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Il sindaco: "No ai diktat"

Berlusconi e Renzi, incontro in settimana

Berlusconi e Renzi a confronto "già questa settimana, giovedì o venerdì". Si cerca l'intesa sulla legge elettorale, ma non solo...

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi

Il tema: la riforma elettorale. In Forza Italia, ancora alle prese con i nuovi organigrammi, una posizione coesa non c'è. L'ultima parola, lo ha spiegato una nota degli azzurri, spetterà a Silvio Berlusconi. Il Cav ha un obiettivo: continuare a poter dire la sua su come superare il Porcellum e, in parallelo, puntare all'election day (europee e politiche). E Berlusconi è convinto di avere in Matteo Renzi un "valido alleato", spiega una fonte azzurra all'Agi, per portare a compimento il progetto. Dunque, per il momento, meglio non legarsi le mani su un modello elettorale definitivo. 

Renzi: "No ai diktat" - Da par suo, il sindaco, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber, spiega: "Se si vuole la legge elettorale, la si può fare entro la fine di gennaio". Un messaggio chiarissimo, rivolto sia al Cav sia a Letta. "Nelle scorse settimane - ha aggiunto Renzi - abbiamo fatto un elenco di questioni aperte. Dopo le primarie ho pensato che sarebbe stato un gesto serio dire che noi facciamo alla svelta, e allora ho messo nero su bianco le proposte del Pd". Quindi si rivolge direttamente a Berlusconi, spiegando che non accetterà alcun diktat: "Abbiamo scritto una lettera dicendo che ci sono tre ipotesi diverse sulla legge elettorale. Il Pd non impone la legge. E non è che le condizioni le possono fare gli altri. Dico confrontiamoci, ma senz mettere dei diktat". Il riferimento è alla recente proposta del Cav, pronto ad appoggiare la riforma in cabio dell'election day. "Diktat da nessuna parte - conclude Renzi -. Non li fa il Pd, non li fa Berlusconi, non li fa nessuno degli altri".

L'incontro - Berlusconi, in attesa di rispondere a quanto detto dal segretario del Pd, per quel che concernte il tipo di riforma vuole lasciare aperte tutte le opzioni. Almeno fino al faccia a faccia con il segretario del Pd, che potrebbe già svolgersi questa settimana. Renzi, infatti, è atteso a Roma tra giovedì e venerdì: l'impegno ufficiale è l'incontro con Enrico Letta per definire il patto di governo, ma secondo fonti ben informate Matteo potrebbe anche incontrare il leader di Forza Italia. Berlusconi, da par suo, dovrebbe lasciare Arcore mercoledì: dal suo entourage dicono che punti moltissimo sull'incontro con Renzi. Per due motivi: dimostrare la sua piena legittimazione politica e mettere in difficoltà il governo con un accordo tra Forza Italia e Pd. L'intesa, pur senza election day nel "pacchetto", per Letta, avrebbe le sembianze di un terremoto.

I timori di Alfano - Se Berlusconi e Renzi trovassero un punto di contatto, infatti, la maggioranza e Nuovo Centrodestra subirebbero un colpo durissimo (il vero obiettivo del Cav). Non è infatti un caso che proprio gli alfaniani chiedano a gran voce che l'accordo su come superare il Porcellum si trovi all'interno della maggioranza di governo. Inoltre Ncd fa notare che è necessario attendere le motivazioni della Consulta, attese per metà gennaio, per capire su quali binari sia possibile muoversi. Alfano e i suoi, comunque, puntano sul modello del "sindaco d'Italia", il più conveniente per i piccoli partiti, che potrebbero assumere grande peso specifico all'eventuale secondo turno elettorale.

I lavori - Il timore di Ncd, infatti, è di vedersi approvare un modello elettorale sfavorevole, che li costringa a bussare nuovamente alla porta di Forza Italia per ottenere spazi in lista. Proprio quello a cui mira invece una larga fetta degli azzurri, che mal digeriscono un ritorno degli alfaniani e che puntano su una riforma modello spagnolo. Tra gli azzurri c'è poi chi predilige un Mattarellum corretto, in prima fila Renato Brunetta. Nel frattempo i vertici del partito, tra cui Denis Verdini, si sono riuniti per analizzare da un punto di vista tecnico tutti i pro e i contro dei tre sistemi promossi da Renzi (spagonolo, Mattarellum e sindaco d'Italia). I lavori proseguiranno mercoledì.

Le conferme - E' in questo contesto che da più parti si suggerisce che l'incontro tra Berlusconi e Renzi possa tenersi a brevissimo, nel dettaglio tra giovedì e venerdì. Per ora, non arriva ancora alcuna conferma ufficiale. "Renzi ha detto che vuole fare incontri bilaterali, penso a partire dai maggiori partiti e quindi noi faremo l'istruttoria tecnico-istituzionale, dopodichè i leader si vedranno e decideranno", ha spiegato Brunetta. "Sono certo che, così come Renzi è stato ad Arcore, Berlusconi sia pronto ad andare a Palazzo Vecchio per discutere con il segretario Pd e magari anche con Grillo della riforma elettorale che ci porterà al voto", ha aggiunto Mantovani.

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Commenti all'articolo

  • ENYATZ

    09 Gennaio 2014 - 20:08

    ...proprio tartufato volevo scrivere ahahahah,of course!!!!

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  • blu521

    09 Gennaio 2014 - 10:10

    Tartufaro. Forse il tartufato sarà lei, a sua insaputa, of course!

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  • ENYATZ

    08 Gennaio 2014 - 21:09

    il primo ammantato da "pensiero delicato"(?) l'altro, che lo segue, si definisce vecchio "tartufato"...fa quasi tenerezza, diciamo vecchi, sicuramente e questo s'era capito, ma se restate, sulla tastiera, le gno@@@e, le potete solo sognare, con ciò, che ne segue;abbiate più rispetto della figura femminile. numero 10......lei solo a mi@@@@@e,può ambire, altro che berlusconi!!! che squallore.

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  • blu521

    08 Gennaio 2014 - 19:07

    E dai, te e il nano? E' improponibile! Penso che se gliela mandi se la ricicla subito. Te sei troppo onesto per il tanghero. Comunque il pensiero è delicato, sì mi piace. Però detto tra vecchi tartufari: la gnocca è gnocca, sono in totale sintonia. E se poi è un po' mignotta, che male c'è? Anzi! Stammi bene, vecchio camerata

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