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Palazzo Marino nel mirino

Sgarbi contro Pisapia: "Hai sfregiato la Pietà come i terroristi dell'Isis"

Sgarbi contro Pisapia: "Hai sfregiato la Pietà come i terroristi dell'Isis"

«Il Comune ha mosso la Pietà Rondanini contro le regole, con un atteggiamento piratesco. È un attacco paragonabile a quelli dell’Isis». Ci va giù duro Vittorio Sgarbi nella conferenza stampa convocata a Palazzo Lombardia per presentare i padiglioni della Regione. Il critico d’arte ce l’ha con Palazzo Marino riguardo la nuova collocazione della Pietà di Michelangelo, separata dal suo allestimento naturale (definito «un monumento di pedagogia») che negli anni ’50 fecero Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers dello studio BBPR. «Non si scherza con la storia - attacca Sgarbi -. Il Comune con i suoi galletti tra cui Boeri, e ora Del Corno, dice di fare una cosa per il popolo, mentre è un attacco contro la cultura e la città intera». Gli strali per l’operazione arrivano fino al premier: «Lo deve capire anche Renzi, che è ignorante come una capra. Spero che la Regione sia al mio fianco nel difendere l’opera da un Comune rapace». Presente alla conferenza anche uno dei figli degli autori dell’allestimento del Castello che ha definito «provinciale» l’atteggiamento del Comune.

Padiglione Italia - Quella contro Palazzo Marino, però, non è stata l’unica polemica innescata da Vittorio Sgarbi, che ha definito il Padiglione Italia «inutilmente ambizioso» e ha chiesto a Raffaele Cantone di aprire un’inchiesta su «Celant per quella schifezza alla Triennale. Se fossi un magistrato lo avrei già arrestato. Lì Expo ha speso 7 miliardi ed è una cag... pazzesca. A me fa schifo e non capisco perché dobbiamo volere le opere fatte dagli americani e pagarle così tanto quando poi non abbiamo soldi per sistemare i nostri splendidi musei».  Venendo al programma dell’Expo, in città ci saranno tre padiglioni sempre visitabili dedicati ai «grandi» Bramante, Raffaello e Caravaggio. E dal 5 maggio al 20 agosto ne apriranno altri cinque. Il 5 maggio è prevista l’apertura del Padiglione Architettura al Pirellone e il 20 agosto a Palazzo Lombardia si inaugurerà la mostra «Il grano d’Italia». Non c’è ancora una data, invece, per «Brera Segreta», mostra che a Palazzo Cusani vedrà in esposizione una sessantina di opere selezionate dai depositi di Brera. Per l’Expo si aprirà anche Palazzo Clerici, al cui interno vi è il più grande affresco del Tiepolo in Italia. Sgarbi ha poi confermato la ricomposizione a Firenze del trittico di Antonello (una pala è oggi al Castello sforzesco di Milano) e in cambio la Lombardia avrà dagli Uffizi un’opera del Foppa.  Nel piano di Sgarbi per Expo c’è posto anche per padiglioni fuori Milano. Tra questi spiccano la Villa Reale di Monza, che ospiterà l’ultimo capolavoro ritrovato di Leonardo «La bella principessa», il Vittoriale di D’Annunzio e il Palazzo della Ragione di Mantova che ospiterà «Il museo della follia».  Sgarbi ha poi «suggerito» anche venti itinerari dentro e fuori Milano, che toccano un po’ tutti i siti Unesco della Lombardia. Questo perché, come ha ricordato il presidente Roberto Maroni in apertura di conferenza, «l’iniziativa della Regione si collega a Expo, ma ha lo scopo di proseguire anche dopo».

di FABIO RUBINI

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