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Addio spending review

La Camera della Boldrini costa 109 milioni,
una delle più care di sempre

Il bilancio del primo semestre 2013 di Montecitorio: 176 mila euro per le foto, 3,3 milioni per i libri, 14 milioni per l'informatica

Laura Boldrini

Laura Boldrini

Dalla spendig review a Roma sono passati alla "spending deppiù". Il taglio dei costi della politica e le sforbiciate alle spese sostenute dalle istituzioni paiono non aver toccato Montecitorio. Il bilancio della gestione Boldrini parla chiaro: 110 milioni di euro. A tanto ammonta il totale delle spese ordinate per lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni della Camera dei Deputati e relativo solo al primo semestre del 2013. Nello stesso semestre del 2012, Montecitorio (allora guidato da Fini) aveva speso 105 milioni

Libri e fotografie -  Pronti via, dopo l'insediamento della nuova Camera sono stati spesi ben 176 mila euro per i servizi fotografici durante il rinnovo del cerimoniale. Altri 20 mila euro sono stati spesi per il rilancio del guardaroba. Ma una buona parte del bottino di spesa è stato destinato alla cultura e soprattutto ai libri. A fronte dei 445 mila euro del secondo semestre 2012, infatti l'ultima rendicontazione parla di oltre 3,3 milioni di euro tra rilegature (39 mila euro), restauro (26 mila), acquisti di nuovi libri (836 mila), accesso gratuiti via Internet (785 mila). Poi si passa al salasso per la biblioteca: circa 1 milione 246 mila euro. Un esborso a cui si aggiunge quello per il restauro dell'archivio: 303 mila euro.

Optional per tutti - A pesare è anche la spesa per le "competenze dei parlamentari" (prodotti farmaceutici, telefonia mobile, apparecchiature medicali, spese di rappresentanza), da 256 mila euro è balzata a 932 mila euro. Ci sono poi i corsi tenuti per preparare al meglio gli onorevoli alla nuova legislatura, con i 200 mila euro stanziati per la formazione linguistica e informatica dei deputati: 120 mila euro per conoscere meglio l'inglese e 80 mila per imparare ad usare computer e programmi. Nel 2012 però il costo della "formazione" era di 100 mila euro. Stesso trattamento, poi, per il personale: anche per loro corsi di formazione per un totale di 244 mila euro. Non bisogna poi dimenticare l'1,485 milioni di euro per le spese di "trasloco e facchinaggio".

Fame d'oro - Poi c'è in fronte "ristorazione". I nostri parlamentari sono molto affamati, eallora a Montecitorio si spendono circa 4 milioni di euro per deliziare il palato degli onorevoli: servizio interno, 267 mila euro; servizio esterno 135 mila euro; servizio gestito da terzi 2 milioni e 845 mila euro. Totale: circa 4,3 milioni di euro a fronte dei 3,1 della seconda metà del 2012. Chi mangia sporca e allora servono 242 mila euro per la pulizia delle mense, mentre per tenere in ordine aule, uffici e corridoi, invece, la spesa ordinata supera i 3 milioni di euro. L'ultima voce di spesa riguarda il servizio informatico: Tra manutenzione, acquisti hardware e software, assistenza e noleggi, l'esborso è di oltre 14 milioni di euro (nel secondo semestre 2012 era poco più di 3 milioni). Il tutto in nome del risparmio e della lotta a i costi. Che per ora resta solo una promessa da marinaio in Transatlantico. (I.S.)

 

 

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    24 Settembre 2013 - 18:06

    e cosa ti aspettavi? l'ONU è una notoria cellula comunista; ma non del comunismo occidentale alla Bersani, tutto rose e fiori; no: del comunismo nord coreano..

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  • papale

    22 Agosto 2013 - 15:03

    ha speso 3.3 milioni per i libri ne avrebbe dovuto comprare almeno centomila.Forse avrà comprato molte copie di Saviano e Travaglio per distribuirli a tutti i p... di mer. come lei

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  • Royfree

    22 Agosto 2013 - 14:02

    I parassiti vanno debellati. Sfido a smentire ancora Grillo sulla necessità di sbatterli tutti fuori a calci. Indistintamente.

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  • arwen

    22 Agosto 2013 - 13:01

    Ma chi lo ha detto che siccome uno è di sx è per forza bravo? Questa signora viene da un'organizzazione tristemente nota per lo sperperio di denaro che, invece di essere destinato ai poveri del mondo, si trasforma in denaro sonante per pagare la burocrazia dell'organizzazione. Questa signora è come tutti gli altri, a chicchiere è bravissima ma alla prova dei fatti è un'incapace come tutti gli altri!

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