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La procura di Torino

Metodo Stamina, chiuse le indagini. Venti indagati tra cui Vannoni

Metodo Stamina, chiuse le indagini. Venti indagati tra cui Vannoni

La Procura di Torino ha chiuso le indagini sul metodo Stamina. Venti gli indagati, tra cui lo stesso Davide Vannoni, "padre" del metodo per la cura delle malattie neurodegenerative e presidente della Stamina Foundation, ora candidato alle europee con il movimento Io Cambio - Maie. Il professore torinese di psicologia è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata dall'essere in danno al servizio sanitario nazionale, somministrazione pericolosa di farmaci, esercizio abusivo della professione medica, e di altri reati minori. L’inchiesta dovrebbe far luce su come si sia giunti ad autorizzare la cura presso gli Ospedali Civili di Brescia, una svolta che aveva in parte "sdoganato" Stamina. L'inchiesta si era già formalmente conclusa nel 2012 ma, nei mesi successivi, il pm Raffaele Guariniello aveva continuato gli accertamenti.

Gli altri indagati - Indagata anche gran parte dell'equipe di Vannoni, come il suo vice Marino Andolina, neurologi, biologi, otto medici degli Ospedali di Brescia e un membro dell'Aifa, l'agenzia per il farmaco. Gli indagati avranno venti giorni di tempo, a partire dalla ricezione del cosiddetto 415 bis, per chiedere di essere interrogati o per presentare memoriali difensivi o altri documenti.

Commento della Lorenzin - Sulla questione è arrivato anche il commento a caldo del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: "Non sono molto stupita, vedremo l'esito del processo. E' una vicenda che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso, e me, con molte preoccupazioni e ansie. L'importante è che ne esca chiarezza, perchè qui le vittime sono le migliaia di persone che hanno creduto di poter avere una cura".

 

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Commenti all'articolo

  • honhil

    24 Aprile 2014 - 11:11

    Le solite truffe all’italiana, con il valido contributo del solido protagonismo destabilizzante dei Tar: ed ora che la celluloide di questo ennesimo film truffaldino ha preso fuoco, tutti i protagonisti a pentirsi amaramente, per sfuggire al giusto castigo. Mentre i Tar contemplano le macerie di quei misfatti, indifferenti.

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  • accanove

    23 Aprile 2014 - 15:03

    ci vuole del coraggio non essendo un medico di operare in questo settore come ha fatto il tipo. Neppure la giustificazione che la chemio è un affare di stato in cui tutti guadagnano eccetto che il malato può suggerire fatti simili e mi pare alquanto strano che professionisti medici si siano prestati

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  • Massimo Simon

    23 Aprile 2014 - 14:02

    Era ora, sarebbe stato meglio farlo prima.

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  • nessuna2013

    23 Aprile 2014 - 13:01

    sperimo in una severa punizione

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