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Un giallo lungo vent'anni

Caso Claps, confermata in appello la condanna a trent'anni per Restivo

La madre della ragazza uccisa nel 1993 si rivolge all'accusato: "Ho solo pietà per lui, che si è fatto una vacanza a spese dei contribuenti"

Elisa Claps

Elisa Claps

La Corte d’assise d’appello di Salerno ha confermato la sentenza di condanna a trent'anni di reclusione nei confronti di Danilo Restivo, unico imputato per l'omicidio di Elisa Claps. Alla lettura della sentenza Danilo Restivo non ha reagito. Sono scoppiati in lacrime i familiari di Elisa Claps che si sono abbracciati. "Buon rientro in Inghilterra" hanno detto ironicamente Gildo e Luciano Claps a Danilo Restivo che veniva trasferito dalla polizia penitenziaria. "Vergogna per aver difeso Restivo" è stato rivolto all’avvocato dell’imputato Marzia Scarpelli. La madre di Elisa Claps ha poi commentato "ho solo pietà per lui che si è fatto una vacanza a spese del contribuente".

La vicenda -  Quel giorno Elisa Claps uscì di casa insieme ad un’amica, Eliana De Cillis. Lo stesso Restivo ha confermato di averla incontrata ma ha sempre dichiarato che rimasero dieci minuti a parlare  dietro l’altare della ragazza e che poi la ragazza andò via. Tornando  poi a casa, si ferì fortuitamente nel cantiere delle scale mobili procurandosi una ferita ad una mano che fu medicata al pronto soccorso. Nel 1995 i giudici del Tribunale di Potenza non gli credettero completamente: nella sua ricostruzione c'era un buco di un’ora e mezza nella ricostruzione e così lo condannarono a due anni e 8 mesi di reclusione. Restivo lasciò Potenza. Il suo nome è poi tornato alla ribalta perchè sospettato in Inghilterra dell’omicidio di Heather Barnett, una sarta inglese che abitava di fronte a casa sua a Bournemouth, nel Dorset, e che è stata uccisa il 12 novembre del  2002. Anche in questo caso si è sempre proclamato innocente. 

La svolta - La svolta è arrivata proprio con il ritrovamento dei resti della   studentessa potentina nella chiesa della Trinità, in parte scheletrizzati ed in parte mummificati. Elisa è stata uccisa proprio nel sottotetto, ha stabilito l'autopsia. E’ morta dissanguata per le ferite. Sulla chioma sono stati riscontrati dei tagli netti di ciocche di capelli. Particolare analogo era stato rilevato sul corpo di Barnett che teneva una ciocca di capelli non suoi nelle mani. Queste analogie hanno concentrato i sospetti su Restivo ancora di più e sono ripartite le inchieste, sia quella inglese che quella italiana

Il processo inglese - Nel 2010 la polizia inglese ha deciso di arrestare Restivo che negli anni precedenti, 2004 e 2006, era già stato fermato ed interrogato ma sempre rilasciato senza alcuna incriminazione formale. Il processo inglese si è già concluso: Restivo è stato condannato ad una pena definitiva di 40 anni. Analoga evoluzione c'è stato sul fronte italiano con l’inchiesta della Procura di Salerno,  fino ad arrivare alla prova del dna. Un elemento che è andato ad aggiungersi ad una serie di elementi investigativi tra cui i fatti di quella mattina ed il dettaglio delle ciocche, ritenute la “firma” del'assassino.

La sentenza di primo grado - A novembre del 2011 è stato condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Elisa Claps dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, l’ufficio giudiziario che nel tempo ha   acquisito la competenza sulle indagini per il coinvolgimento, poi archiviato, di un magistrato di Potenza. La famiglia Claps è sempre stata in prima linea, senza mai arrendersi, per ottenere giustizia per Elisa, una ragazza sempre sorridente come si vede nelle foto, impegnata negli studi a Potenza. Sin dall’inizio ha avuto dei sospetti su Restivo e nel corso del tempo ha puntato l’indice sulla conduzione delle indagini per non aver ottenuto risultati prima di tutto questo tempo. La mamma Filomena ha partecipato anche al processo inglese e non ha perso un’udienza di quello che si è tenuto a Salerno. Oggi la conferma della condanna a 30 anni

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    25 Aprile 2013 - 12:12

    giunta al carabinieri di Roma nel mese di febbraio ormai 1994sembra più illuminante sulla sorte toccata a Elisa. Infatti la telefonata diceva, che Elisa era incatenata in una macchina... sta male, aiutatela, aiutatemi, non posso dire altro... Quindi ipotizzare che Elisa sia stata sequestrata ed in seguito uccisa, ci potrebbe stare, ci sarebbe un nesso con l'omicidio della Barnett. Nessuno ha notato che se a Elisa vengono tagliati i capelli e considerando i disagi di un sequestro,(basta ricordare i sequestrati al momento del ritorno a casa sembravano invecchiati di tantissimi anni) potrebbe Danilo ha questo punto di vedere nella Signora Barnett proprio Elisa e l'abbia uccisa. Poi per quanto riguarda il cadavere ritrovato nel sottotetto, molto probabilmente lo stesso è stato portato lì in occasione della morte del parroco della SS. Trinità. al momento senza Parroco per agire sicuri di non essere scoperti e rispondendo alla madre che continuamente chiedeva, fatemi trovare Elisa morta.

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  • bettely1313

    25 Aprile 2013 - 11:11

    che Danilo Restivo sia complice della scomparsa di Elisa non ci sono più dubbi ormai. Solo che non regge lo scenario del delitto avvenuto nel sottotetto della Chiesa della SS. trinità, tanto meno quella mattina stessa, Non è stata riscontrata nessuna macchia di sangue in quel luogo e tento meno i capelli che al momento del cadavere erano corti. Se pensiamo che Elisa, secondo Chi l'ha visto? sarebbe stata uccisa con diverse coltellate, Danilo chissà quanto sangue doveva aveva addosso e presentandosi al pronto soccorso. vuoi, che il medico non lo avrebbe notato questo particolare di non poco conto? Perciò almeno il dubbio che in quella mattina Elisa non può essere stata uccisa non viene a nessuno, Ha già, ma i media hanno già sentenziato loro chi è il colpevole. Mi riferisco soprattutto a Chi l'ha visto? Con comodo segue.....

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