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Niente guerra a Renzi

Jobs act, Ncd: "Un compromesso, ma un grande salto di qualità"

Matteo Renzi e Angelino Alfano

Dopo lo schiaffo di Matteo Renzi ad Angelino Alfano, arrivato con l'approvazione di un Jobs Act differente da quello voluto dal ministro dell'Interno e dal suo partito (soprattutto sull'articolo 18), arriva una prima, cauta, risposta da parte di Ncd, lo stesso Ncd che alla vigilia del Cdm aveva minacciato lo strappo con l'esecutivo nel caso in cui le loro richieste non fossero state accolte. A commentare il caso politico è Fabrizio Cicchitto, che spiega: "Il Jobs Act, come approvato dal governo, è caratterizzato da due elementi: uno costituisce un salto di qualità assoluto per ciò che riguarda i licenziamenti collettivi. Invece c'è un compromesso per ciò che riguarda i licenziamenti individuali". Cicchitto aggiunge: "Ciò spiega gli elementi di consenso e anche alcune riserve avanzate da Ncd che però, rispetto al complesso del provvedimento, non risulta sconfitto. Gli elementi innovativi sono indubbi e ciò spiega la durissima opposizione della Cgil".

Attacco agli azzurri - Sempre secondo Cicchitto "rispetto a questo provvedimento forze politiche di centrodestra collocate all'opposizione - da Forza Italia alla Lega a Fratelli d'Italia - hanno poco da dire perché comunque il risultato raggiunto con questo governo va al di là di ciò che fu realizzato nel passato da governi di centrodestra. E' evidente che insieme a nuove regole per il lavoro occorre una nuova politica economica con tagli più marcati di quelli contenuti nella legge di stabilità alla spesa pubblica e conseguente riduzione di pressione fiscale. Infatti non si può dire, come fa Forza Italia, meno tagli alle tasse e non accompagnare questa giusta richiesta da parallele proposte di riduzione della spesa, altrimenti i conti saltano tutti per aria". Ncd, insomma, per ora preferisce puntare il dito contro Forza Italia piuttosto che contro Renzi, che dei desiderata degli alfaniani non ha voluto tener conto, prendendosi "tutte le responsabilità" della scelta di conservare, in determinati il casi, la possibilità del reintegro dopo il licenziamento.

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Commenti all'articolo

  • mallardogiulio

    27 Dicembre 2014 - 20:08

    Alfano e C.dovevano essere il baluardo di difesa sulle tasse,cosi la gente aveva capito,invece lui intendeva,difesa delle poltrone.Sperando di andare a votare al piu presto,questi traditori e lecchini spero che spariscano dalla scena politica.mi rivolgo a chi da ancora retta al borioso Renzi,ora siete convinti che vi prende per il culo che dal 2015 aumentano benzina ecc.sveglia masochisti.

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  • mas.gaboardi

    26 Dicembre 2014 - 20:08

    alfano è bello bravo intelligente serio affidabile sincero furbo affidabile onesto uomo di parola non tradisce mai simpatico si fa volere bene da tutti è il politico che gli italiani vogliono e amano

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  • binariciuto

    26 Dicembre 2014 - 17:05

    Alfano, il nulla ipertrofico.

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  • ATTILA3939

    26 Dicembre 2014 - 16:04

    Alfano,da buon democristiano,pur di salvare il cadreghino accetta tutto dopo aver fatto un poco di fumo. Speriamo almeno che non torni in forza italia;al massimo vada con Casini che è della stessa pasta. povera Italia!!!

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