Cerca

Con Libero dal 28 maggio

Il cd con gli inni della Grande Guerra

Il cd con gli inni della Grande Guerra

Un cd ufficiale per ricordare il centenario della Grande Guerra sulle note delle canzoni più famose ispirate a quel tragico avvenimento. Da giovedì 28 maggio in edicola con Libero al prezzo di 5,60 euro più il prezzo del quotidiano potrete acquistare Italiani al fronte: inni e canti della Grande Guerra. 

La Grande Guerra segnò lo spartiacque tra un “prima” e un “dopo” nella storia del mondo, perché ancora oggi noi portiamo le conseguenze di quel conflitto che sconvolse i destini di nazioni e popoli.
Il 2015 è in questo senso un anno importantissimo: sono passati 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia. Per onorare nel giusto modo i tanti soldati che sul fronte hanno lottato, sofferto e in parte lasciato le loro vite, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha pensato di realizzare un Cd musicale che contenesse tutti i principali inni e i canti che si possono riferire al conflitto. E la scelta dell’interprete non poteva che ricadere sulla Banda dell’Esercito Italiano, quell’insieme di strumentisti che è erede di tre secoli di tradizione musicale militare. Negli anni la Banda è stata diretta dai Maestri Amleto Lacerenza, Marino Bartoloni, Domenico Cavallo, Fulvio Creux, affiancando a quella istituzionale, una intensa attività concertistica nei più importanti palcoscenici italiani e stranieri (basti pensare alla presenza, solo in questi ultimi mesi, agli eventi del Festival di Sanremo e del galà di apertura dell’Expo, in Piazza del Duomo a Milano). La Banda dell’Esercito è inoltre il primo complesso militare italiano ad avere accolto direttori ospiti fra i quali, nel dicembre 2012, il M° Riccardo Muti.
I brani scelti per il CD che, per l'occasione, sarà anche simbolico omaggio alle principali cariche dello Stato, sono tra gli altri:
“La leggenda del Piave”, il simbolo musicale della Grande Guerra italiana, composto nel 1918 dal napoletano Ermete Gaeta. Scritto sul retro di un modulo di telegramma, divenne subito canto di popolo (“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio, dei primi fanti il ventiquattro maggio … Era un presagio dolce e lusinghiero. Il Piave mormorò: non passa lo straniero!.... Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento, e la vittoria sciolse l’ali al vento …”) e fu suonato come inno nei giuramenti degli ufficiali dal giugno all’ottobre 1946, quando la Repubblica Italiana adottò il canto degli italiani quale proprio inno.

“Addio mia bella addio”, uno dei canti più popolari del Risorgimento, che fu cantato anche nelle trincee.

“Reginella”, uno dei massimi successi napoletani di tutti i tempi, composta nel 1917, la cui coloritura triste e nostalgica riflette le cupe atmosfere e il clima d’incertezza dell’anno più difficile per il nostro paese.

“Le scarpe al sole”. Nel gergo degli Alpini, “mettere le scarpe al sole” significava morire, perché finalmente, dopo tanto tempo nel buio della trincea, il corpo disteso poteva essere interamente illuminato dai suoi raggi. E proprio alle Penne Nere è dedicato questo brano, che rievoca l’umanità del fronte, i soldati e le loro voci nude e sommesse che intonano, accanto a canzoni allegre, motivi più intimi e dolorosi.

“O surdato ‘nnamurato” il brano che, insieme al nostro inno nazionale è uno degli esempi più emblematici di “fraintendimento”, nel senso che l’espressione originaria è andata via via alterandosi fino a divenire qualcosa d’altro. I sentimenti di nostalgia di chi, al fronte, pensa alla fidanzata lontana giurandole eterno amore (che era il senso della celebre canzone del 1915 di Aniello Califano musicata da Enrico Cannio) sono molto distanti dalla spensieratezza e dal ritmo baldanzoso con cui oggi viene eseguita. 

"Il silenzio". Una sposa, una lettera dal fronte che tarda ad arrivare, una preghiera, un presagio, un annuncio

In totale i brani contenuti nel CD sono 14. Il leaflet interno contiene una spiegazione del contesto storico per ciascun brano ed una esauriente biografia degli interpreti (oltre alla Banda dell’Esercito, un tenore, una soprano, un coro di 35 elementi e la straordinaria Ivana Spagna, interprete della parte introduttiva del Canto degli Italiani).

Italiani al fronte

Inni e canti della Grande Guerra

Banda dell'Esercito Italiano

In edicola da giovedì 28 maggio

Solo con Libero!!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Sua Bandità

    29 Maggio 2015 - 07:07

    L'autore dell'articolo cita la banda, gli ex direttori e Ivana Spagna, ma non indica il nome del Soprano, del Tenore del Coro e del Direttore: omissione? Trascuratezza? Non saprei dire. Vorrei però avanzare un'altra ipotesi: forse, omettendo i loro nomi, ha voluto render loro il più elevato omaggio: Grande Guerra = Milite Ignoto CD Grande Guerra = Musici Ignoti

    Report

    Rispondi

  • Vittori0

    24 Maggio 2015 - 18:06

    Un ricordo per i caduti e i partecipanti come la massicia presenza dei (cafoni)del Sud mandati a combattere senza conoscere il motivo!!W l'Italia!

    Report

    Rispondi

blog