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La resa dei conti

Berlusconi: "Il mio più grande errore? Non fingermi di sinistra"

Berlusconi: "Il mio più grande errore? Non fingermi di sinistra"

L’uveite all’occhio non è ancora passata. Ma, nel complesso, ai dirigenti ricevuti ieri a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi è apparso in forma. Tonico. Tanto che in serata si concede un’uscita. In realtà, un semplice giro dell’isolato per inaugurare la biennale dell’antiquariato allestita dentro Palazzo Venezia. Ad aspettarlo c’è il finto Renzi di “Striscia la notizia”, interpretato da Ballantini. Silvio gli stringe la mano divertito. Il vero Matteo, l’altra sera, è stato bravo a mettere in riga “l’antiquariato” del Pd. I vari D’Alema, Bersani. Però il giudizio dell’ex premier sulla riforma del lavoro rimane sospesa. «Scendere a patti con la minoranza interna vuol dire annacquare la riforma dell’articolo 18», riflette Berlusconi. Tra le varie alternative che aveva davanti, Renzi ha scelto quella «meno coraggiosa». Ora bisogna vedere il testo che arriverà in Senato. Se la maggioranza è capace di votarselo con le proprie forze, «vuol dire che avranno avuto la meglio i mediatori». E allora Forza Italia non offrirà i suoi voti. «Io non sono di sinistra. E forse ho sbagliato. Se lo fossi stato, mi avrebbero portato in giro come la Madonna...». Ma meglio l’italia che la Turchia, dice Silvio, dove il suo ex amico «Erdogan sta facendo passi indietro terribili, dal laicismo spinto all'islamismo. È stato fatto un editto gravissimo: le ragazze possono andare all’università solo con il velo e non possono truccarsi».

Cose turche - Però arrivano cose turche anche dal Pd. Paolo Romani spiega qual è la linea azzurra: wait and see. «Fino a quando non avremo un testo chiaro, la legge delega resta confusa e imprecisa». Con la relazione in direzione Pd, nota il presidente dei senatori forzisti, «Renzi ha forse realizzato un obiettivo, tentare di ricomporre il dissenso all’interno del suo partito, ma ne ha mancato un altro: dare regole certe al mondo del lavoro». Mantenere la possibilità del reintegro anche dopo un licenziamento disciplinare «lascia che sia sempre un giudice a decidere». Insomma, il rischio è di lasciare la situazione inalterata. Peggio, di rimettere in discussione anche la riforma Fornero: «Non è chiaro se Renzi voglia fare un passo in avanti o indietro».  Ma anche la mediazione all’interno dei dem lascia il tempo che trova. Perché, spiega Renato Brunetta, «Renzi controlla la maggioranza del partito, ma non controlla i gruppi parlamentari». Per cui, secondo il capogruppo di Fi a Montecitorio, «il compromesso» di lunedì sera «sa tanto di imbroglio». Che Matteo abbia deluso le aspettative azzurre, lo si capisce anche dal commento di Giovanni Toti: «Riforma del lavoro, tanto rumore per nulla?», il tutto mentre «i giovani disoccupati aumentano». Il Jobs act è «ancora un compromesso al ribasso, si fa finta di cambiare ma non cambia nulla», attacca Annagrazia Calabria. A chiacchiere, attacca Raffaele Fitto, il capo del governo «si è espresso in modo coraggioso», ma nei fatti «ha annacquato il testo della delega».
Non c’è Jobs act che tenga, invece, per gli ex dipendenti del Pdl. E per quelli di Forza Italia che potrebbero essere licenziati nei prossimi mesi per motivi economici, dal momento che il partito non ha più un soldo in cassa. Domani è in programma la riunione al ministero del Lavoro per decidere sulla concessione della cassa integrazione al personale ex pidiellino. Che sarà assistito, nella trattativa, dalla UilTucs.

di Salvatore Dama

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  • Il Popolo

    01 Ottobre 2014 - 17:05

    Caro Silvio. Il tuo errore non è stato quello di non fingere di essere di sinistra, il tuo più grande errore è stato che da Imprenditore ti sei arreso e sei diventato un politico. Hai abdicato e non ti sei imposto, hai mediato sei sceso a compromessi con i vari Fini e Casini che poi ti hanno abbandonato e pertanto non sei riuscito a cambiare questo paese .

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  • oenne

    01 Ottobre 2014 - 17:05

    sono sicuro che voi rigidi culattoni morirete anzitempo prima di BERLUSCONI _ _ in quanto a frankie stein _ quale subdolo de gausche dico..... e sono sicuro che LUI ;;;; non sai cosa vuol dire "stein " sai il warum??? pas que tu es un........ piece de merde;;;;;; et pas une pierre

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  • papesatan

    01 Ottobre 2014 - 17:05

    Continua a dimostrare di non avere ASSOLUTAMENTE la statura (sich!) dello statista.Un vero uomo politico o E' di destra o E' di sinistra con il suo impegno e la sua intalligenza.Non si finge:verrebbe smscherato al primo raglio! Coraggio,un pò di serena sincerità,modestia,e onestà! non sei mai stato un politico!La politica è solo servita per i tuoi affari economici e giudiziari.Viale del tramonto!

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  • rocc

    01 Ottobre 2014 - 17:05

    fra i tanti errori, il più grande errore di Berluisconi è stato quello di non nominare mai il grande economista liberista liberale ANTONIO MARTINO ministro dell'economia al posto del socialistoide fallimentare Giulio Tremonti. Il non fingersi di sinistra non è stato un errore, ma un merito (comunque non capisco quella frase lì).

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    • romamaccio

      02 Ottobre 2014 - 08:08

      Quella frase lì,si capisce abbastanza! L'allievo Renzi ha superato il maestro ! è un democristiano doc che s'inchiappetta i comunisti di sinistra,(like Andreotti!) e non fà vita mondana con le farfalline,ma fà le sue uscite con sua moglie da persona seria e responsabile.

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