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Il monito: "Occhi aperti"

Imu, Berlusconi furioso coi suoi: "Il Pd ci sta fregando"

Ritorno dell'Irpef e maggiorazione della Tares: Cav furioso per il decreto sull'Imu. E i tempi di Letta lo insospettiscono...

Imu, Berlusconi furioso coi suoi: "Il Pd ci sta fregando"

Un giorno di tranquillità. Uno solo. Ma neanche. Mezza giornata. In cui Enrico Letta ha provato a sfogliare qualche pagina del calendario. Che illusione. Altro che progetti a lungo termine o navigazioni tranquille, il presidente del Consiglio deve fare ancora i conti  con Silvio Berlusconi. Che, dicono, è di nuovo sul piede di guerra. C’entrano le motivazioni «allucinanti» della sentenza con cui è stato definitivamente condannato per frode fiscale dalla Cassazione. Ma non solo quelle. Nel corso della giornata, attraverso le notizie che filtravano da Roma, il Cavaliere si è reso conto che il decreto sulla cancellazione dell’Imu contiene aspetti che non gli piacciono affatto. Tanto da richiamare i suoi  («Dovevate essere più attenti, temo che questi ci stiano fregando») e da anticipare a oggi il suo rientro nella capitale.

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Ufficialmente, in un collegamento con Studio Aperto,  Berlusconi mette il cappello sulla cancellazione dell’Imu: «Era un obiettivo importante, atteso da tutti gli italiani, un punto cardine del nostro programma, la vera morale in politica è mantenere gli impegni con gli elettori. E io ho ancora nelle orecchie gli sberleffi della sinistra in campagna elettorale». Perciò «agli italiani  dico: abbiate buona memoria e ricordatevi di chi aveva promesso questa abolizione e di chi è il merito». Quindi annuncia il prossimo obiettivo: «L’Iva non va assolutamente aumentata, anche perché non c’è la sicurezza che aumenti le entrate». E assicura «una grande vigilanza sulla service tax» perché i soldi rientrati dalla porta non escano dalla finestra.  Oggi «i problemi del Paese sono molto gravi e serve l’impegno di tutti, l’Imu è un primo passo importante, ma ora bisogna fare molto di più e nelle prossime settimane il governo deve dare una scossa all’economia».

Eppure c’è qualcosa che non lo convince. La tempistica. Letta ha annunciato che nel decreto che accompagnerà la legge di stabilità, il 15 ottobre, ci saranno le coperture per la seconda rata dell’Imu, quella di dicembre. Manca un mese e mezzo. Tempo in cui succederà di tutto. Intanto, la possibile decadenza del Cavaliere dal Senato. In più proprio in quei giorni, a metà ottobre, potrebbe cominciare la via crucis dell’ex premier con i domiciliari, il carcere o l’affidamento ai servizi. All’epoca, inoltre, sarà definitivamente chiusa ogni possibile finestra elettorale d’autunno. Insomma: Silvio si sente un po’ come quello che ha incassato un assegno postdatato. C’è da fidarsi? E se poi «i comunisti», con la sicurezza che il Cavaliere sarà neutralizzato dalla giustizia, finiranno per rimangiarsi la parola? L’uomo di Arcore è irrequieto. C’è dell’altro, nella misura varata mercoledì dal governo, che non piace. Il ritorno dell’Irpef  per le seconde case sfitte e la maggiorazione della Tares che sembra dover rientrare dalla finestra. Una stangata di fine anno «di cui non sapevamo nulla», si è inviperito l’ex premier. Che adesso ha tutta l’intenzione di tenere di nuovo sulla corda il governo: monitoraggio sulle coperture per l’Imu, sulla sterilizzazione dell’aumento Iva e sulla service tax. Perché, ha ragionato il Cavaliere, gli italiani non capirebbero la fine di un esecutivo che taglia le tasse. Ma comprenderebbero eccome l’addio a un premier che con una mano dà cento e con l’altra leva mille. 

Questa dialettica Berlusconi-Letta si innesta in uno scenario delicatissimo per gli equilibri della maggioranza. Dove il Pd, apprese le motivazioni della sentenza Mediaset, si è definitivamente liberato da ogni dubbio sulla decadenza del Cavaliere. Va votata. E senza perdere tempo. A ciò si aggiungono notizie inquietanti (e tuttavia smentite) di procure che attendono Silvio sull’uscio di Palazzo Madama. Tanto che il leader del centrodestra è tornato a mandare un messaggio al Quirinale: «Se pensano di cancellare il leader del centrodestra con un voto, si sbagliano di grosso. Ci sono milioni di italiani che non accetterebbero un vulnus del genere alla democrazia».    


di Salvatore Dama

 

 



 

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Commenti all'articolo

  • anxur

    31 Agosto 2013 - 13:01

    SE LA META' DELLA RICCHEZZA NAZIONALE E' IN MANO AL 10% DELLE FAMIGLIE, DOVREBBE RISULTARE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE CHE IL 50% DELLE TASSE LE PAGA IL 10% DELLE FAMIGLIE RICCHE. Così non è. Ma così dovrebbe essere.

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  • numetutelare

    31 Agosto 2013 - 01:01

    la sorpresa la facesse Berlusconi? Lo vogliono impallinare? benissimo, lui esce dalla politica e invece di sbattersi per essere uno dei primi contribuenti d'Italia delocalizza le sue attività? Potrebbe essere un modo per sfuggire ad un fisco rapinoso ed a una magistratura imbelle e fetida. Certo non lo farà, perché non é Murdoch, ma quando in passato lo minacciò fu interessante vedere D'Alema affermare che Madiaset, Fininvest etc... erano beni inalienabili dell'Italia. La sinistra pretende di giudicare, governare, introitare, gestire, imporre senza che nessuno possa controbattere, da vero partito che tutto é meno che democratico e che si starebbe riformando attraverso dei neo-boiardi finto-giovanili.

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  • Renatino1900

    30 Agosto 2013 - 17:05

    ho letto, e svariate volte, che non ti definisci berlusconiano. però, poi, leggo le tue difese del nano da Harcore, e qui i dubbi sul tuo non essere un bananas si fanno più fitti. il fatto poi che tu scriva i tuoi apprezzamenti verso un demente come Tobyyyyyyy mi fa decisamente pensare che tu non sia una persona dotata di grande intelligenza. ps. anche io sono un anticomunista, ma a differenza tua sono pure antifascista, cosa che dubito nel tuo caso...

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  • fearofthedark

    fearofthedark

    30 Agosto 2013 - 17:05

    per tobyyyy che giustamente s'indigna in quanto non gli ho dato del lei, le chiedo umilmente scusa la prossima volta le dirò che lei è un pirlotto e non tu sei un pirlotto. in quanto a bolinastretta solo il fatto che da ragione al signor tobyyyy la qualifica per il resto le ricordo che siamo nell'anno di grazia 2013 e non nel 1935, le sue sfuriate nostalgico-fasciste se le riservi per quando incontra quegli altri tre o quattro pensionati alla bocciofila e ci vada piano con i tre quarti e gazzosa evidentemente a una certa età non lo regge più!

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