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Schianti

Luigi Di Maio, perché basta farlo governare per far sparire lui e il M5s

12 Marzo 2018

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Luigi Di Maio

«Ti compra chi non ti conosce», si dice dalle mie parti. E tale espressione spiega in modo incisivo il motivo per cui il M5S ha conseguito uno strabiliante risultato elettorale: li abbiamo votati perché non li conosciamo. Credevamo che «essere nuovi» giovasse alla politica e al Paese e poi abbiamo scoperto che giova soprattutto agli aspiranti politicanti.

Avevamo sperato in Matteo Renzi, giovane e fresco, e ora speriamo in Luigi Di Maio, che fino ad ora si è rivelato bravo solo ad annodare la cravatta. A Luigino perdoniamo tutto, anche il fatto di non sapere fare corretto uso della lingua italiana, elemento ritenuto opzionale dai grilli. Se gli venisse chiesto per quale ragione non sia mai riuscito ad imparare la sintassi, Di Maio risponderebbe serafico: «Ciascuno abbiamo il suo modo da esprimersi». E qualcuno lo applaudirebbe, perché «almeno lui è onesto». Insomma, cosa chiedere di più?

PER DISPERAZIONE
È probabile che il candidato premier stellato faccia una fine persino peggiore del predecessore fiorentino, perché, se da un lato è vero che gli italiani sono boccaloni e si lasciano facilmente irretire dalle chiacchiere e dalle promesse degli ultimi arrivati, dall’altro è evidente che essi non perdonano quando si sentono presi in giro o traditi. Come quando un malato si mette nelle mani di un santone che lo guarisca e ne impedisca il trapasso, così è stata la disperazione a spingere 11 milioni di persone a dare il proprio voto ai pentastellati, confidando nel fatto che ciò avrebbe garantito loro un’entrata sicura in un momento in cui mancano i soldi persino per il pane, ossia il reddito di cittadinanza, in base al quale - lo dice il nome stesso - ad un individuo dovrebbe essere riconosciuto uno stipendio anche se se ne sta in panciolle sul divano, per il solo fatto di essere nato nel Belpaese da genitori italiani e non perché si suda la pagnotta, come facciamo tutti da che mondo è mondo. Fatto altamente diseducativo, che invece di spingere all’impegno, incentiva svogliatezza e pigrizia in una nazione che deve essere rimessa in moto.

MEGLIO ATTENDERE
Ma, a prescindere dall’efficacia o meno di tale misura, l’unica certezza è che codesto sussidio non potrà essere erogato a quei milioni di cittadini che ora lo vogliono, anzi lo pretendono in quanto hanno votato chi lo ha promesso ed assicurato.
Fa bene Renzi a volere restare all’opposizione, è meno scemo di quanto avremmo creduto. Adesso abbiamo davanti a noi un passaggio obbligato: un governo guidato dai 5stelle. Non si può mica fare marcia indietro o aggirare l’ostacolo. Dobbiamo prendere i pop-corn ed assistere alla rovina dell’Italia da spettatori inermi e consapevoli. Insomma, dobbiamo levarci questo dente, perché nulla potrà mai erodere la credibilità di cui gode il Movimento se non il Movimento stesso, che vanta un credito con gli italiani, di fiducia, e ha contratto un debito materiale di diversi miliardi di euro. Una volta che il popolo, avvilito, si accorgerà di essere stato preso per i fondelli, ci saranno 11 milioni di abitanti della penisola incazzati neri con Grillo e Di Maio, ai quali converrà fare le valigie ed espatriare. Solo dopo questa fase ineludibile potremo avere un governo forte che rimetta in piedi l’Italia dalle sue macerie.

Luigino, ti auguriamo di trovare la maggioranza che ti manca. E buona fortuna.

di Azzurra Noemi Barbuto

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Commenti all'articolo

  • gigi0000

    12 Marzo 2018 - 14:02

    La penso anch'io così. Proviamo i grulletti, tanto ormai siamo rovinati e, tra qualche mese, o poco più di un anno, potremmo mandarli a casa per sempre ed a ragion veduta. E' accaduto tante volte, soprattutto dal '94 ad oggi di dover provare Amato, Ciampi, D'Alema, Prodi, Monti, Letta, Renzi, quindi perché non anche Di Maio. Se lo provi lo eviti!

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