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Meno morti bianche e infortuni sul lavoro in Italia

Il rapporto Inail 2009 evidenzia miglioramenti, anche se i decessi restano 1050 con un calo del 6,3%. Italia sotto la media europea

Meno morti bianche e infortuni sul lavoro in Italia

Sono ancora numeri da infarto quelli delle morti sul lavoro in Italia. Tuttavia in questo ultimo biennio i segnali sono decisamente migliori rispetto al passato.
A fotografare degli importanti passi in avanti è stato l’Inail, che oggi ha presentato a Roma il rapporto sul lavoro e le malattie professionali nel 2009.
Per quanto riguarda i numeri assoluti del 2009, nel Belpaese calano nuovamente i morti sul lavoro, ma le vittime sono ancora oltre quota mille. Tra gli incidenti sul lavoro i casi mortali sono stati 1.050, con una flessione del 6,3% (ovvero 70 decessi in meno). In forte diminuzione anche il numero complessivo degli infortuni sul lavoro: nel 2009 sono stati 790 mila, con un calo del 9,7% rispetto all’anno prima (85 mila in meno). Si tratta, sottolinea l'Inail, della diminuzione più significativa dal 1993, che permette all’Italia di rimanere al di sotto della media UE.

Miglioramenti settoriali – Il calo più significativo sugli infortuni sul lavoro si registra nel comparto manifatturiero (-24,1%) e nelle costruzioni (-16,2%), mentre per quanto riguarda i servizi, riduzioni si registrano nei trasporti (-12,5%) e nel commercio (-9,1%). Per i casi mortali il 2009 segna una riduzione sensibile nell’industria (-7,9%) e nei servizi (-6%). L’analisi territoriali mostra che la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel Nord-Est (-12,8%) e nel Nord-Ovest (-9,3%). Cali più moderati si rilevano, invece, al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%).
Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, calano gli incidenti mortali, diminuiti di 39 unità, passando da 189 a 150. Il calo si è verificato maggiormente nell’industria, in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta. Nonostante questi miglioramenti, rumeni, marocchini e albanesi non possono certo sorridere: queste tre comunità ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali, la percentuale supera il 50%: in altri termini, un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunità. Infine, secondo i dati emersi dal rapporto Inail, nel 2009 sono aumentate del 16% le malattie professionali.

Soddisfazione Sacconi – "Non siamo il peggior Paese al mondo come a volte si dice con un’enfasi che non aiuta", afferma il ministro del lavoro del Governo Berlusconi.
"Andiamo nella giusta direzione, ma non ci accontentiamo. Il Rapporto fa giustizia di esasperate polemiche che non hanno fondamento. Siamo al di sotto della media Ue".
"La produzione industriale va meglio dei servizi, in agricoltura e edilizia abbiamo minori risultati. Tuttavia stiamo partendo con la campagna di comunicazione da 20 milioni di euro, abbiamo avviato il confronto con le Regioni per la formazione e contiamo molto sul contrasto al lavoro nero, sul Piano straordinario di ispezioni in edilizia e in agricoltura e sulla collaborazione con Carabinieri e Guardia di finanza".

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    22 Luglio 2010 - 08:08

    il calo sia dovuto ad una crisi del settore, come in tante altre....praticamente tutte, e che quelli che lavorano in nero, e che hanno la percentuale maggiore di incidenti....praticamente non entrano in casistica? Io, che per lavoro passo da un cantiere all'altro, cercando di gestire la sicurezza, non ricordo di ispettori preposti al controllo, o di cantieri chiusi per violazioni delle leggi sulla sicurezza; sembra strano e/o brutto doverlo constatare, ma le norme del settore son talmente poco seguite, che basterebbe un serio controllo da parte di chi dovere e si sbloccherebbe un mercato del lavoro ancorato al caporalato come in agricoltura. E fare denunce a chi di dovere spesso è inutile.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    21 Luglio 2010 - 13:01

    Lavorare in un cantiere edile,sotto il sole che ti spacca la testa e vedere quei lavoratori che tra uno scarico di cemento e altro, sorridono anche con i propri compagni,quasi tutti Romeni o Afroasiatici, mentre li guardavo, pensavo a quanti mascalzoni rubando attraverso la politica i denari del popolo, ti viene da dire: questi figlioli vanno rispettati al massimo e nemmeno uno deve morire per negligenza o malafede degli imprenditori.Questi lavoratori meritano il massimo rispetto di tutta la Nazione perchè il pane per loro e le loro famiglie è guadagnato con duro lavoro e onestamente. Riflettano i politici che si lamentano per stupidaggini da palcoscenico.

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