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Job Act

Lavoro, i sette emendamenti della minoranza Pd

Lavoro, i sette emendamenti della minoranza Pd

Erano una decina. Non solo minoranze. Alla riunione di stamattina, per dire, c’era anche Francesco Boccia che ha  sostenuto Matteo Renzi alle primarie. Si sono visti per fare il punto  sul Jobs Act. Intanto, sono pronti 7 emendamenti da presentare al  Senato. Sulla base di quelle proposte di modifica, si chiede un  incontro alla maggioranza per provare a stilare un documento unitario in vista della Direzione di lunedì.

Chi c'era - Alla riunione di stamattina alla Camera hanno partecipato Rosy Bindi, Francesco Boccia, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, Paolo Fontanelli, Vannino Chiti, Pippo Civati tra gli altri. "Non chiamateci fronda delle minoranze. Non è così. C’era anche Boccia con noi stamattina. Qui stiamo solo cercando di dare una mano al partito", dice D’Attorre. Una mano che si traduce in 7 proposte di modifica della delega al lavoro, imperniate attorno a un modello: "Ci rifacciamo al modello tedesco, mentre c’è chi vorrebbe portarci in Spagna o in Romania...", aggiunge D’Attore. Sul punto dell’articolo 18, Fassina argomenta: "La nostra posizione è il modello tedesco, lo stesso che il presidente del Consiglio indicava in passato. Prevede il reintegro, come possibilità in casi di manifesta infondatezza del giustificato motivo che viene addotto per il licenziamento. È ridicolo chi mette in mezzo il licenziamento discriminatorio come concessione alla minoranza. Ci manca solo che il Pd pensi di derogare alla Carta fondamentale dei diritti dell’uomo del 1948...».

La sintesi possibile - La possibilità di arrivare a un intesa c’è, dice Boccia. "Sono convinto che si possa arrivare un punto di sintesi". Per questo gli esponenti Pd che si sono visti stamattina, chiedono alla maggioranza un incontro per provare ad arrivare alla Direzione del 29 settembre con un documento unitario. Confrontiamoci in Direzione e nei gruppi parlamentari. Poi se Renzi dice no, allora non resta che rivolgerci alla nostra gente...", dice D’Attorre riferendosi al referendum. Quanto alla Direzione, la minoranza chiederà al presidente Matteo Orfini di mettere all’odg Jobs Act e legge di stabilità. "Servono almeno 4 miliardi per l’estensione degli ammortizzatori sociali di cui parla Renzi. Ci sono?", chiede Fassina.

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    25 Novembre 2014 - 11:11

    ancora la bindi? rottamatela

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  • marcello marilli

    23 Settembre 2014 - 20:08

    ma la rosi bindi alle riunioni ci va con il pannolone ? alòla sua età si levi di torno che è meglio per tutti

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  • lucia elena

    23 Settembre 2014 - 18:06

    Tal signori non demordono e pensano che l'Italia sia popolata da imbecilli, naturalmente tranne loro "i furbi della casta rossa". Il popolo può restare legato alla sinistra ma molti se ne allontaneranno avendo recepito il falso ideologico per cui, anche se parla troppo, restiamo con Renzi il quale con l'acumolo di esperienze fatte sul campo(molto minato) riuscirà (speriamo) a ridarci la speranza.

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  • Happy1937

    23 Settembre 2014 - 16:04

    Fassino & Co.: fate pena.

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