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Le conseguenze per il fisico

Smog e polveri sottili: ecco come difendersi (la mascherina non serve)

Smog e polveri sottili: ecco come difendersi (la mascherina non serve)

Polveri sottili, allarme rosso: Milano e Roma le città che più di tutte, in Italia, "pagano il prezzo" dello smog (con blocchi del traffico, alcuni annunciati e ritirati, ed annesse polemiche). Di polveri sottili ne sentiamo parlare da anni, ma cosa sono esattamente? Si tratta di particelle sospese nell'aria - come fibre, metalli, silice - di natura inquinante, che ovviamente hanno un maggiore impatto nelle aree urbane. Tra queste polveri, il biossido di azoto (formato dai processi di combustione dei motori delle auto e delle centrali elettriche), l'ozono troposferico (si forma con reazioni chimiche che coinvolgono sostanze inquinanti emesse nell'aria), biossido di zolfo (emesso quando i solfuri dei combustibili vengono bruciati per il riscaldamento) e benzoapirene (che deriva dalla combustione incompleta di carburanti, dall'incendio del legno e rifiuti e dalla produzione di acciaio e carboni).

Dunque, le conseguenze: che impatto hanno le polveri sottili sul nostro corpo? Diverse, più o meno gravi. Si parte da mal di testa e ansia: hanno un impatto sul sistema nervoso centrale. Dunque l'irritazione a occhi, naso e gola, oltre a problemi di respirazione; le polveri causano anche malattie cardiovascolari, e hanno un impatto negativo su fegato, milza e sangue. Possibili conseguenze anche sul sistema riproduttivo. Ma, soprattutto, le polveri impattano sul sistema respiratorio: irritazioni, infiammazioni, infezioni, asma, riduzione della funzione polmonare, penumopatia cronica ostruttiva e cancro ai polmoni.

Come difendersi, dunque? Le mascherine sul volto e le finestre chiuse non servono a nulla: è impossibile difendersi dall'aria che respiriamo. Dunque, si può cercare soltanto di prevenire l'inquinamento. Per limitare i danni, però, si può evitare l'esposizione acuta, come l'attività fisica nei picchi di inquinamento, poiché lo sforzo ci fa respirare una maggiore quantità d'aria. Inoltre, si deve ventilare l'inquinamento domestico, meglio nelle ore notturne, quando il traffico è meno intenso: si deve cambiare aria, poiché è falso che l'ossigeno che respiriamo in casa sia migliore di quello che "incontriamo" in strada.

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Commenti all'articolo

  • lepanto1571

    28 Dicembre 2015 - 10:10

    La causa dell'inquinamento è solo parzialmente dovuta alle auto. Le auto incidono per un 30%. Il resto è dato da riscaldamento e produzione di energia per usi industriali. Limitare il traffico o bloccarlo del tutto inciderebbe in modo marginale. Bisogna adottare altre forme di energia, come quella nucleare ed il teleriscaldamento.

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    • viola52

      30 Dicembre 2015 - 08:08

      Hai dimenticato il traffico aereo....in Lombardia Orio Malpensa e Linate inquinano moltissimo....

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