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Giustizia malata

Fuoco amico su Ingroia:
"Una piaga i magistrati
che entrano in politica"

All'apertura dell'anno giudiziario il presidente della Corte D'Appello di Roma e quello di Genova picchiano duri sui colleghi candidati

Fuoco amico su Ingroia:
"Una piaga i magistrati
che entrano in politica"

All'apertura dell'anno giudiziario scoppia la grana magistrati in politica. Nelle consuete relazioni dei presidenti delle Corti d'Appello si fà un diretto riferimento alla discesa in politica di ex pm e magistrati. Viene chiamtao in causa Antonio Ingroia. Il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce ha polemicamente parlato delle toghe che si candidano per una poltrona in parlamento:“Non trovo nulla da eccepire sui magistrati che abbandonano la toga per candidarsi alle elezioni politiche”. Ma ha subito aggiunto: “Non mi piacciono i magistrati che non si accontentano di far bene il loro lavoro, ma si propongono di redimere il mondo. Quei magistrati, pochissimi per fortuna, che sono convinti che la spada della giustizia sia sempre senza fodero, pronta a colpire o a raddrizzare le schiene. Parlano molto di sè e del loro operato anche fuori dalle aule giudiziarie, esponendosi mediaticamente, senza rendersi conto che per dimostrare quell’ imparzialità che è la sola nostra divisa, non bastano frasi ad effetto, intrise di una retorica all’acqua di rose”.

Magistrati scorretti -  Ancora più duro è stato l'intervento del presidente della Corte d’Appello di Genova, Mario Torti: "Non è valutato positivamente il comportamento di quei magistrati che, dopo aver acquisito notorietà in campo professionale, magari con esposizioni mediatiche non proprio misurate, lasciano temporaneamente la toga per questo o quel partito politico. Vanno evitate condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile e sterile scontro tra politica e magistratura. Ciò accade -ha sottolineato Torti- quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività o quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza e sobrietà"

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    27 Gennaio 2013 - 17:05

    e come corrono, di corsa a pigliare stipendi e campare sulle spalle degli altri. non lo fanno per i soldi? si vabbe'.. e le case di dipietro? come la mettiamo?

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  • kinowa

    27 Gennaio 2013 - 16:04

    Sull'entrata in politica dei magistrati, parole sante, ma fanno ancora piu paura quelli che fanno politica dall'interno. Quando, però, fanno auting ed entrano in politica, anche se non eletti, dovrebbero avere il buon senso di rinunciare per sempre alla magistratura, chi vorrebbe essere giudicato da un giudice di parte ??????????????

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  • steba1958

    27 Gennaio 2013 - 11:11

    ..... e con ingroia è un altro magistrato che va in politica tutti nella sinistra perche? mi chiedo io e altri milioni di elettori FORSE HA RAGIONE SILVIO Stefano faenza

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  • rugantino

    27 Gennaio 2013 - 08:08

    da una vita sento parlare di potere autonomo, giudici che sarebbero.. 'terzi' (ma nelle prime pagine sono sempre primi e secondi!), l'autonomia e l'autogoverno per tale kasta sono sacri, il magistrato è ... APOLITICO!(nemmeno crozza riesce ad essere così esilirante;sicuri che all'estero veniamo derisi solo per il B.?),guai a criticarli anche se emettono sentenze assurde e chi incappa nelle loro maglie,pazienza,si rassegni,vivrà una lotteria umana,colpevole o innocente il calvario è assicurato! Il tutto al netto da ogni responsabilità,sentenze che non arrivano mai, delinquenti che escono perchè trascorsi i tempi di custodia preventiva,innocenti dichiarati tali dopo magari qualche decennio di galera ecc., sono alcune delle perle della nostra magistratura! E per fortuna sono intervenute 130 mila prescrizioni,altrimenti starebbero in uno stallo totale! A trent'anni dal caso Tortora,in cosa è migliorato il nostro potere ... uber alles? Ma tutti gli anni ci danno conto dei loro fallimenti!!

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