Una nuova perizia psichiatrica per valutare se il «picconatore» di Milano sia compatibile con il regime carcerario. A decidere di sottoporre all’esame medico-legale Adam Kabobo, il ghanese che lo scorso maggio uccise tre passanti a colpi di piccone, è stato il tribunale del Riesame meneghino, che ha accolto il ricorso dei difensori dell’uomo, gli avvocati Francesca Colasuonno e Benedetto Ciccarone. Secondo il collegio difensivo, infatti, le condizioni di salute dell’immigrato sono incompatibili con il carcere e così hanno avanzato la richiesta di trasferire Kabobo dal penitenziario di San Vittore, dove è rinchiuso, in un ospedale psichiatrico giudiziario, dove resterebbe comunque in regime di custodia cautelare. Il ricorso è stato presentato dopo che il 27 novembre scorso il gip di Milano, Andrea Ghinetti, aveva respinto le richieste dei due difensori. Il Riesame, invece, ha stabilito che, per decidere nel merito, «appare necessario procedere a perizia medico-legale in ordine alla compatibilità delle condizioni di salute» del picconatore «con il regime carcerario». I giudici hanno nominato come perito il medico legale Marco Scaglione e fissato l’udienza per il conferimento dell’incarico il prossimo 8 gennaio. In realtà già nei mesi scorsi era stato effettuato un esame psichiatrico su Kabobo, ma esclusivamente in relazione alla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La perizia, eseguita in sede di incidente probatorio, aveva stabilito che il ghanese è processabile con rito abbreviato e che non è incapace di intendere e di volere, ma che soffre di una forma di psicosi schizofrenica. Diverso l’esame al quale verrà sottoposto ora, attraverso il quale bisognerà valutare se l’immigrato possa essere compatibile o meno con lo stile di vita del penitenziario. Proprio in cella, nelle scorse settimane, il ghanese aveva tra l’altro cercato di strangolare il suo compagno. Secondo i legali di Kabobo la nuova perizia potrebbe essere rilevante anche ai fini del processo. di Rita Cavallaro




