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Veleni senza fine

Pd, i renziani: "Letta vada via dal partito e faccia il centro con Alfano"

Alfano e Letta

Alfano e Letta

"Letta va fino in fondo? Va bene, vuol dire che cadrà in aula anche a costo di tornare al voto con questa legge elettorale. Facesse la Dc lui con Alfano…”. La dichiarazione di guerra arriva da un fedelissimo di Renzi. Il tutto dopo l’incontro di oltre un’ora a Palazzo Chigi con Enrico Letta. Non è andata bene. "Ormai è iniziata la guerra termonucleare tra Enrico e Matteo, ne resterà solo uno”, sorride nervoso un altro del Pd parlando con l'Huffingtonpost. Insomma la tensione nel Pd è alle stelle.  Il premier non molla, anzi rilancia. Renzi incassa. Riunisce i suoi alla sede del Pd. E la frase che gira di più tra i tavoli del Nazareno è una sola:  “Ora il disegno di Letta è chiarissimo: vuole rifare la Dc con Alfano”.

Letta vada con Alfano - Insomma qualcuno imbeccato probabilmente da Renzi comincia a pensare che Letta debba farsi da parte e che debba lasciare pure il Pd. I veleni che vengono dal Nazareno ormai sono incontrollabili. "Vuole marcare definitivamente la distanza tra se stesso e il Pd per rimettere insieme una ‘cosa’ di centro, pronta anche al voto con questa legge elettorale proporzionale…. Matteo voleva bloccare il nuovo disegno democristiano – spiegano all'Huffpost ancora in Transatlantico i renziani – Ecco perché ha forzato la mano per portare definitivamente il Pd nel Pse…”. E su una fuga di Letta verso il centro arrivano pure le parole di Angelino Alfano che non assicura la sua fiducia ad un esecutivo guidato da Renzi: "Se il termine "eventuale" accostato al "governo Renzi sarà tolto nelle prossime ore, rifletteremo e ragioneremo, ma non diamo nulla per scontato". Un'altra bomba che rischia di far saltare completamente tutto.

Salta tutto - Se Letta dovesse mollare il Pd per mano di Renzi e dovesse fuggire verso il centro difficilmente Renzi potrebbe fare un governo con la fiducia di Alfano. E lo stesso Angelino con una "parentela" con Letta metterebbe a rischio la solidità della coalizione di centrodetstra. Insomma se Angelino ed Enrico dovessero dare vita ad un nuovo centrino, il terremoto politico sarebbe senza precedenti. Il Pd perderebbe una fetta dei suoi elettori. Ma anche Silvio avrebbe qualche problema con la fuga dalla coalizione degli alfaniani. 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • stonefree

    13 Febbraio 2014 - 20:08

    letta torna democristiano è nato lì era andato via solo per non entrare in forza italia con berlusconi padrone ma che ha subìto uno smacco indimenticabile si ,messo da re giorgio e fatto fuori da 113 persone per di piu amici di partito.

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  • mala tempora currunt

    13 Febbraio 2014 - 15:03

    Il nuovo che avanza.....peggio dei peggiori democristiani!!!!!! Ma andate a farvi fottere buffoni!!!! Il nuovo che avanza.... Da morire dal ridere...tra le barzellette migliori che abbia mai sentito....ah ah ah!!!!!

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  • antonimo

    13 Febbraio 2014 - 12:12

    Il compito che la finanza ha affidato prima a Monti, poi a Letta ed ora a Renzi, è quello di "asfaltare" gli italiani. Il solo problema è costituito da quel numero di cittadini che ancora hanno dei dubbi in proposito.

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  • francocorica

    12 Febbraio 2014 - 18:06

    Quando non hanno nulla da dire, i sinistri passano all'insulto, da perfetti maleducati. Lo spettacolo di queste ore è una vera e propria commedia degli inganni, delle imboscate, dei tranelli. La sinistra italiana, in tutte le sue accezioni, non è in grado di governare questo paese. Altri lo hanno fatto con risultati altalenanti e a volte anche poco apprezzabili rispetto agli impegni assunti, tuttavia fino a questo punto nessuno era mai giunto. Anzi nel '98 c'era arrivato quel sapientone di Massimo D'Alema e sappiamo tutti come andò a finire. Certo rivotare con la legge che è piaciuta ai parrucconi della Consulta è un vero dramma, però se non ci resta altro, almeno si ristabiliranno i rapporti di forza, si eleggerà un Presidente della Repubblica veramente super partes, e poi si trovi un accordo forte davanti al paese tra le forze politiche più rappresentative. Il tempo necessario per fare le riforme e si torni al voto dove uno vince e l'altro perde.

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