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Bimba uccisa da un tumore

Quattro medici indagati

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Bimba uccisa da un tumore

Un tumore al cervello l’ha lentamente portata via. È cresciuto dentro quel piccolo esserino di appena sette anni, senza che qualcuno se ne accorgesse. Eppure quella bimba bolognese ha patito, durante questi ultimi tre anni, le pene dell’inferno: forti mal di testa, problemi di equilibrio e disturbi alla vista. I medici però non hanno capito, sottovalutando i sintomi. Secondo gli avvocati della famiglia i pediatri che l’avevano in cura avrebbero dovuto quantomeno far eseguire accertamenti ulteriori. Solo nell'ottobre scorso i sanitari dell'ospedale Maggiore di Bologna, dove l'avevano accompagnata i genitori perché in preda a una crisi, l'hanno sottoposta a una Tac: la diagnosi per lei si è trasformata in una terribile sentenza: ormai non c’era più nulla da fare. Per affrontare e distruggere quel male che l'aveva aggredita non c’era più tempo. E il 25 agosto scorso la bambina che non aveva ancora compiuto dieci anni, è morta.

I genitori hanno deciso di presentare un esposto attraverso i loro legali, gli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. Ricevuta la denuncia il pm della Procura felsinea, Enrico Cieri, ha aperto un fascicolo in cui viene ipotizzato il reato di omicidio colposo e sul quale sono stati iscritti i tre medici della Usl che l'hanno visitata e la pediatra. Venerdì scorso è stata eseguita l'autopsia alla presenza dei consulenti di parte e ieri c'è stato il funerale. La ragazzina in questi anni era stata visitata da un otorinolaringoiatra per un difetto all'udito che secondo i legali della famiglia era un sintomo del male. Ma il medico, come gli altri suoi colleghi tra cui un neuropsichiatra e un oculista, non ha ritenuto di fare ulteriori accertamenti. «La volontà dei genitori è fare chiarezza. Ci auguriamo che l'indagine permetta di appurare cosa è successo ed eventuali responsabilità» hanno spiegato i legali.

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  • gasparotto

    02 Settembre 2009 - 10:10

    Per caso Alex nel suo nick c'è il fatidico numero 68. Sta a ricordare il movimento studentesco di matrice cattocomunista nato in quella data che ha disintegrato le università. E lei lo conferma ,mettendo in risalto la imperizia dei giovani medici. Però a margine del suo scritto, mi corre un dubbio. Lei aveva trattato sua figlia con antibiotici? Se sì, impossibile che il tampone sia risultato positivo.Questo lo dico perchè sono convinto che una angina streptococcica in fase acuta genera febbre in quanto si liberano interleuchine e difficilmente dei medici non danno antibiotici penicillinosimili, come pure i genitori non si rassegnano a non chiedere antibiotici. Per cui non vedo come il tampone sia risultato positivo. Eppoi sarebbe opportuno sapere di che tipo di streptococco trattasi. L'unico che potrebbe aver dato risentimento appendicolare lo streptocco beta emolitico gruppo A. Poi è poco credibile che la dottoressa abbia apostrofato con imbecilli i due dottorini come dice lei,alla presenza di tutti. Comunque le chiedo una cosa: il titolo antispreptolisinico(TAS) come era? E la formula leucocitaria? Va bene sparare sulla sanità ma quando è troppo è troppo. Una cosa che io non concepisco è il silenzio delle associazioni mediche , degli ordini, buoni solo a chiedere soldi ed a comminare sanzioni e mettici anche il taciturno operare di alcuni sindacati medici di sinistra, ed i medici stessi, divisi dalle tante fazioni, dai tanti interessi, dalle tante discipline. E la gogna avanza a grandi passi. Io che sono di destra storica, riconosco che il miglior ministro della sanità è stato Rosy Bindi. Eppure fu eliminata appena possibile dal successivo governo D'Alema.Questa è l'Italia. Scusate se mi attengo a risposte tecniche, ma non posso fare altrimenti.

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  • gasparotto

    02 Settembre 2009 - 09:09

    Come ti metti metti, nelle università si sbaglia sempre ormai. La popolazione studentesca è cresciuta in maniera esponenziale come i batteri. Per dare una istruzione ed una laurea "comunitaria" le sedi universitarie si sono moltipicate come funghi nel bosco dopo la pioggia. In Italia ci sono 24 facoltà mediche ed un medico ogni 130 abitanti(più o meno),quando la media dovrebbe essere secondo dettato europeo di un medico per 500 abitanti. E meno male che ci fu la legge Bindi che ha istituito il numero chiuso. Altrimenti a quest'ora saremmo 1 a 1. Nelle poche università dei primi anni 60, c'erano equipe meravigliose che affiancavano il direttore di cattedra, il barone. Il barone era il maestro, aveva grande scienza, faceva testo. Ora quelle equipe si sono sparpagliate .Quasi tutti quei professori al seguito, hanno avuto la loro cattedra e con riforme su riforme, anche gli ultimi hanno avuto "guiderdone" con la creazione dei dipartimenti. Ognuno è capo nell'ambito dello stesso istituto della dfisciplina affidatagli. Fu abolito l'esame per la libera docenza, non so perchè, e furono create una serie di figure di basso profilo(la furia iconoclastica della sinistra cattocomunista). Professore di fascia, professore associato, professore incaricato,professore a contratto, professore di qua e professore di là. Ora per sopravvivere alcune università dette piccole, con la legge Bindi del numero chiuso in medicina, tendono a rimandare gli studenti agli esami, in modo da crearsi una popolazione studentesca numerosa , non importa se fuori corso,l'im portante è che paghino le tasse. etc.etc .etc. Ora tu dici che per avere i fondi le università diventeranno tutte virtuose. Forse hai ragione, ma penso che più che la bravura degli studenti, conta la resa della ricerca che fa quella università. E se la ricerca produce fumo,nisba, ciccia. Ti saluto.

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  • auri

    02 Settembre 2009 - 09:09

    Esperienza personale: una mattina mia figlia di 4 anni si sveglia con un fortissimo mal di pancia. Mia moglie si precipita dal pediatra che l'accoglie così: " Ma lei cosa fa qui? Mi porta sua figlia per un mal di pancia? Sarà che deve fare la cacca.Sì deve fare la cacca. Hai capito, piccola?Devi fare la cacca!" Un paio di settimane dopo altro mal di pancia che passa nel giro di una giornata. E poi, alcuni giorni dopo, ancora. Alla fine,,al terzo mal di pancia nel giro di un mese, la portiamo in Pediatria, Ospedale Maggiore di Parma (sic..). Quattro dottorini neolaureati guardano mia figlia, confabulano, scrivono, alla fine sentenziano:"avrà mangiato qualcosa che le ha dato fastidio". Nel frattempo entra nella stanza una quinta dottoressa, più anziana ed esperta. Osserva mia figlia e chiede" Avete fatto il tampone faringeo?" I quattro dottorini si guardano tra loro"No,non ci sembrava il caso".E la dottoressa"Imbecilli, fateglielo subito". Risultato: tampone POSITIVO. Mia figlia aveva da oltre un mese lo strptococco che le circolava nel sangue. Morale: dose di antibiotici e adesso la situazione è tornata alla normalità. E si trattava "solo" di una cosa apparentemente banale...

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