Cerca

Di Mario Giordano

L'ultima frontiera omo: una recita lesbo per i bimbi di sette anni

La nuova educazione a Bologna: la Bella Addormentata è gay. Ma per loro è "una lezione di diversità"

Mario Giordano

Mario Giordano

Ebbene sì, lo confesso, sono un diverso: ho una famiglia normale. Ai miei figli ho sempre raccontato le storie con il Principe e la principessa (ed è già un elemento di evidente omofobia), ho cercato di spiegare che in principio c’erano Adamo ed Eva (e non Adamo e Evo) e ho insegnato loro ad essere “tolleranti”, parola ormai bandita, dalla nuova cultura dominante, insieme a “comunità gay”, “icona gay” e “famiglia gay” (ora vi spiegheremo perché, o almeno ci proveremo). L’altro giorno quando sul palco di Morandi sentivamo Checco Zalone che scherzava su Romeo e Giulietto, facendo allusioni pesanti sulla reale natura della treccia,  noi pensavamo che fosse uno scherzo. Invece tra un po’, vedrete, cominceranno a chiederci di cambiare i testi classici. E dunque saremo costretti a dire (salvo esposizione alla pubblica gogna del Muccassassina) che sicuramente Petrarca scriveva odi a Lauro, Dante inseguiva il mito di Beatricio e Leopardi rivolgeva parole d’amore a Silvio. “Rimembri ancor?”, e avanti, chissà come si divertiranno con le battute al sapor antiberlusconiano. 

Voi pensate che sia un’iperbole? Macchè. A Bologna hanno già  cominciato. E con i soldi pubblici hanno organizzato uno spettacolo al teatro Testoni che ripercorre la Bella addormentata in versione lesbo. La bella Rosaspina, infatti, si risveglia non per il bacio di un principe, ma di una principessa, e tutti vissero gay e contenti (anche grazie all’edificio ottenuto in comodato d’uso gratuito e agli 810mila euro forniti dal Comune). Uno potrebbe interrogarsi sul perché i sindaci che piangono sempre miseria finanziano un teatro capace di mettere in scena questi spettacoli, ma tant’è, non è questo il problema principale. Il problema principale, infatti, è che a questi spettacoli vengono portati (o deportati) bambini di 7 anni. Costretti ad assistere a scene che probabilmente non possono capire.  E che sicuramente li possono influenzare.

Voi  vi rendete conto: portare bambini di 7 anni a vedere uno spettacolo gay significa aver già ribaltato completamente il concetto di “normalità”. Significa, cioè, passare dalla sacrosanta lotta per i diritti degli omosessuali alla assai più discutibile lotta per la supremazia degli omosessuali. La comunità gay  non vuole più essere tutelata: vuole imporre i suoi modelli. Non le basta il giusto riconoscimento: vuole educare i bambini all’omosessualità. Vuole, in altre parole, ribaltare completamente il fondamento su cui questa società è costruita, e imporne un altro dal colore rosa, o arcobaleno che dir si voglia. E questo desiderio è così forte e arrogante che la comunità gay arriva addirittura alla pretesa di non essere chiamata comunità gay.

Proprio così. Infatti mentre a Bologna si allestiscono lesbo matinée per studenti da avviare alla pratica omo, a Roma e Milano è stato presentato un decalogo per giornalisti contro il “vizietto”, così dice il titolo. Si badi bene: si tratta di roba ufficiale, con il timbro dell’Ordine nazionale e del potente sindacato unitario, la Fnsi. E che cosa dice questo catalogo? Appunto: che non si può dire “comunità gay” perché non esiste la “comunità gay” (ovvio: siamo tutti gay), non si può dire neanche “icona gay” perché è spiacevole e non si può dire nemmeno “famiglia gay” perché è discriminante. Vietato anche l’uso dell’espressione “outing”, che avrebbe caratteristiche negative, del verbo “tollerare” da sostituire rigorosamente con “rispettare” e dell’espressione “il trans” (se uno diventa donna, guai a chi non usa l’articolo femminile, la trans). Si arriva persino al paradosso che il movimento delle lesbiche impedisce l’uso della parola “lesbica”. Perché? Perché a loro non piace. O meglio, non piace più.

Le regole della nuova cultura gay-dominante  sono severe e stringenti. In attesa di modificare anche sintassi e ortografia (siamo sicuri che l’apostrofo possa essere tutto maschile? E la virgola che sta in basso femminile? Non sarà meglio ribattezzarli in forma omo e metterli sullo stesso piano?) il decalogo per giornalisti precisa anche che in caso di coppia gay non si può usare il termine madre (ma mamma sì: non chiedetemi di spiegarvelo perché non l’ho capito, ma per evitare guai lo assumo come dogma) e il termine “fidanzato”. Un gay non ha un fidanzato: al massimo ha un’amicizia affettuosa. O, al massimo, intima. Almeno fino a quando non ha deciso di fare outing (anche se outing non si può dire). 

Chi riesce a salvarsi è bravo. Vi rendete conto? A parte che avendo messo il timbro su una scempiaggine del genere l’Ordine dei giornalisti ha dimostrato una volta di più , che il giorno in cui sarà abolito sarà sempre troppo tardi, resta la sostanza che corre sull’asse Roma-Milano-Bologna e cioè il salto di livello che sta facendo il mondo gay (anche se mondo gay non si può dire): dal teatro alla lingua ora vuole imporre i suoi modelli, vuole imporre la sua supremazia, e chi è fuori si deve già per questo, in qualche modo, sentire in colpa. Ad agosto un ragazzino di 14 anni si è buttato giù dalla finestra della sua casa, a San Basilio, a Roma. Era gay, era a disagio. Immediatamente sono stati messi sotto inchiesta amici e compagni, accusati di averlo istigato al suicidio. La notizia finì su tutte le prime pagine. Ieri amici e compagni sono stati scagionati. La notizia è finita in un trafiletto in cronaca. E nessuno chiederà scusa a quelle persone sospettate e infamate: in fondo, non essendo gay, qualche colpa ce l’hanno di sicuro. 

di Mario Giordano

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • leo74

    30 Novembre 2013 - 18:06

    Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. (Levitico 18:22) Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. (Levitico 20:13) Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto. (Matteo 5:18)

    Report

    Rispondi

  • confiteor

    26 Novembre 2013 - 21:09

    [24]Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, [25]poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. [26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. [27]Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. [28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, [29]colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, [30]ma

    Report

    Rispondi

  • confiteor

    26 Novembre 2013 - 21:09

    I pagani oggetto dell'ira di Dio [18]In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, [19]poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. [20]Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; [21]essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. [22]Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti [23]e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. ...

    Report

    Rispondi

  • confiteor

    26 Novembre 2013 - 21:09

    Non sono parole mie, nè di un pinco pallino qualsiasi, ma di Paolo di Tarso, che 2000 anni fa spiegava come l'omosessualità sia frutto del paganesimo, dell'aver adorato la "creatura al posto del Creatore...sì da vaneggiare nella loro mente ottusa" al punto che Dio l'ha abbandonati alle loro passioni infami...... Leggere per credere. Verrà censurata la Bibbia, tutta (abbiamo brani simili nell'A. T. vds. Levitico che in molti passi del Nuovo, specie San Paolo). Mentre in genere dice che non erediteranno il Regno dei Cieli, nella lettera ai Romani S. Paolo spiega come siano arrivati gli uomini a "disonorare i corpi in se stessi". Semplice, erano pagani. Meditate, gente, meditate. Romani 1, 18-32

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog