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Scalata al Colle

Dopo la sconfitta di Prodi, ecco tutti gli scenari

Dopo la sconfitta di Prodi, il Pd si ritrova ancora una volta spaccato: le alleanze possibili per la quinta votazione

Annamaria Cancellieri

Romano Prodi non ce l'ha fatta. Si è fermato a quota 395. Gli mancano più di cento voti per raggiungere il quorum previsto per la quarta votazione, quello di 504 voti. Prodi è stato asfaltato dal suo stesso partito. Schiacciato dal dilagare di Stefano Rodotà che con le 207 preferenze ha molti più voti dei grandi elettori grillini questo significa che sono stati tantissimi i franchi tiratori all'interno del Pd, quelli che hanno applaudito quando Bersani in mattinata ha annunciato il nome di Prodi e che poi nel catafalco hanno espresso una preferenza per l'ex garante della privacy. E adesso cosa succede? Le ultime voci convulse, reduci dall'assemblea democratica in cui Bersani si è dimesso, parla di una riunione concitata, tra pianti, accuse, scene isteriche, sconforto. "Sabato mattina non votiamo - ha spiegato un senatore democratico a Tgcom24, volendo mantenere l'anonimato -, siamo indegni di eleggere il presidente, siamo indegni di governare".

Tutti gli scenari - Ma ogni scenario è possibile. Il Pd ancora una volta ha dimostrato di essere diviso. Troppi franchi tiratori. Troppi sgambetti, troppi tradimenti. E adesso può succedere che nella notte il Pd trovi un accordo con Scelta Civica (intorno alle 23 il dimissionario Bersani ha incontrato Monti) sul nome del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri (su cui lo stesso Monti ha deciso di puntare). Alla fine è possibile che  la spunti Massimo D'Alema, il candidato di sinistra che non dispiace al centrodestra (ed è questo uno scenario che liberoquotidiano.it aveva delineato in mattinata), anche se proprio D'Alema ha di fatto contribuito a spaccare il partito. Adesso il Pd deve serrare nuovamente le fila, cercare di capire come uscire dall'impasse, soprattutto dopo che Renzi ha detto che la candidatura di Prodi non c'è più. In serata rispunta anche il nome di Franco Marini caldeggiato da molti esponenti del Pdl, da Renato Brunetta a Maurizio Gasparri, e  quello del Presidente del Senato Pietro Grasso, all'interno del Pd si ragiona anche sui voti ricevuti da Stefano Rodotà dall'anima grillina dei democratici. Sel ha annunciato che voterà Stefano Rodotà. 

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Commenti all'articolo

  • soleados

    20 Aprile 2013 - 08:08

    Prodi ga ritirato la candidatura, a dimostrazione delle cazzate che dici,IDIOTA!

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  • fulgenzio

    20 Aprile 2013 - 07:07

    Berlusconi e Monti, avete tra le mani MARIO MAURO che cosa aspettate a proporlo!!!

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  • fulgenzio

    20 Aprile 2013 - 07:07

    Berlusconi e Monti, avete tra le mani MARIO MAURO che cosa aspettate a proporlo!!!

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  • papet

    20 Aprile 2013 - 00:12

    Bersani avrà sbagliato ma chi non ha le palle colpisce sempre nell'0mbra.E' una tradizione ben sviluppata nel nostro Paese.I franchi tiratori sono degli omuncoli che vagano nelle tenebre e sono anche stati eletti in Parlamento!Di qualunque schieramento siano,vanno condannati per la loro pusillanimità

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