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L'ennesima buffonata

Ma quale taglio alle province:
i partiti lo faranno saltare

Le formazioni politiche bloccano l'iter del decreto che prevede l'accorpamento degli enti locali: "viaggiando" a questi ritmi, non sarà convertito in tempo. Patroni Griffi: "Irresponsabili"

Cancellieri e Patroni Griffi

Cancellieri e Patroni Griffi

Non muoiono mai. E se la speranza di abolirle tout-court è svanita, si sgonfia anche quella di vedere le province tagliate. Il ministro Filippo Patroni Griffi è preoccupato, si sente preso in giro: "Noi ci siamo assunti una grossa responsabilità, adesso tocca ai partiti, che però cincischiano e perdono tempo". Già, sono proprio i partiti che rischiano, ancora una volta, di far sfumare il "taglietto" alle province, che secondo i calcoli ufficiosi del ministero frutterebbero alle casse dello Stato un tesoretto pari a mezzo miliardo di euro.

I tempi - Lo scorso 5 novembre il decreto che prevere l'accorpamento degli Enti locali è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da quel giorno, restavano 60 giorni per la conversione in legge che di fatto archivierebbe 35 enti su un totale di 86 province (all'interno dei 35 sono comprese anche le città metropolitane). Contestualmente all'iscrizione del decreto al GU, è cominciata la protesta degli enti locali, che hanno iniziato ad aizzare la politica nazionale chiedendo di depotenziare il provvedimento varato dal governo tecnico.

Il calendario - Così è iniziato il balletto: emendamenti, mozioni, dubbi di costituzionalità, supposti problemi pratici, cavilli istituzionali e difesa del proprio orticello. I giorni passano, e il provvedimento rischia di restare sepolto un calendario ridotto per il super-ponte natalizio. Il provvedimento che decreterebbe la soppressione delle province deve ancora passare per l'aula del Senato e per la commissione di Montecitorio; infine è atteso il parere della Camera. Continuando a viaggiare a questi ritmi sarà impossibile rispettare il limite dei 60 giorni. 

E i partiti... - E in tutto ciò è interessante notare l'atteggiamento dei partiti politici - tutti - all'interno di questa partita. Si parte con Maurizio Gasparri del Pdl, che ha rivolto "ai rappresentanti del governo l'invito a fornire alla Commissione chiarimenti a proposito del riordino delle province". Quindi Walter Vitali del Pd, che "condivide la richiesta di Gasparri, diretta ad acquisire elementi informativi per l'esame del provvedimento di riordino delle province". Quindi il centro, che con Egidio Digilio del Terzo Polo spiega che "le disposizioni del decreto legge non tengono conto delle reali esigenze del Paese". Sarà forse perché nella regione, la Basilicata, di Digilio resterebbe una sola provincia? Infine la Lega Nord, che con l'ex ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, a semplificare non ci pensa neanche. Secondo l'esponente del Carroccio, il riordino delle province è un "papocchio costituzionale". Vogliamo scommettere che gli enti locali non verranno accorpati nemmeno questa volta?

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    11 Dicembre 2012 - 11:11

    Forse è un bene che il provvedimento che si voleva adottare non vada in porto! Avrebbe solo creato dissapori e litigiosità. Il vero e solo provvedimento da adottare è,invece, quello dell'abolizione di tutte le province e la riassegnazione delle competenze in maniera più organica a comuni e regioni. Solo così si eviteranno litigi e rivendicazioni campanilistiche e si potrà dare un taglio efficace alla spesa attuale.I problemi vanno sempre affrontati in modo deciso e non con mezze ricette che molto spesso si rivelano poco efficaci o, addirittura, controproducenti.

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  • RobertPaul

    10 Dicembre 2012 - 07:07

    più che giusto in Italia che è zeppa di storia e tradizioni . Un alto concentrato per kilometro quadrato . non è bello in questo paese perdere la propria provincia . La soluzione migliore per me sarebbe abolirle tutte e lasciare solo le regioni

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  • giancgazz

    09 Dicembre 2012 - 17:05

    Le provincie dovevano essere abolite quando sono state istituite le regioni,sul piano funzionale della gestione del territorio non servono assolutamente a niente,tutti i progetti sul territorio devono essere approvati dal comune competente ed assolutamente dalla regione. Avendoci lavorato come assessore lo dico con piena cognizione di causa. Ovviamente sono una manna per le raccomandazioni dei politici ,un serbatoio di voti ma ovviamente un miniera d'oro e senza fine per le tangenti e le ruberie varie. Per questi motivi nessun partito di qualsiasi colore vorrà e/o riuscirà ad eliminarle.

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  • cuordileone1

    22 Novembre 2012 - 07:07

    I partiti che hanno partorito l'accorpamento delle province invendandosi le "città territoriali" si sono accorti che hanno innescato un feroce campanilismo che porterebbe ad una perdita di consensi, quindi faranno di tutto per bloccare la riforma che non era quella di camcellare le province dalla carta geografica, ma di eliminare solo i politici dai palazzi della Provincia. Questo era stato detto e sottoscritto in campagna elettorale! A qualche politico chiedo che mi smentisca!

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