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Botta e risposta

L'ultima proposta di Franco D'Alfonso: "Cambiamo nome a Corso Vittorio Emanuele II"

Il monarchico Di Martino lancia il guanto di sfida: "Lo invito a tornare sui suoi passi". Altrimenti, un duello all'alba. Secchi d'acqua o sciabole?

Pisapia

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Un'analisi poco gradita e il lancio di un guanto di sfida a dir poco inusuale. In palio? L'onore di Casa Savoia. Ieri, 1 settembre, l'assessore comunale ai Servizi Civici, nonché coordinatore e organizzatore della lista Milano civica per Pisapia sindaco, Franco D'alfonso, in un'intervista al Corriere della Sera, ha proposto di cambiare nome a Corso Vittorio Emaniele II, nel centro di Milano, nell'antico Corsia de' Servi. Dopo il "botta", la risposta non si è fatta attendere. E a contestare l'idea dell'assessore ecco il monarchico Stefano Di Martino, già vicepresidente del Consiglio comunale, che ha consigliato "al rivale" di ritrattare: "Invito l'amico Franco D'Alfonso - annuncia solenne - a rivedere questa proposta e a ritornare sui suoi passi. Nel caso in cui ciò non avvenisse, lo sfido a duello all'alba, alla presenza di media e stampa, invitandolo a scegliere l'arma che più gli aggrada, dai secchi d'acqua alle sciabole". Non uno scontro tra missive. Nemmeno uno scambio di battute a suon di articoli sui quotidiani, ma un duello vero e proprio, d'altri tempi, panciotti e baveri alzati. 

La proposta di D'alfonso - "È mai possibile che nella città più laica e repubblicana d'Italia si identifichino con il nome di un Re, che peraltro non ha mai amato la nostra città, alcuni tra i suoi luoghi più significativi e caratterizzanti?", ha affermato l'assessore comunale ai Servizi civici. Poi ha continuato: "Cambiamo denominazione al corso legato prima a Francesco Giuseppe I e poi all'allora Re del Piemonte Vittorio Emanuele, che voleva a sua volta ricordare la conquista. Rispettiamo l'iconografia e la storia popolare della nostra città e la nostra antica via di Nord Est ritorni a chiamarsi con il suo nobile ed antico nome di Corsia De' Servi". Una vera e propria sollecitazione "a metter ordine". D'Alfonso ha insistito: "Basterebbe tornare a rispettare la norma dei dieci anni che devono passare dalla morte di un personaggio prima che si decida di dedicargli una via o di tumularlo in quello che viene considerato il memoriale dei milanesi. Eviteremmo di prendere decisioni spinte dall'emozione della cronaca, invece che da una oggettiva valutazione della storia".

I poteri del consiglio - Non solo il cambio di nome a Corso Vittorio Emanuele II. D'Alfonso propone anche che il consiglio comunale abbia sempre voce in capitolo: "Non credo sia giusto, e lo dico da assessore, che sia la giunta a fare l'istruttoria. Mi arrivano sul tavolo decine di richieste di intitolazioni e di tumulazioni nel nostro mausoleo. Ma io credo che questo compito spetti al consiglio". Cosa farà adesso l'assessore dopo la replica del monarchico Di Martino? Accetterà il nobile guanto di sfida, come vogliono le regole cavalleresche, o farà "il vile" e non si presenterà davanti all'avversario?

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Commenti all'articolo

  • paolocolombati

    03 Settembre 2013 - 11:11

    I milanesi che hanno votato per Pisapia meritano questo e ...altro! Paolo Colombati paolocolombati@yahoo.it

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  • Angeli1951

    03 Settembre 2013 - 09:09

    Avevano votato questa massa di cia#####i sperando di veder risolti alcuni loro problemi quotidiani e si trovano a dover pagare pedaggi medioevali e ascoltare proposte di questo "altissimo" livello!

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  • Royfree

    03 Settembre 2013 - 01:01

    Potrebbe essere un idea geniale, ma da non usare per questi stupidi motivi. Immaginate di offrire a grandi magnati del mondo la possibilità di essere dedicata per 100 anni una piazza o una via. Tipo piazza Duomo a Milano chiamarla piazza Bill Gates oppure piazza del Plebiscito a Napoli chiamarla piazza Mark Zuckerberg. Gli esempi sono quasi infiniti. Sono sicurissimo che per 100 anni di storia garantita questi personaggi siano più che disposti a grandi elargizioni. potremmo addirittura risolvere il debito pubblico. Di piazze e vie famosissime in Italia ce ne sono centinaia. Io gli farei pure una statua se la donazione merita. Meglio avere via Vittorio Emanuele e patire la fame?? Cordialità

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  • gigi0000

    02 Settembre 2013 - 18:06

    Essi hanno certamente cagionato gravi danni al Sud, ma soprattutto, al Nord, unificando l'Espressione Geografica chiamata Italia. Il Sud, che però doveva ogni e qualsiasi iniziativa soltanto ai Normanni, agli Svevi ed agli Spagnoli, non avendo alcuna propria capacità autonoma, privato degli aiuti esterni, non si è mai più ripreso, pesando sempre e comunque sul Nord. Personalmente credo che noi lombardi, insieme coi triveneti, saremmo stati meglio con l'Austria (e spero che i miei nonni mi perdonino per aver combattuto la Grande Guerra). Molti cosiddetti "eroi" dell'indipendenza dovrebbero essere considerati senza la pomposa retorica che li ha sempre accompagnati, ma la storia ce li ha consegnati ed il rinnegarne l'esistenza non avrebbe alcun senso. Vittorio Emanuele II è stato il primo re d'Italia. Vorremmo cancellare anche questo fatto?

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