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Il giorno della verità

Letta chiede la fiducia al Senato
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Enrico Letta

Sono due citazioni tratte da maestri del pensiero liberale le estremità che legano l'inizio e la fine dell'intervento del presidente del Consiglio Enrico Letta al Senato. Ha iniziato con Luigi Einaudi: "Nella vita delle Nazioni l'errore di non saper cogliere l'attimo può essere irreparabile". Ha chiuso con Benedetto Croce:"Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso". Il premier parla accanto al ministro per Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. Il vicepremier Angelino Alfano  ed i ministri Lupi e De Girolamo arrivano in ritardo. Poco prima dell'inizio della seduta, Mario Monti si è avvicinato a Letta per un breve saluto. Per lui anche una stretta di mano da parte di Salvo Torrisi, senatore del Pdl che potrebbe votare la fiducia al governo. Tra i ministri non si vedono facce tirate: ci si scambiano sorrisi e pacche sulle spalle e Letta appare gioviale: sembra scherzare a distanza con i cronisti ed i fotografi che gremiscono la tribuna.

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Dipende tutto da un sì o da un no - "L'Italia corre un rischio che potrebbe essere fatale, sventare questo rischio dipende da noi, dalle scelte che assumeremo, dipende da un sì o un no", ha esordito Letta esprimendo, nel suo intervento in Aula al Senato, "gratitudine a Napolitano per quanto fa per l'Italia". "L'incubo di un periodo di recessione senza precedenti lo abbiamo alle nostre spalle". Lo ha detto il premier Enrico Letta nel suo intervento al Senato, invitando a non perdere l'occasione di una politica economica per la ripresa.  "L'ho detto a tutti quelli con cui ho parlato nelle ultime settimane: ce la possiamo fare sia nel campo delle riforme che nel campo dell'economia".  ''Oggi in poco tempo possiamo riformare la politica: i provvedimenti sono all'esame del Parlamento, se rapidamente discussi faremo una svolta con la pubblica opinione. Il tempo di attesa e' scaduto''. Cosi' il premier Enrico Letta nel discorso al Senato.

I problemi di Berlusconi -  Enrico Letta parla inoltre della "vita del governo e la decandeza di Silvio Berlusconi si sono sovrapposte, in un crescendo di convulsioni. Si è creata una situazione insostenibile, con due piani che non possono essere sovrapposti''. Il premier sottolinea i benefici della "stabilità messa così clamorosamente a repentaglio". Nel suo intervento al Senato il presidente del Consiglio poi ripete che i piani della vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi devono essere separati da quello del governo. "Non potevano nè possono essere sovrapposti", ha spiegato il presidente del Consiglio. "Basta convulsioni" sulla vita del governo e sulla decadenza di Silvio Berlusconi, chiede il Capo dell'esecutivo.

Letta rivendica inoltre il lavoro fatto dal suo esecutivo. "Siamo stati tutt'altro che un governo del rinvio, con un esecutivo debole si rallenterebbe o, addirittura, si bloccherebbe il pagamento alle imprese che fino ad ora e' stato accelerato di settimana in settimana. Fino ad ora sono stati versati 12 miliardi di euro", ha tuonato in Senato puntualizzando che "proprio perchè non vogliamo nuove tasse lavoreremo al contenimento della spesa pubblica". "Non esistono tagli di spesa facile" ha detto il premier che ha ribadito il suo no ai tagli lineari ed ha annunciato la nomina di un commissario alla spending review: "In questo 2013 abbiamo fatto 1700 milioni di riduzione della spesa pubblica".  Letta ha ricordato al Senato che comunque "non ci sono tagli di spesa facili". ''Non esistono tagli di spesa facile, la revisione va fatta con accortezza. Se andremo avanti chiederemo a Carlo Cottarelli di diventare commissario della spending review''. 

Meno tasse - "In cinque mesi di governo c'è già stato un primo, significativo sollievo fiscale per gli italiani", ha detto Letta al Senato sottolineando che: "A chi ancora fa polemica sulle tasse ricordo che gli italiani hanno pagato meno tasse per oltre 3mld di euro e con la legge di stabilita' e i provvedimenti collegati ci sara' la riduzione del carico fiscale sul costo lavoro per datore e lavoratore".

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  • spalella

    02 Ottobre 2013 - 15:03

    per abbassare le tasse deve ridurre lo spreco... ma chi ci crede che una bestia della vecchia politica, figlio culturale delle bestie di sempre, faccia piazza pulita dei suoi compari, di partito e non, infiltrati in tutte le istituzioni, in oltre 10.000 società pubbliche, nelle migliaia di enti inutili ? QUINDI, quando vedremo le tasse scendere come un bicchiere che si svuota, ALLORA E FORSE avrai un pò di credito. Prima lavora e poi, ma solo poi, chiacchera !!

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  • aquila azzurra2

    02 Ottobre 2013 - 15:03

    ci stiamo privando di tutto, aspettiamo con rassegnazione tutta italiana la fine dei nostri giorni, siamo stati tartassati , derisi, sbattuti sulla stampa estera come un popolo di spreconi,di fanfaroni, di creduloni, di vigliacchi asserviti ai poteri forti di quattro mangiapane a tradimento....per poi giungere al 2 ottobre ed essere addirittura additati e scherniti quale il marcio d'europa (aver perso la dignità sarebbe stata ancora una positività). Abbiamo seguito in parte il dibattito al senato , ci è sembrato,almeno per coloro che hanno avuto la sfortuna di conoscerlo, il tempo degli andreotti e della nutrita schiera democristiana alternatasi al governo giusto per promettere la stabilità mai esistita ,l'occupazione per i giovani bugia colossale,e la ripresa del sud vera disgrazia del paese e chimera irraggiungibile ....Ci siamo fermati, il troppo è troppo , non è possibile che una nazione penda dalle labbra di un soggetto che deve lasciare la politica e sentire la stessa tiritera.

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  • Devogu

    02 Ottobre 2013 - 15:03

    Mentre le tasse diminuiranno (fra qualche secolo e non è neppure certo) le varie cicche molto onorevoli fanno finta di spiegare che tutto si fa per il bene del paese ed invece sono servetti che hanno abdicato senza la minima dignità giocandosi la pelle di chi li ha votati.

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  • blues188

    02 Ottobre 2013 - 15:03

    Ma tu, uomo con microscopica coscienza, quando mangi o quando scopi (con un uomo, per essere di moda e in sintonia con gli ordini che ti danno) pensi ancora a Berlusconi? Uh mamma che tara che hai addosso!

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