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Mafia, Fini ai giovani:

"È una dittatura, ribellatevi"

Mafia, Fini ai giovani:
«La mafia è una dittatura, per questo bisogna ribellarsi». Il presidente della Camera Gianfranco Fini, a Bagheria per partecipare alla cerimonia conclusiva dell'anno accademico del Parlamento della Legalità ha parlato ai ragazzi presenti, invitandoli a non soccombere alle minacce delle cosche mafiose.  «La mafia può togliere la vita, la libertà, e può cancellare la dignità delle persone e dei popoli. Come si fa contro le dittature, bisogna ribellarsi contro la mafia». «Contro le dittature - ha sottolineato la terza carica dello Stato - si usano le armi, contro la mafia le "armi" sono la legalità e il rispetto delle leggi». Poi difende le istituzioni, e in particolar modo la Camera: «Non ci sono mafiosi alla Camera, non ci sono coloro che la difendono, non ci sono coloro che hanno compiacenze».
Quindi cita John Fitzgerald Kennedy: «Per vincere contro la mafia bisogna guardare dentro se stessi. Bisogna liberarsi dalla pigrizia e dalla convinzione che tanto ci pensa qualcun altro. Un grande presidente americano disse 'non chiedeteci cosa l'America può fare per voi ma cosa voi potete fare per l'America' e io lo dico a voi giovani: non chiedetevi cosa può fare lo Stato per voi, ma quello che voi potete fare per lo Stato. Lo Stato è avvertire un comune destino. La mafia non è solo la violenza. A volte è l'accondiscendenza e l'ossequio nei confronti del potente, la presunzione di fare qualsiasi cosa non in nome di un diritto ma per un privilegio».
E spinge i ragazzi a combattere: «La lotta alla mafia non è soltanto nell'esprimere la solidarietà a coloro che si ribellano e soprattutto a chi lo fa a proprio rischio, ma è nella volontà che un popolo deve avere di rompere alcuni legami, che ci sono stati, con coloro che dovrebbero rappresentare l'antimafia. Non voglio scomodare Sciascia, ma la mafia in molti casi è nel comportamento di chi dice 'ci penso io, ma tu deve fare qualcosa per me'. L'atteggiamento mafioso va combattuto non solo con il comportamento, ma anche con la mentalità». E rivolgendosi ai giovani, li ha esortati: «Voi siete gli unici, perchè avete una vita davanti, che potete tagliare alla radice questa mentalità di rivolgersi al potente di turno. Se riusciamo a liberare le potenzialità di ognuno la mafia si vede tagliare l'erba sotto i piedi».


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Commenti all'articolo

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    30 Marzo 2009 - 19:07

    fini come maestro è bravissimo.la storia italiana insegna..la mafia non appartiene al popolo,ma è rappresentata dalle istituzioni.dal dopo guerra ad oggi nulla è cambiato , tranne i nomi dei partiti. dove c'è denaro c'è mafia. in italia!!! massimo rovera varese

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