Cerca

Il retroscena

Matteo Renzi e Giorgio Napolitano, la cena in cui decisero di far fuori Letta

Enrico Letta, Giorgio Napolitano, Matteo Renzi

La volta buona. L'ultimo slogan di Matteo Renzi, che ora diventa anche un libro in cui viene ricostruita la staffetta tra l'ex sindaco di Firenze ed Enrico Letta a palazzo Chigi. Un libro zeppo di retroscena scritto per Editori Riuniti da Mario Lavia (vicedirettore di Europa), Angela Mauro e Alessandro De Angelis dell'Huffington Post ed Ettore Colombo, biografo di Pier Luigi Bersani. L'obiettivo delle otto mani è quello di raccontare la "vera storia" del turbolento avvicendamento alla presidenza del Consiglio. Secondo quanto viene raccontato ne La volta buona, il preambolo risale alla scorsa primavera. Basta una battuta, a Renzi: "Senti, ma perché non ce lo prendiamo il partito?". L'allora sindaco parlava con il fedelissimo Matteo Richetti. Una battuta che, in verità, nascondeva una decisione presa da tempo: Renzi aveva già chiaro in testa l'obiettivo di scalare il Nazareno. E anche il governo. C'è poi una seconda, fondamentale, tappa di avvicinamento alla staffetta: una cena a casa di Giorgio Napolitano.

"Ora governo io" - Secondo quanto racconta il libro, il capo dello Stato invita Renzi a cena e lo fa all'oscuro delle segreterie del Quirinale. "Sarò padrone di invitare chi voglio a cena a casa mia", racconta l'inquilino del Colle nel libro. Ed è proprio a quella cena che le decisioni sono state prese. Renzi avrebbe spiegato: "Il Pd non ce la fa più a sostenere questo governo. Siamo tutti d'accordo. Continuando così alle Europee, noi rischiamo di essere travolti e il governo salterebbe comunque. Si rischierebbe di arrivare a posizioni radicali tipo Grillo. Sarebbe un disastro". Quindi Renzi avrebbe gettato la maschera: "Ecco, abbiamo deciso un cambio al governo, e io farei il premier". Al solito l'ex sindaco di Firenze si sarebbe espresso senza peli sulla lingua. Da par suo, Napolitano, nei fatti, avrebbe acconsentito. Il presidente della Repubblica si è limitato a un avvertimento: "State attenti a non sfasciare tutto, che non salti la maggioranza". La cena si concluse così. E così, in buona sostanza, si concluse anche il governo Letta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bosco43

    03 Agosto 2014 - 10:10

    ...ma la CASTA..NO!!!

    Report

    Rispondi

  • giacomolovecch1

    14 Marzo 2014 - 14:02

    Sicuramente Lettino andava cambiato perché il suo Governo materasso era pieno di cimici & affini ! Peccato che Alfanuccio sia rimasto , spero ancora per poco.

    Report

    Rispondi

  • fraferra

    14 Marzo 2014 - 14:02

    Io sono ignorante, ma non ho capito perchè LETTA è stato scalzato,,,,,, era un morto che cammina, in balia dei partiti, non aveva nessuna forza,,,,, non imponeva nessun cambiamento,,,,,,,,,, ma non ho capito bene, è andato di sua volontà?? Chi gli ha detto: VATTENE?? Boh,,,,, comunque EWWIWA RENZI che sta cambiando le cose, lui da solo,,,, mentre gli altri 1000 che ci sono NON servono a NULLA!!!

    Report

    Rispondi

    • Arsenio65

      14 Marzo 2014 - 20:08

      Ne riparleremo tra qualche mese sui cambiamenti....per ora di effettivo nulla, solo chiacchiere.

      Report

      Rispondi

  • Janses68

    14 Marzo 2014 - 14:02

    Ma oltre la cena ,sulla tavola c'era anche il Risiko ?? Che lo abbiano deciso prima ok , basta che a questo giro Dio ce la mandi bona, e senza mutande si dice a Firenze.

    Report

    Rispondi

blog