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La Gelmini sulla scuola:

"Via chi fa politica"

La Gelmini sulla scuola:

“Ci sono alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoran­za, che disattendono l'attuazione del­le riforme. Ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente. Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnan­te vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere. Quella è la se­de per le sue battaglie, non la catte­dra”. Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, in un'intervista al 'Corriere della Sera’. “È vero - ha aggiunto - è un ruolo complicato ma non mi sento un ministro particolar­mente contestato. Tempo fa, ricordo, ne parlai con il mio predecessore Lui­gi Berlinguer”. “Con un certo senso dell'umori­smo mi disse che ero molto fortunata perché il vero inferno l'aveva vissuto lui, criticato anche dalla sua stessa maggioranza”, ha detto. “Rispetto chi contesta ma sono con­vinta che si tratti di un numero molto limitato di persone”, ha sottolineato. “Limitato rispetto ai tanti genitori e studenti che non si vogliono più ac­contentare di una scuola mediocre. E che non vogliono sentir parlare solo di organici e di curriculum ma di scuo­la come luogo di educazione, di un servizio che dovrebbe stare a cuore a tutti - ha proseguito - Come gli ospedali”. “Nella mia prima audizione in Parlamento avevo auspicato che tutte le riforme venissero affrontate con uno spirito bipartisan - ha continuato - Dopo un anno, dalla sinistra non ho sentito proposte ma solo invettive contro il governo: se necessario, quindi, andremo avanti da soli. Su questo punto sono delusa dal mio predecessore, Giuseppe Fioro­ni”.

Stranieri, nelle classi limite al 30% - E sugli stranieri che in alcuni casi raggiungono nelle classi il 97 per cen­to, la Gelmini ha detto:”Rischiamo di creare delle clas­si ghetto. Dall'anno prossimo ci sarà un limite del 30 per cento. Volevamo introdurlo già quest'anno ma non c'erano i tempi tecnici per procede­re”. Quanto alla riforma dell'università, ha annunciato:”Tra ottobre e novembre partirà l'esame in Parlamento, spero che il prossimo anno sia operativa”. Infine sugli errori nei test d'ingresso ha concluso: “Per medicina c'era solo un errore sul sito internet, l'abbiamo corretto e il quesito sarà conteggiato. Mentre per architettura stiamo valutando se non tener conto di una domanda che forse non era chiara. In futuro i test non saranno più gestiti dalle singole università ma nazionali, per ogni fa­coltà. Così sarà possibile indirizzare ogni ragazzo verso la facoltà più adat­ta al suo talento ed al suo merito”.

Partito il rientro - Oggi si torna in classe in quasi tutta Italia. Sono circa 8 milioni gli studenti che riprenderanno l'attività in questi giorni. A tutti, oggi il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha inviato un augurio: "In bocca al lupo a tutti i ragazzi per un buon anno scolastico. La scuola è una cosa bella, a scuola si conoscono i migliori amici della tua vita". Ma un terzo degli studenti, secondo le stime della rivista specializzata Tuttoscuola, avranno la sorpresa di avere nuovi professori. Sarebbero infatti quasi 200 mila gli insegnanti che cambiano sede quest'anno; 70 mila per scelta, gli altri perché precari. "Anno nuovo, solito carosello, saranno pesanti le conseguenze sulla qualità del servizio" commenta Tuttoscuola che intervista il ministro Gelmini che definisce "demenziale" l'eccessiva mobilità dei docenti. Per contrastarlo, il ministro (pensa ad un dimezzamento in tre anni) vuole dare maggiore discrezionalità ai dirigenti scolastici: "é indispensabile uno snellimento delle regole di funzionamento del sistema, dal contenimento della mobilità dei docenti alla semplificazione delle procedure di nomina e assegnazione del personale".

In circa il 30% dei casi gli studenti avranno docenti 'nuovi'; nelle scuole medie del Nord Est si è arrivati al 45%, e nella provincia di Isernia al 73%. In generale, la discontinuità didattica è più forte al nord e al centro: il 33,1% al Nord ovest; il 35,5% al Nord Est; il 31,5% al Centro; il 23,7% al sud; il 25,8% nelle isole. Alla scuola dell'infanzia si registra il 27,4%, in quella primaria il 27,4%, nella scuola media il 37,8%, nella scuola secondaria superiore il 31,8%. Il personale tecnico-amministrativo che si sposta ammonta a circa 100 mila unità.

Proteste in tutta Italia - Intanto, proseguono le proteste dei precari. Proprio per oggi i Cobas hanno in programma manifestazioni ed iniziative in tutta Italia contro i tagli del personale. A Roma, in particolare, nel mattino davanti ad alcune scuole si svolgeranno 'assalti giocosi' contro la politica del governo con clown, trampolieri, palloncini e occupazioni simboliche; dalle 10.30 davanti al ministero dell'istruzione si terrà un Rave-party "Gelmini vattene" con conseguente "assalto sonoro" alla ministra. Dalle 16, sempre davanti al ministero, ci sarà un sit-in.

Bagnoli, mamme in protesta - Da qualche giorno alcune mamme stanno occupando a Bagnoli (Napoli), la sede della Municipalità per protestare contro la mancata riapertura della scuola materna ed elementare 'Madonna Assunta' che ospita 500 bambini a tempo pieno. Altra contestazione di genitori nella provincia di Napoli, ad Ischia dove domani non riaprirà il liceo classico per per problemi legati alla agibilità della struttura. Il ministero dell'istruzione ha fornito i dati provvisori degli alunni iscritti alle scuole medie inferiori e superiori: sono poco più di 4.2 milioni. Per quanto riguarda la scuola media, ci sono 1.669.063 iscritti; di questi 549.127 al terzo anno. Nelle scuole superiori gli iscritti sono 2.549.835, 426.883 frequentano il quinto

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Commenti all'articolo

  • valeria78

    14 Settembre 2009 - 11:11

    GELMINI vatti a nascondere .....ti sei comprata il titolo in calabria vergognati...

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  • uycas

    14 Settembre 2009 - 10:10

    Quando avremo Sgarbi, la Scarafagna o Cicciolina Ministri della p.i.? magari sempre meglio di questa qui! MEno scuola ingessata, e più seria.

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