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Gli anti-Beppe

Avanza il governissimo targato Berlusconi D'Alema

Max, contrario a un'apertura a Grillo, lavora per un'intesa col Pdl su un patto di legislatura

Avanza il governissimo targato Berlusconi D'Alema

 

di Marco Gorra

Fosse stato per lui, non sarebbe andata a iniziare così. Fosse stato per lui, l’umiliazione di andare a bussare da Beppe Grillo col cappello in mano ed essere messi alla porta a male parole il Pd se la sarebbe risparmiata. Fosse stato per lui, un minuto dopo aver capito dove andava a parare lo scherzetto che si profilava dalle urne, si sarebbe iniziato subito a prendere contatti con la seconda forza dell’arco costituzionale per capire come mettere in piedi una maggioranza parlamentare degna di questo nome. Fosse stato per Massimo D’Alema, le cose adesso starebbero andando in maniera del tutto diversa.

Tra i maggiorenti del Partito democratico, l’ex presidente del Consiglio è tra i maggiori critici della bersaniana scuola di pensiero  imperniata sulla conventio ad excludendum a danno del Pdl. Numeri del Parlamento alla mano, per D’Alema la via che porta alla grande intesa di sistema col centrodestra è la sola percorribile. 

Come inevitabile, il solo accostare i nomi di D’Alema e Berlusconi innesca tutta quella serie di revival anni ’90 che, in più di un occasione, ha funzionato benissimo per giustificare ad anteriori gli abboccamenti presenti: il ritorno della Bicamerale, il Dalemoni, la bozza Boato, il patto delle sardine, i figli del ricatto e tutto il resto. Si ritira fuori l’inveterata convinzione dalemiana che un accordo il più onnicomprensivo possibile col Cavaliere non si possa fare a meno di trovarlo, si ricordano gli abboccamenti reciproci («Mediaset patrimonio del Paese» versus Berlusconi che lancia l’ex premier per il Colle nel 2006 il più citato), si tracciano scenari.



Leggi l'articolo integrale di Marco Gorra
su Libero in edicola oggi, giovedì 28 febbraio

 

 

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Commenti all'articolo

  • encol

    28 Febbraio 2013 - 16:04

    Ha intascato il malloppo da trombato o asfaltato che dir si voglia quindi stia zitto e si tolga dai piedi. Vuole continuare a "dirigere" l'orchestra almeno restituisca la buona uscita. Mr. baffetto Ti credi furbo ma noi non siamo scemi.

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  • LapuLapu

    28 Febbraio 2013 - 16:04

    ...ai danni che hanno fatto in passato... e al male che sono capaci di arrecare al popolo italiano...mi si accappona la pelle...e un rigurgito mi sale lungo l'esofago...

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  • gioch

    28 Febbraio 2013 - 15:03

    Torna il capo di Bersani,Baffino,appena l'uomo di Bettola è in difficoltà.Lo ha fatto durante le primarie dicendo a Renzi che si sarebbe fatto male;lo fa ora che Bersani balbetta pseudo proposte.Intanto i sinistri dell'M5S inondano il blog di Grillo per accordarsi col PD(casa madre).Gli altri,indipendenti e scazzati,vogliono navigare in libertà.

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  • egobz

    28 Febbraio 2013 - 11:11

    ....così l´hanno fatta in Germania e quel paese è passato in pochi anni da una situazione mediocre ad essere quello che fa le regole in Europa. Noi abbiamo gente che per paura che ció oggi avvenga lo chiama con disprezzo "inciucio" come se fosse una cosa scandalosa. Io credo che fare oggi una grande intesa con le due forze più importanti porterebbe quasi sicuramente ad un periodo di tranquillità con la possibilità di fare finalmente delle cose utili al paese perchè un´altra oppurtunità di certo i cittadini non gliela darebbero. Grillo è stato un avvertimento!

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