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La mappa del crimine: ecco tutti i reati città per città

La mappa del crimine: ecco tutti i reati città per città

In Italia si continua a delinquere. Secondo i dati elaborati dal ministero degli Interni per il Sole 24 ore sono quasi 2,9 milioni sono i delitti denunciati nel 2013, in crescita del 2,6% rispetto al 2012. Milano e Rimini (oltre 8mila delitti ogni 100mila abitanti, contro una media 4.756) sono le province che subiscono il più alto numero di denunce. Ma mentre Milano, dopo Roma, ha il record per volume totale (oltre 260mila denunce), Rimini si limita a 27mila e deve l'”indesiderato” secondo posto alla sua vocazione turistica che è terreno fertile per i crimini. Le province dove invece i reati denunciati in rapporto ai residenti sono al livello più basso sono tutte al Sud: Benevento, Matera, Oristano, Enna (sotto quota 2.500).

La mappa del crimini - Quanto alle variazioni, incrementi forti a Trieste (+19%), Asti, Piacenza (+16%) e Lecco (+13%). Analizzando le singole tipologie di reato, nelle rapine si mette in evidenza ( Napoli: con 8.415 casi surclassa Milano e Roma, entrambe in area negativa come molti grandi centri. Meno presi di mira gli abitanti dei piccoli centri, come Belluno, Potenza, Sondrio, Aosta (sotto quota 10). Quanto alla sicurezza nelle abitazioni, spicca il dato di Asti: quasi mille furti in casa ogni centomila abitanti (oltre il doppio della media nazionale, 414, e ben lontano dai circa 700 delle altre due sul podio “non cercato”, Pavia e Torino) e un aumento del 44%. Analoga forte crescita a Lodi e Sondrio. Sonni tranquilli invece per le famiglie di Crotone, Potenza, Napoli e Campobasso (sotto 130 casi). Nei borseggi davanti a tutti c'è ancora Rimini, seguita dalle province più grandi e con un buon tenore di vita (Bologna, Milano, Torino, Venezia, Roma): sfiora quota mille, contro una media di 273 e Oristano che non raggiunge l'indice dieci.Infine le truffe e le frodi informatiche: i triestini sono i più colpiti (indice 422, contro una media di 230), seguiti dagli abitanti di Savona e di Napoli (che ha anche il record per volume), mentre nelle nuove province di Monza Brianza, Fermo e Bat, sembrano essere meno propensi a cadere in trappola.

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Commenti all'articolo

  • maiPD

    maiPD

    20 Novembre 2014 - 13:01

    allora , questa estate sono entrati 100,000 profughi i quali non hanno ne soldi ne lavoro . vengono assistiti per un poi e poi abbandonati , in seguito come fanno a sostentarsi ? Non mi risulta che vi siano alloggi e cibo gratis quindi ? mi sembra normale che siano in aumento esponenziale furti e rapine. semplice no.

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  • massifree

    20 Novembre 2014 - 12:12

    Esatto, provate a vedere le origini dei delinquenti scoperti, per altro sempre con precedenti quindi, secondo me, con evidente RESPONSABILITA' da parte dello stato. Io ,o ho fatto a Reggio Emilia se su cento reati vi è un reggiano tra i colpevoli è già una media alta.........BASTAAAAAAAAAAAAAAAA

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  • dilan

    20 Novembre 2014 - 11:11

    da quando hanno aperto sotto casa mia una sala snai , ho subito 3 furti ,anche i negozianti hanno subito furti . Dalla mattina alla sera ciondolano personaggi loschi - parliamo di uomini di 50 anni non italiani ..... - e nessuno controlla .....come vivono che fanno , stanno lì a giocare tutto il giorno????

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  • gigi0000

    20 Novembre 2014 - 09:09

    Confrontiamo i dati della Lombardia e del Nord prima dell'immigrazione di massa degli anni '60-'70 e proviamo a trarne le conseguenze. La mafia non è autoctona, ma. Confrontiamo anche le origini dei delinquenti e cerchiamo di capire perché. Infine ragioniamo su chi eliminare, magari con obblighi di dimora nei luoghi d'origine propri e dei propri parenti e passaporto per superare il Po.

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