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Caccia ai porcini

La raccolta funghi è gratuita: scoppia la guerra del tesserino

La raccolta funghi è gratuita: scoppia la guerra del tesserino

Porcini, finferli e prataioli: quest’anno la raccolta dei funghi è gratuita in tutta la Lombardia. O quasi. A decidere che il vecchio tesserino per montanari e semplici appassionati doveva andare in pensione era stato proprio il Pirellone a fine 2014. Nuove norme, validità regionale e completa gratuità, aveva annunciato il governatore Roberto Maroni. Poi, complici le amministrazioni locali che di rinunciare agli introiti derivati dalla raccolta dei funghi proprio non ne volevano sapere, Palazzo Lombardia ha aggiustato il tiro: «I Comuni ricompresi nel territorio delle Comunità Montane e i gestori dei Parchi possono chiedere il pagamento di un contributo» purchè venga destinato a «opere di migglioramento ambientale». Data dell’integrazione alla delibera X/3896: 31 luglio 2015. Risultato? Piccoli borghi e enti locali non hanno fatto in tempo a recepire l’invito così, da Livigno a Pavia, quest’anno la raccolta funghi è di fatto gratuita.
Come in Valsassina, in provincia di Lecco, dove Carlo Signorelli, presidente della Comunità Montana, ammaina bandiera bianca: «Di fronte all’impossibilità di attuare una politica tariffaria di salvaguardia per i residenti che si troverebbero comunque a pagare il contributo previsto dalla regione, la giunta ritiene che l’unica strada al momento sia quella di dare applicazione indiscriminata alla legge regionale, attuando la gratuità per tutti i cittadini». Tradotto: raccolta libera, armatevi di cestino.
Stesso discorso in Valgerola, Sondrio. Qui le amministrazioni comunali di Rasura, Pedesina e Gerola hanno deciso di non applicare la tassa. Della serie: anche in Valtellina si raccoglie senza permesso. In zona Piambello (Varese) i Comuni stanno approvando un piano di tariffazione differente per fasce d’utenza e la gratuità ai soli residenti: ma per l'ok definitivo bisogna aspettare. Nel frattempo i fungaioli possono sbizzarrirsi.
Ma accolta gratuita non significa senza regole. Le norme regionali prevedono un limite massimo di tre chilogrammi al giorni e la modalità esclusivamente manuale. Tant’è: non resta che rispolverare gli scarponcini.

di CLAUDIA OSMETTI

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Commenti all'articolo

  • controby

    30 Agosto 2015 - 15:03

    Questo è il vero segnale che i privilegi , non sono solamente per quelli della casta e dell 'amico del giaguaro .......se non ci fosse da piangere , ci sarebbe da ridere . già mi immagino i vecchietti che invece di rovistare tra gli avanzi del mercato , vanno per funghi , là almeno le probalità di morire x avvelenamento sono piu alte e veloci, con il bene placito dell' inps..........

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