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La trovata di Letta e Saccomanni

Aumento Iva, stop col "trucco"
su benzina e tasse sulle imprese

Aumento Iva, stop col "trucco"
su benzina e tasse sulle imprese

Da sinistra, Saccomanni, Letta e Giovannini

Il decreto per lo stop all'aumento dell'Iva slitta dopo il voto di fiducia chiesto da Letta tra lunedì e martedi prossimi. Insomma il governo non ha mantenuto le promesse. Da palazzo Chigi Letta fa sapere che "la fase di chiarimento politico di governo e maggioranza che si e' innescata travolge i provvedimenti economici che erano allo studio dell'esecutivo. Ora non si puo' dunque procedere con il decreto di correzione della manovra a cui si stava lavorando e se ne riparlera' dopo il chiarimento alle Camere, nell'eventuale fase di ripartenza dell'attivita' di governo".

Promesse da marinaio - Dunque dopo settimane di promesse e di annunci sullo stop dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22 per cento l'esecutivo fa marcia indietro. Il governo aveva rassicurato il Pdl dicendo di aver trovato le risorse per evitare l'aumento e non sforare il tetto del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil imposto da Bruxelles. Fabrizio Saccomanni avrebbe recuperato 3,5 miliardi per mantenere l'Iva al 21 per cento almeno fino a dicembre. Il piano di Saccomannui però nasconde una "fregatura". Infatti le coperture per l'Iva verranno principalmente dall'aumento delle accise sulla benzina (2 centesimi al litro, che diventeranno 2,5 nel 2015), e da un ritocco degli acconti di Ires (dal 101 al 103%) e Irap. 

Benzina alle stelle - Insomma i soldi risparmiati sugli acquisti, li pagheremo per spostarci con l'auto. E per di più in piena crisi, il governo scarica sulle imprese la pressione fiscale aumentando Ires e Irap. Di fatto dunque cambia poco. La "trovata" di via XX settembre che tanto piace a Letta non convince il Pdl: "Non voglio e non posso credere che le coperture trovate dal governo per rinviare l'aumento Iva al primo gennaio 2014 siano davvero quelle anticipate in queste ore da alcuni organi di stampa. Saremmo al teatro dell'assurdo. Un semplice rinvio, non la cancellazione dell'aumento, verrebbe finanziato con ulteriori aumenti di tasse e accise. Semplicemente inaccettabile", ha affermato l'azzurro Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera.  (I.S)

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Commenti all'articolo

  • encol

    30 Settembre 2013 - 18:06

    Non ha perso l'occasione per dichiarare lo schiaffo all'Italia, dimenticando ciò che successe in quel di Napoli in campo avverso. La scelta di NON rispettare i patti è tutta sua e la dice lunga sul livello di dignità anche personale. Quindi se non vuole perdere la faccia del tutto sa che cosa deve far: RISPETTARE I PATTI E LA PAROLA DATA questo fanno i galantuomini.

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  • itz10pf

    29 Settembre 2013 - 17:05

    Purtroppo a questo punto esistono solo due modi per uscire dalla crisi 1- Uscire da Euro e Comunita' Europea, svalutando la lira e aumentando cosi' in modo enorme le esportazioni. Potremmo invadere l'Europa con prodotti a basso costo, fregandocene delle disposizioni idiote della UE. 2- Se invece vogliamo restare in Euro e comunita' Europea, allora bisogna fare cio' che nessuno ha voluto fare negli ultimi 20 anni, cioe' tagliare gli sprechi con particolare riferimento al Sud Italia. Non esistono medicine alternative.

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  • bensarob

    29 Settembre 2013 - 10:10

    si ricordi che il presidente è lei e è di lei solo la responsabilità..in sei mesi non fosse stato per il pdl avvremmo pagato una miriade di tasse nuove,adesso a campo libero vediamo...ricordi solo che il popolo è allo stremo e quindi la invitrei a non pensate solo ai c...i vostri,non sapete dove prendere i soldi e poi vediamo che le auto blu tra un pò le date anche agli spazzini....

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  • airone042

    28 Settembre 2013 - 21:09

    Nel tuo breve post si legge tutta la tua imbecillaggine, stupidità, e ignoranza. Questo tuo nome sicuramente proviene da qualche tribù dei Mao, Mao, perciò non sarà neanche colpa tua se ti esprimi nel modo in cui hai fatto, perciò da parte mia ti compatisco. Un consigli, FATTI CURARE

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