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Ma quale laurea: il lavoro del futuro è fare la badante

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Ma quale laurea: il lavoro del futuro è fare la badante

Quale sarà la professione del futuro? Secondo un'inchiesta promossa dal ministero del Lavoro, e realizzata dal Censis e dall'Ismu, entro il 2030 la società richiederà sempre più figure professionali specializzate nel mercato dei servizi di  cura e assistenza per le famiglie. Le comunemente definite badanti infatti, sembrano rappresentare un'ampia fetta lavorativa destinata a prolificare. Le modalità di servizio e di assistenza sono diverse ma i numeri non mentono: sempre più persone scelgono di intraprendere questa professione.

Dati - Se nel 2001 i collaboratori domestici erano circa un milione, il numero oggi è notevolmente cresciuto: 1.655.000 lavoratori con un incremento nel settore del 53%. I dati rivelano anche che i quattro quinti sono donne e solo il 17,6% sono uomini. Secondo le ricerche il popolo italiano però disdegna questo mestiere, nonostante il nostro Paese conti 3 milioni di disoccupati, e infatti il 77,3% dei collaboratori domestici sono stranieri e per lo più provenienti dall'Europa dell'est: ucraini, filippini, moldavi, marocchini, peruviani, polacchi e russi. La quota di italiani invece è di circa il 22% con un incremento nelle regioni meridionali, dove l'occupazione sale al 36%.  Secondo Paolo Reboani, amministratore delegato di Italia Lavoro: "Da parte degli italiani esiste ancora un pregiudizio verso questa forma di occupazione. Si è disposti addirittura a licenziarsi per poter accudire il proprio padre o la propria madre non autosufficente, ma difficilmente si considera la possibilità di assistere a pagamento  dei terzi. Eppure vista la domanda di lavoro costante sarebbe utile  riconsiderare il tutto".

No crisi - Nonostante la crisi questo specifico settore lavorativo non sembra destinato ad esaurirsi. Questo perché la popolazione italiana ha un alto indice di vecchiaia, una struttura familiare molto frammentata e la tendenza alla de-ospedalizzazione a favore delle terapie a domicilio. Secondo queste propensioni quindi la Cenis prevede una crescita della domanda che, secondo andamento, dovrebbe portare il numero dei collaboratori a circa 2.151.000 nel 2030.

Professione -
Solo il 14,3 % delle badanti ha seguito uno specifico percorso  curriculare per il ruolo mentre la restante percentuale ha intrapreso la carriera in modo spontaneo e per necessità. I dati rivelano inoltre che, degli attuali lavoratori, solamente il 16% sta cercando un'occupazione più appagante mentre gli altri (a cui ormai sono riconosciuti numerosi benefit come ad esempio ferie, liquidazione, malattia e tredicesima).

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Commenti all'articolo

  • matteodaversa

    15 Maggio 2013 - 14:02

    E' un lavoro improduttivo, non produce il minimo valore aggiunto, finiti i vecchi Italiani, che possono permettersi la spesa di un collaboratore, cosa dovranno fare i giovani? fare da badanti ai Cinesi?

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  • giusyromanocapp

    15 Maggio 2013 - 12:12

    Che prospettiva? Okay gli anziani hanno bisogno di essere curati e ci sarà occupazione per i/le badanti, ma chi lavorerà per pagare le tasse che servono per pagare le pensioni che a loro volta saranno in buona parte girate ai badanti?. Di questi soldi lo Stato ne riprende un po' attraverso i consumi ma ciò non basta.

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  • giusyromanocapp

    15 Maggio 2013 - 12:12

    Che prospettiva? Okay gli anziani hanno bisogno di essere curati e ci sarà occupazione per i/le badanti, ma chi lavorerà per pagare le tasse che servono per pagare le pensioni che a loro volta saranno in buona parte girate ai badanti?. Di questi soldi lo Stato ne riprende un po' attraverso i consumi ma ciò non basta.

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