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La storia

Rossana di Bello, fa fallire Taranto e si prende un vitalizio a 58 anni

Rossana di Bello, fa fallire Taranto e si prende un vitalizio a 58 anni

La domanda l’ha fatta all’inizio di settembre, ed è bastata una sola seduta dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Puglia per esaudirla, perfino in modo retroattivo. Dal primo settembre scorso c’è un ex politico in più a prendere quel vitalizio che da anni ci raccontano falsamente di avere abolito: è Rossana di Bello, una delle pioniere di Forza Italia. Ci sono non poche anomalie in quel vitalizio che era stato abolito e continua a correre come un fiume.

La prima anomalia è quella di uno Stato che premia per tutta la vita un politico che non ha particolarmente brillato: la Di Bello è stata sindaco di Taranto per lunghi anni e con lei la città è stata fra i pochi comuni italiani a fallire, con un dissesto finanziario per oltre 900 milioni di euro (è stata anche sotto inchiesta penale, ma in secondo grado l’hanno assolta dando la colpa ai suoi collaboratori. La Corte dei Conti però ce l’ha ancora nel mirino per danno erariale). La seconda anomalia è che la Di Bello con soli cinque anni lavorati prende da settembre e prenderà fino all’ultimo suo giorno (con possibilità di rendere reversibile ai suoi cari) un assegno mensile da 3.862,27 euro lordi. La terza anomalia riguarda l’età pensionabile della fortunata politica: ha compiuto 58 anni il 28 agosto scorso. La legge Fornero vale dunque per tutti, ma non per i politici italiani, che con soli 58 anni e per avere lavorato solo 5 anni hanno diritto a una pensione reversibile che è quasi il triplo della pensione media degli italiani che hanno lavorato 40 anni. Quarta anomalia, chi sul lavoro combina un disastro come è evidente nella storia di Taranto, alla fine ci rimedia un bel premio.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • Laertino

    Laertino

    24 Novembre 2015 - 21:09

    La cosa più imbarazzante per i tarantini, è che continuano a mantenerla anche nella sua attività di gioielliera nel centro della città. Guai a chi si azzarda a parlare male di questa signora, come pure di Cito e de De Cosma. Ognuno si merita il sindaco che vota.

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  • bruno osti

    30 Novembre 2014 - 11:11

    Taranto come la Catania di Scapagnini (promosso poi, per questo, a Senatore); come Alessandria, come Palermo, come Parma (!!!!!), come.... Tutti di Farsa Italia/PDL. E prima di lei Giancarlo Cito e Gaetano De Cosmo: sempre ella stessa Parrocchia. Strano che Libero non lo bisbigli, non ne accenni, non ce lo ricordi, con la sua tradizionale virulenza adottata in altre occasioni.

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  • jerico

    27 Novembre 2014 - 09:09

    Che Italia di m... !

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  • ramadan

    26 Novembre 2014 - 17:05

    questi sono i problemi dell'italia. altro che articolo 18.

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