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Emergenza lavoro

Maschio, laureato, settentrionale
Ecco l'identikit del nuovo disoccupato

Secondo uno studio del Sole24ore gli esplusi dalla produttività sono soprattuto i liberi professionisti e i contratti a tempo indeterminato

Maschio, laureato, settentrionale
Ecco l'identikit del nuovo disoccupato
L'esercito di chi rimane senza lavoro si riempie ogni giorno di nuove leve. Che siano giovani ai quali non vengono rinnovati i contratti a termine o senior che perdono il posto fisso poco cambia: i numeri della disoccupazione crescono a vista d'occhio con risvolti drammatici che colpiscono individui e famiglie. In base all'elaborazione del centro studi Datagiovani per il Sole24Ore gli espulsi dal mercato del lavoro nel 2012 sono arrivati a quota 367.000 registrando una crescita annua del 23%. In oltre la metà dei casi queste persone hanno almeno 35 anni. Non solo giovani dunque, ma anche e soprattutto anziani: il 38,3% è rappresentato dagli over 45, il 60,4% dagli ultra cinquantacinquenni. L'identikit del nuovo disoccupato è quello di un uomo (il 24,9% dei casi), laureato (il 42,8%) e soprattutto settentrionale (40%). Al Nord, infatti, si è registrata la maggiore percentuale di "braccia" sottratte all'attività produttiva con oltre 160mila espulsi. In generale il nuovo disoccupato proviene dalle fila di chi aveva un contratto a termine, ma anche e soprattutto dalla libera professione: il 78% dei senza lavoro sono ex imprenditori, lavoratori autonomi, che ora sono alla ricerca di una ricollocazione.

 

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Commenti all'articolo

  • maxbiag

    04 Marzo 2013 - 16:04

    dice esattamente il contrario del testo. i disoccupati sono coloro che avevano un contratto a tempo determinato o indeterminato? Il giornalista è a rischio?

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  • OIGRESINOR

    04 Marzo 2013 - 13:01

    cioe' continuare ad alimentare il vero cancro del paese...

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  • Borgofosco

    04 Marzo 2013 - 11:11

    Le politiche dissennate susseguitesi dal 1994 sino ad oggi hanno annientato la capacità che gli italiani hanno sempre avuto nel creare lavoro e ricchezza per tutta la collettività. L'origine dei mali è certamente l'ingresso poco ponderato nella moneta unica. Si doveva procrastinare l'ECU soprattutto se si pensava di allargare l'Europa dei dieci. L'Inghilterra mantenne la propria moneta perché già aveva sperimentato il fallimento del Commonwealth che filosoficamente avrebbe dovuto instaurare un Super Stato governato per il bene comune in opposizione a singoli Stati governati per il beneficio di una data classe di privilegiati. Questo non è avvenuto ed ora l'Unione Europea sta percorrendo la stessa strada che ha portato allo smantellamento del Commonwealth ed al ridimensionamento dell'Inghilterra che, se uscirà anche dall'Ue, vedrà limitata la sua presunta indipendenza. In Italia il problema lavoro sta assumendo proporzioni drammatiche. Ed i nostri politici? Pettinano le bambole!!!

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  • Capfer

    04 Marzo 2013 - 11:11

    E se ti fanno sentire meglio, ben vengano. Di', come va il fegato, fessacchiotto? Sono anni che scrivi le stesse frescacce, sarà ora di fare un salto di qualità?

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