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Il primo luglio la sentenza

Baby squillo dei Parioli: ecco le pene per gli sfruttatori

Baby squillo dei Parioli: ecco le pene per gli sfruttatori

Sedici anni e mezzo di reclusione per Mirko Ieni, l’uomo che la procura ritiene il principale gestore del giro di prostituzione delle due ragazzine studentesse che incontravano i loro clienti in un appartamento del quartiere Parioli. La richiesta di condanna è stata avanzata dal procuratore aggiunto di Roma Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi nell’udienza con rito abbreviato davanti al giudice Costantino De Robbio. Sei anni di reclusione, invece, sono stati sollecitati dall’accusa nei confronti della mamma di una delle due baby squillo. Otto mesi è la pena richiesta per uno dei clienti, Gianluca Sammarone.

Le accuse - Per il procuratore aggiunto Monteleone, Ieni è «un soggetto dalla capacità criminale pericolosa». Avrebbe reclutato le due minorenni, sfruttandone l’attività di meretricio, mettendo loro a disposizione l’appartamento ai Parioli e una scheda telefonica per procacciare i clienti, fissando gli incontri a pagamento, mantenendo la contabilità delle prestazioni sessuali e incassando una quota. Al principale imputato, poi, la procura attribuisce la gestione della prostituzione di altre quattro ragazze, stavolta di età superiore ai 18 anni, oltre alla detenzione e la cessione di cocaina e a un episodio di interferenza illecita nella vita privata: attraverso il proprio telefono si sarebbe procurato le immagini di una ragazza impegnata in un rapporto orale con uno dei clienti. Da qui la richiesta finale di condanna a 16 anni e mezzo oltre al pagamento di 54mila euro di multa.

Le richieste del pm - La procura ha poi chiesto al giudice di condannare tutti gli altri imputati: 6 anni e 18mila euro per il militare dell’esercito Nunzio Pizzacalla (anche lui ritenuto un gestore del giro di prostituzione), 5 anni e 8mila euro per il commercialista e cliente Danilo Sbarra, un anno e quattro mesi, più 800 euro, per il cliente Mario Michael De Quattro (accusato anche di un tentativo di estorsione per aver cercato di farsi consegnare 1500 euro da una delle due ragazzine dietro la minaccia di diffondere un video hard che la riguardava), quattro anni per l’imprenditore Marco Galluzzo (sospettato di aver ceduto cocaina durante gli incontri sessuali a pagamento), e otto mesi per il cliente Francesco Ferraro.

Sentenza il primo luglio - È prevista per il primo luglio prossimo la decisione del gup Costantino De Robbio sugli otto imputati coinvolti nell’indagine. Tutti quanti sono sotto processo con il rito abbreviato che prevede lo sconto pari a un terzo in caso di condanna. Il primo luglio ci saranno le eventuali
repliche dei difensori di parte civile e degli imputati che hanno preso atto delle richieste di pena avanzate dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi. Poi il giudice andrà in camera di consiglio per la sentenza.

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    10 Giugno 2014 - 09:09

    Lo stato italiano d'accordo con le associazioni per delinquere meglio conosciute come agenzie di lavori interinali,sfruttano gli stranieri a 1 euro all'ora, licenziando gli italiani rimpiazzandoli con loro e se la prendono con le prostitute minorenni. in Italia il consenso per il sesso è 14 anni,quindi se una ragazza di 16-17 anni vuole avere un rapporto sessuale con un adulto, è legale !

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