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La storia

Frank Zamboni su Google: l'italiano re del ghiaccio sconosciuto in patria e mito negli Usa

Figlio di immigrati, ha inventato la macchina usata nei campi di hockey. Ieri il "doodle" del motore di ricerca era dedicato a lui

Frank Zamboni su Google: l'italiano re del ghiaccio sconosciuto in patria e mito negli Usa

 

Che l’italoamericano Frank Zamboni fosse un predestinato, lo si intuisce dal suo luogo di nascita. Eureka, Utah, Stati Uniti. Già, uno nato a Eureka (vi dice niente? Ricordate gli studi liceali? In greco significa “Ho trovato” ed è quanto pronunciò Archimede quando scoprì che si poteva calcolare il volume di un corpo di forma irregolare misurando il volume dell’acqua spostata quando il corpo veniva immerso) non poteva che diventare un inventore e il brillante Frank lo è stato ad alti livelli. Anche se in Italia quasi nessuno lo sa. 

L’occasione per riscoprire - anzi, scoprire - Zamboni ce l’ha regalata ieri Google. Che, per celebrare l’anniversario di nascita dell’imprenditore (16 gennaio 1901, avrebbe compiuto 112 anni), gli ha dedicato la prima pagina del motore di ricerca e addirittura il  Doodle quotidiano (se non sapete cosa sia non preoccupatevi, siete in buona compagnia: è il giochino - stupido - che trovate sopra la stringa di ricerca). Non c’è da stupirsi, Frank negli Usa è un mito perchè ha inventato un macchinario che laggiù è famosissimo, tanto che viene chiamato semplicemente lo “Zamboni”. Di cosa stiamo parlando? Di una levigatrice per il ghiaccio, capace di rendere lisce e perfette le superfici delle piste.

L’idea geniale - Ma chi era davvero Zamboni? Cosa dobbiamo sapere di lui? Imprenditore di origini italiane e nato - appunto -  a Eureka, Frank trascorre l’infanzia tra una fattoria dell’Idaho e Los Angeles, dove il fratello maggiore George ha un’officina meccanica. Zamboni frequenta una scuola commerciale a Chicago, e nel 1922 fonda una fabbrica di forniture elettriche insieme al fratello minore, Lawrence.  Nel 1927 i due aprono una nuova attività per la vendita di blocchi di ghiaccio e le cose funzionano per un po’ di anni, fin quando però, nel 1939, sul mercato arrivano i primi frigoriferi. E gli affari vanno male, le vendite precipitano. Che fare? Come recuperare? È in questo momento che Frank ha la prima intuizione geniale: decide di utilizzare l’equipaggiamento eccedente della fabbrica per aprire una pista di ghiaccio. Ed è un boom. L’Iceland, aperto nel 1940 e tuttora in attività, piace  ed è sempre pieno anche perché l’italoamericano ha la seconda intuizione geniale: inventa un nuovo modo per eliminare le increspature causate dalle tubature necessarie a mantenere costante il sottile strato d'acqua presente sulla pista. Ispirata a questo sistema, ecco nel 1949 l’invenzione definitiva. Zamboni brevetta la Rolba, una macchina rivoluzionaria guidata da un solo uomo e capace di levigare la pista  in 10 minuti, anziché in un’ora e mezza con il lavoro di tre uomini. Da applausi, clap clap. Frank nello stesso anno, così, fonda la società “Frank J. Zamboni & Co.” per costruire e distribuire il nuovo macchinario. Ed è un successo clamoroso, tanto che la società apre un secondo impianto a Brantford (nell’Ontario) e un ufficio sussidiario in Svizzera. 

L ultime invenzioni - Dopo il grande boom, però, Frank non si ferma. Anzi, continua a pensare e ideare, lavorare. E così negli anni ’70 inventa delle macchine per rimuovere l’acqua da prati artificiali all’aperto e per rimuovere strisce di vernice e sollevare e posare erba artificiale in stadi chiusi. E ancora. Nel 1983 progetta uno strumento capace di rimuovere automaticamente gli accumuli di ghiaccio dai bordi delle piste. Zamboni, sposato e padre di tre figli, muore di cancro ai polmoni nel 1988, due mesi dopo la moglie. Nel 2006 è stato inserito nella World Figure Skating Hall of Fame e nel 2009 è stato inserito nella United States Hockey Hall of Fame.

Ora, a 112 anni dalla nascita, il riconoscimento degli Usa con il mezzo più popolare e immediato di questa generazione: la pagina di apertura di Google e il suo Doodle.

di Alessandro Dell'Orto

 

 

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Commenti all'articolo

  • cassandradixit

    17 Gennaio 2013 - 19:07

    E'proprio vero che si può leggere il destino degli uomini dal loro cognome e dal nome della città in cui nascono. Come nel caso di Zamboni che è nato ad Eureka, possiamo prevedere che cosa farà Bersani che è nato a Bettola...si prevedono grandi sbornie.

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