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Il delitto di Brembate

Bossetti chiama il pm: "C'è una seconda persona. Faccio il nome"

Massimo Bossetti

Massimo Giuseppe Bossetti oggi sarà interrogato, ma ieri in una giornata piuttosto agitata ha chiesto insistentemente agli agenti che lo sorvegliano in carcere di parlare con il sostituto procuratore Letizia Ruggeri, titolare delle indagini. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, voleva chiamarla per dirle che ha "un nome da fare", che c'è "una seconda persona di cui parlare" coinvolta nel delitto di Yara Gambirasio.

La madre vuole vederlo- Ovviamente su quanto hanno riferito le guardie penitenziaria alla procura si muovono tutti con i piedi di piombo: potrebbe esserci una svolta nelle indagini, ma potrebbe anche essere che le frasi di Bossetti possano essere dettate solo da uno stato confusionale sempre più difficile da gestire e che non porterà a indicazioni utili. Parlando di una seconda persona immediatamente si è pensato a un possibile complice, quindi un'ammissione; ma anche un modo per spostare l'attenzione su altri soggetti e ribadire così la propria innocenza. Di certo c'è che il pm non ha ritenuto di dover anticipare l'interrogatorio fissato alle 10.30 di oggi. E mentre la madre di Bossetti ha chiesto di incontrare il figlio in carcere, l'avvocato del presunto assassino della ragazzina di Brembate, Claudio Salvagni, spiega che il suo assistito vuole "dimostrare la propria estraneità nel delitto di Yara Gambirasio". Bossetti, spiega il suo difensore, «vuole fornire indicazioni a suo discarico. Si tratta di un caso molto complesso -prosegue l’avvocato- che non può basarsi unicamente sulle prove del dna. Certo -osserva- il dna è importante ma non è una prova assoluta».

L'interrogatorio - Più che ’rivelare', fanno capire i legali, Bossetti al momento vuole smentire. Fino ad oggi la sua versione, quella fornita al gip, è che lui non ha mai avuto alcun rapporto con la ragazzina che nemmeno conosceva. Come sia finito il suo Dna sugli indumenti intimi di Yara, ’prova' regina per l’accusa, solo un indizio per la difesa, non se lo spiega. Lui, ha dichiarato Bossetti, quella sera era a casa, come sempre, da buon padre di famiglia dopo una giornata di lavoro, a Palazzago, da dove rientrava passando per Brembate Sopra, una strada più ’comoda'. Il fatto che si sia recato al campo di Ghignola d’Isola, dove venne trovato il corpo della piccola vittima, Bossetti lo giustifica come un ’atto di curiosità’, come hanno fatto in tanti, niente di più. Come la ’curiosità’ spiegherebbe per Bossetti, com’è stato scritto, il fatto che sul suo computer gli investigatori hanno trovato diversi clic riferiti alle indagini sulla morte di Yara. Casualità, consuetudine, curiosità: questa è la cornice dove, stando sempre alle poche indiscrezioni della vigilia, Bossetti cercherà di confinare tutte quelle ’chiacchere' scomode, ma ’ricucite ad arte' dagli inquirenti, emerse dopo il suo arresto. Probabilmente il tentativo è di isolare, dai tanti indizi più o meno significativi, il problema del Dna. Quel Dna che collega inesorabilmente Yara a Ignoto 1, Bossetti. Nei giorni scorsi la difesa ha annunciato l’intenzione di chiedere che sia ripetuto l’esame anche perchè, hanno spiegato i legali, "se anche venisse confermato che (quel Dna, ndr) è lo stesso di Bossetti, si tratta di un indizio e non di una prova. Tutto legittimo, anche perchè, ricorda la difesa "siamo in uno stato di diritto dove vale la presunzione d’innocenza".

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Commenti all'articolo

  • feltroni ve le suona ancora

    09 Luglio 2014 - 13:01

    Peo dici che forse c'erano altri dna. Intanto è sicuro che c'era il suo. E comunque perchè chiedersi di quanti dna? Come se fosse normale andare a fare pic nic in un campo sdraiati sul cadavere di una bambina. Dai diccelo sei suo parente...

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    • Peo

      09 Luglio 2014 - 16:04

      La tua risposta ti qualifica. Evidentemente nemmeno leggi quel che scrivono i giornali sul fatto: la tua superficialità è grottesca. Non sono parente del Bossetti e manco sono mai stato a Bergamo e dintorni. Ma non ho antipatia per il personaggio, da quanto ho visto e letto su di lui. Mi vergognerei a morte se invece fossi TUO parente...

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  • nick2

    09 Luglio 2014 - 10:10

    Pensa un po’, Peo al valore che avrebbe per te la prova del DNA se l’accusato fosse un negro, un rom, un islamico, un rumeno o anche un frocio. Quante arrampicate sui vetri ti saresti risparmiato! Ricordi quando fu arrestato il marocchino Fikri? Eravate tutti d’accordo nel ritenerlo colpevole. Senza prove! Un consiglio: non renderti ridicolo.

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  • Peo

    09 Luglio 2014 - 08:08

    Sarebbe interessante fare un test, che per mancanza di quattrini la difesa di Bossetti non farà mai. Prendere una ragazzina e mandarla in giro con un paio di leggings nuovi a fare per una giornata intera quel che faceva Yara di solito. Poi lasciarli per tre mesi abbandonati in un campo. E vedere che ci si trova sopra. Test empirico ma illuminante.

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  • Peo

    08 Luglio 2014 - 20:08

    Bossetti è certamente perso. E' un poveraccio che nessun principe del foro difenderà gratis. Uno con le palle arriverebbe a dire gelando tutti: "Certo che il DNA è di Bossetti. Vi dimostro ora che addosso Yara ne aveva altri 500. Di altri muratori dipendenti del padre, di scopazzatori frequentanti il campetto dove è stata trovata, ecc..." E ora come la mettiamo? Chiamiamo tutti a giustificarsi!

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    • antari

      08 Luglio 2014 - 23:11

      Con rispetto parlando, un conto e' avere 2 o 3 tracce di DNA sui vestiti (500? suvvia, su che base 500? potevi dire anche 500.000?), un conto e' avere un DNA di Bossetti, a Yara non imparentato, sulla "biancheria intima". Prudenza, se non decenza, vorrebbe che le due cose venissero ben distinte. Altro che accomunare il dna sulla biancheria intima con quello sull'esterno dei vestiti.

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      • Peo

        09 Luglio 2014 - 08:08

        Ho fatto un numero volutamente esagerato a caso, ovvio! Ma a meno di non avere calzoni di latta o sedersi con il cappotto indossato credo sia facile, se ti poni su un residuo liquido, trovarti fin nell'intimo particelle microscopiche. Si parla qui sempre, si noti, di particelle infinitesimali. Un test quindi di sicuro valore forense, ma direi in ben altri e precisi contesti: paternità, stupro ecc.

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    • Peo

      08 Luglio 2014 - 22:10

      Mi permetto di annoiarvi auto-rispondendomi.... Gli inquirenti hanno potuto spendere una cifra folle (nostra) per i loro rilievi scientifici. Una contro-perizia, sempre che sia ancora fattibile, mirante a ricercare la quantità di altro DNA (peli e schifezze varie) presenti sul corpo costerebbe un'analoga cifra folle. E quale Bossetti ne potrebbe disporre? E' perduto, senza rimedio, per conto mio.

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