fornire un elenco delle ditte esperte in questo campo. L'Italia e' piena di case antiche o solo vecchie. E' ora di fare qualcosa di concreto. Qui in Emilia si dice:" meno pippe, perbacco, e piu' fatti"

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