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Crac Micop

Coppola, assolto dopo due anni: "Il fatto non sussiste"

L'imprenditore esce dal carcere dopo un infarto, un tentato suicidio e una fuga. "Qualcuno si deve vergognare"

Stesso destino processuale anche per Daniela Candeloro, ex addetta alla contabilità, assolta dopo essere stata condannata a 4 anni dal tribunale
Danilo Coppola

Danilo Coppola

 

La corte di appello di Roma ha assolto Danilo Coppola, perché il fatto non sussiste, dall’accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al crac della società Micop, vicenda costata in primo grado all’imprenditore una condanna a sei anni di reclusione e una lunga custodia cautelare preventiva. Stesso destino processuale anche per Daniela Candeloro, ex addetta alla contabilità, oggi assolta dopo essere stata condannata a 4 anni dal tribunale. Si è chiusa così una vicenda giudiziaria su cui ha certamente pesato la decisione con cui lo scorso dicembre la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Micop, aveva decretato la nullità della sentenza di fallimento. 

"Arresto creato ad arte" - I giudici della corte di appello di Roma hanno disposto nei confronti di Danilo Coppola la restituzione delle partecipazioni azionarie precedentemente poste sotto sequestro, compresa la quota del 2% di azioni della Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (BIM). "Il periodo di detenzione, subito da Coppola per le accuse per cui oggi si è avuta l’assoluzione piena, ha provocato centinaia di milioni di danni al Gruppo", si legge in una nota. E l’imprenditore, dopo l'assoluzione, ha così commentato: "Il mio arresto, come ho sempre detto, è stato creato ad arte ed in molti oggi si dovrebbero per questo vergognare". Nel corso dei due  anni passati in cella, Coppola tentò il suicidio, e nel novembre 2007 ebbe un arresto cardiaco ed entrò in coma. Nel dicembre dello stesso anno la fuga dall'ospedale, per poi riconsegnarsi alla polizia. Nel giugno del 2010 raggiunse un accordo con il Fisco per saldare il suo contenzioso: versò all'erario 160 milioni di euro.   

 

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Commenti all'articolo

  • gioch

    10 Maggio 2013 - 15:03

    ...,che ha scritto per anni dell'ingiusta detenzione di Coppola,fosse stata qualche firmona(?) di La Repubblica a prenderne le difese,la vicenda si sarebbe conclusa prima.Mauro o Paolino Flores d'Arcais o il di-vino Scalfari con una qualche manifestazioncina a sostegno dei loro amici magistrati(ex soccorso rosso).

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  • arwen

    08 Maggio 2013 - 14:02

    Un'altra vittoria della magistratura. Ma scusate la domanda prosaica, a noi cittadini quanto ci è costato sto scherzetto? E se Coppola chiede poi un risarcimento chi lo paga, ancora noi?

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  • fossog

    08 Maggio 2013 - 14:02

    E devono pagare PERSONALMENTE e con lo stesso peso dei danni che fanno ai cittadini che, loro malgrado, pagano stipendi salati ad una categoria di deleteri impiegati statali, ben più marci della media degli impiegati statali in genere. Questa non è una democrazia, ma un paese incivile in cui comandano tanti tipi di bestie oligarche mascherate da istituzioni democratiche.... SONO LA MERDA CHE NASCE E SI MOLTIPLICA NEL CONCIME DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA, LA DEMOCRAZIA DELLA DELEGA IN BIANCO AI SOLITI LADRI ED INCAPACI.

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  • aresfin

    aresfin

    08 Maggio 2013 - 14:02

    Un'altro caso atroce di malagiustizia! Bisogna fare una Legge che imponga la responsabilità civile e penale per i magistrati!!!! Questi se ne sbattono le balle e giocano con la vita delle persone, come fossero figurine. Il tutto per la loro superpagata carriera. E' una vergogna. Non siamo un paese civile!!!!

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