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Il destino di Silvio

Belpietro, perché al Pdl non conviene la crisi

Nel suo editoriale di oggi, venersì 6 settembre, il direttore di Libero Maurizio Belpietro spiega perché, in questo momento, al Pdl non conviene una crisi. L'ipotesi delle dimissioni di massa dei ministri del Pdl aprirebbe nuovi scenari, ma probabilmente non una crisi del governo Letta. Cinque posti da ministro e quindici da sottosegretario rimarrebbero liberi, e davanti a Palazzo Chigi "ci sarebbe la fila di onorevoli pronti a vendersi per un dicastero", scrive il Direttore. Spiegando poi come a Enrico Letta basterebbero due voti per la sopravvivenza dell'esecutivo, due voti facili da trovare visto che ci sono in palio 20 posi da distribuire. E la decisione di Giorgio Napolitano di istituire 4 senatori a vita ha sicuramente favorito una possibile sopravvivenza di Letta, come spiega ancora Belpietro. Il numeri non sono, purtroppo, favorevoli al popolo della Libertà  "Come è noto, fino a una settimana fa l'ipotesi di un esecutivo senza i berlusconiani non stava in piedi per carenza di voti, ma poi il capo dello Stato ha sentito l’urgenza di premiare con il laticlavio quattro illustri personalità progressiste, correggendo il risultato uscito dalle urne la scorsa primavera per volere degli italiani. Risultato: il Pd senza il Pdl è minoranza, ma dalla scorsa settimana lo è un po’ meno", scrive Belpietro. (leggi l'editoriale integrale in edizione digitale)

Gli scenari - Numeri alla mano, ad oggi al Senato ('lunico ramo del Parlamento in cui la sinistra non abbia i numeri per governare da sola) su 160 voti necessari per ottenere la fiducia ne mancano sei perché  "Il Pd più Sel, più Scelta civica e quattro senatori a vita freschi di nomina, fanno 154: dunque al quorum manca poco, anzi pochissimo". Ma Belpietro fa notare come "All’abbassamento della cifra necessaria a stare a galla contribuiscono però le malattie dei senatori e quindi al gabinetto Letta per sopravvivere sono sufficienti 158 voti, cioè solo quattro in meno di quelli su cui già  può contare. Tuttavia il quartetto necessario a soccorrere l’esecutivo in caso di crisi si riduce ulteriormente, perché sia Domenico Scilipoti che Alessandro Naccarato hanno già dichiarato di essere pronti a votare la fiducia anche senza il Pdl. Dunque servono appena due voti. E che volete che siano due voti se si dispone di venti posti da ministro o sottosegretario da distribuire a destra e a manca?".  Ma anche ammettendo che Letta non ce la faccia e dovesse essere costretto a rassegnare le dimissioni, aprendo così la crisi, le cose non andrebbero meglio per Berlusconi. Napolitano potrebbe giocarsi la carta del governo di scopo che potrebbe essere affidato al presidente del Senato Pietro Grasso o, come ha già scritto Libero, a Giuliano Amato. 

 

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  • colombinitullo

    07 Settembre 2013 - 17:05

    La vedo male,molto male, forse con il mio sproloquio ho colto nel segno? lei mi dà l'idea di essere un ex sessantottino che disintegrati con la caduta del muro tutti gli ideali(in verità molto da pirla),avendo bisogno di sfogare la sua nullità,se la prende anche con colui che ha contribuito negli ultimi anni ad annullarla.Come molti altri si nasconde(vergogna!) dietro un nick che oltretutto la identifica,nomen omen(non ha nemmeno il coraggio di qualificarsi).Caro beccamorto sarà un piacere per me ridicolizzarla(non ci vuole molto,virtualmente intendo)e vedremo,alla fine,chi si scornerà di più.Infine,riallacciandomi alla sua affermazione fatta su un altro post in cui si dice che la Biancofiore è completamente scema, sommessamente le ricordo che tra la suddetta e lei c'è una sola,unica e grande differenza:uno dei due ha la "passerina"(vulva),faccia lei.

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  • IlBecchino

    06 Settembre 2013 - 19:07

    Ma che discorso sconclusionato! Ma lei crede che io credessi che lei si riferisse al Del. Berlusconi? E ci tiene pure a precisarlo? Paura d essere scomunicato? Naturalmente, da perfetto bananas, non è in grado di cogliere il benché minimo accenno di ironia (lo sa che l'ironia è spesso sintomo di intelligenza? E la mancanza della stessa? veda Lei). Sul resto del suo sproloquio stendiamo un velo pietoso. Colombini, dia retta, mi eviti (virtualmente si intende), con me non può che rompersi le corna; che figura ci fa con quei pochi suoi sodali dotati di senso critico dopo un post come questo?

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  • colombinitullo

    06 Settembre 2013 - 16:04

    Egr.inumatore vede che ho ragione io nei suoi confronti?,capisce sempre il contrario ed ora glielo spiego:non mi riferivo a Berlusconi che non è terrone(stia più attento la prossima volta!)bensì ai parassiti da lei tanto amati(anche lei fà parte di quella folta schiera?)tra cui il principe(re,figlio di?)inneggiatore ed estimatore di stragi di popoli, nullafacente,arricchito alle spalle di tutti noi(anche alle sue?mi pare più probabile il contrario) mentre il suo eroe ha lavorato,lavorato, espressione che forse non compare nel suo vocabolario e si è arricchito non alle spalle dela collettività ma con la sua intelligenza e creatività.E' evidente che tutto questo le dia fastidio e si arrampica come di solito fà il suo amico "geco"(il mai abbastanza ridicolizzato Bruno Osti(a)che testa!)scalando iperbole improbabili.Non si lasci trasportare da tifoseria subumana ma,se riuscisse a ragionare, potrebbe essere rieducato come facevano in Cina(estimatore anche di questa nazione?).Saluti

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  • Renatino1900

    06 Settembre 2013 - 15:03

    non mi sembra che a sinistra c'è chi difende Battisti, se non pochi fanatici al pari di quelli esistenti nelle file dei sostenitori del PDL, come te. mi sembra di ricordare, invece, che il magistrale ultimo governo del PDL non sia neanche stato capace di ottenere la giustissima estradizione del terrorista rosso che avrebbe permesso la sua carcerazione nelle patrie galere. BRAVISSIMI! per quanto riguarda MPS fra poco comincerà il processo, e penso che tu avrai amarissime sorprese, dato che le nomine dei vertici della banca erano decise dal PD e dal PDL! "Per il via libera ad Andrea Pisaneschi quale espressione del Pdl nel Cda di Mps e di Carlo Querci come ”espressione dei soci privati”, Gianni Letta telefonò a Silvio Berlusconi e poi richiamò Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, dicendogli che ”il presidente aveva dato il suo assenso”. Lo ha detto Mancini ai pm."

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