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Il giallo

Giulio Regeni, le chat con la fidanzata e il prof: quegli sms e un grosso sospetto

Giulio Regeni

Chi ha ricevuto i report di Giulio Regeni sul sindacato e che uso ne è stato fatto? Trovare una risposta a queste domande aiuterebbe a capire perché il ricercatore italiano è stato ucciso. Riporta il Corriere della Sera che a metà dicembre l'università di Cambridge chiese a Giulio di intensificare le ricerche all'interno del sindacato dove è molto forte l'opposizione al regime del presidente Abdel Fattah Al Sisi. E forse è finito in un gioco più grande di lui. 

I carabinieri del Ros e poliziotti dello Sco stanno valutando i racconti dei testimoni. Incrociando infatti i dati degli ultimi sms inviati da Giulio ai suoi amici anche attraverso una chat di Facebook, per esempio, viene smentito il racconto del ragazzo che aveva sostenuto di aver visto il ricercatore portato via da due poliziotti: lui parla delle 17,30 ma due ore dopo Regeni scrive alla fidanzata e al professore. Un nuovo depistaggio per impedire che si arrivi alla verità sulla sua fine.

L'11 dicembre il giovane partecipò a una assemblea sindacale e si accorse di esser stato fotografato. Proprio in quel periodo gli fu infatti chiesto un impegno ancora più forte sulle tematiche che stava approfondendo. Perché? A che cosa dovevano servire quelle notizie? Il pm Sergio Colaiocco ha ascoltato a lungo la professoressa dell'università di Cambridge Maha Abdelrahman, a sua volta molto impegnata nello studio delle opposizioni politiche in Medio Oriente. Ed è stato interrogato anche il professor Gennaro Gervasio, che insegna Scienze Politiche al Cairo e con Regeni aveva una assidua frequentazione assidua, e che ha dato per primo l'allarme della sua scomparsa due ore dopo non essere riuscito a contattarlo già il 25 gennaio, giorno della sua scomparsa. Il sospetto - e forse potrà aiutare in questo senso l'analisi del pc di Giulio - è che qualcuno del suo stesso entourage abbia "venduto le informazioni da lui raccolte facendo di lui un bersaglio per gli uomini della sicurezza egiziana che lo avrebbero rapito per estorcergli delle informazioni. 

E poi, perché c'è tutta questa attenzione da parte degli Stati Uniti? Il New York Times si sta occupando della vicenda dopo la dichiarazione di un portavoce del Dipartimento di Stato americano che l'8 febbraio ha dichiarato: "Osserviamo che le indagini ufficiali sull'omicidio di Regeni sono in corso con la partecipazione degli investigatori italiani". E' vero che l'American University frequentata dal giovane ha la sede principale a New York ma questo non basta a giustificare tutto questo interesse considerando che i testimoni rintracciati dal giornale non sono credibili. Alle 19,41 del 25 gennaio Regeni scrive un messaggio via Facebook alla fidanzata: "Sto andando dal dottor Hassanein", l'anziano intellettuale esperto di sindacato. Poi scrive a Gervasio: "Sto arrivando". Testi e orari sono stati acquisiti grazie all'esame dei cellulari della ragazza e del docente. Il giovane egiziano sostiene di aver visto Giulio mentre veniva portato via "da due agenti della polizia in borghese" di fronte alla stazione della metropolitana di Bohooth alle 17,30 cioè due ore prima della chat. Il giallo continua.

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