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Crisi: suicidi +2,1% nel 2010, una vittima al giorno tra disoccupati e imprenditori

Cronaca

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Roma, 17 apr. (Adnkronos) - Suicidi ancora in aumento nel 2010, con una vittima al giorno tra chi ha perso il lavoro e una tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi. A quanto emerge dal secondo rapporto Eures 'Il suicidio in Italia al tempo della crisi', si confermano, dunque, anche nel 2010 i numeri record dei suicidi per motivi economici, che colpiscono soprattutto il Centro-Nord: se infatti il rischio suicidario e' piu' alto a Nord, al Centro e' crescita record. Cresce inoltre la vulnerabilita' nella fascia 45-64 anni, mentre tra gli uomini separati e divorziati rischio suicidario 15 volte la media.

In particolare, sottolinea Eures, dopo l'aumento dei suicidi registrato nel 2009 (+5,6% rispetto al 2008), nel 2010 la crescita del fenomeno si attesta sul +2,1%: i suicidi accertati in Italia (fonte Istat) salgono a 3.048 (sono stati 2.986 nel 2009 e 2.828 nel 2008), ''evidenziando un acuirsi della vulnerabilita' complessiva del corpo sociale''.

Tale incremento, che investe trasversalmente la popolazione, coinvolge la componente maschile (+2,4%) in misura maggiore di quella femminile (+0,9%), consolidando la caratterizzazione al maschile del fenomeno: nel 2010 l'indice di rischio suicidario risulta tra gli uomini 4 volte superiore a quello delle donne (8,2 a fronte di 2,1). I suicidi degli uomini (2.399 in valori assoluti) arrivano a rappresentare il 78,7% del totale, a fronte del 21,3% di quelli femminili (649 in termini assoluti), raggiungendo l'indice di mascolinita' (maschi/100 femmine) il valore record di 369,6 (era pari a 241,5 nel 1990 ed a 301 nel 2000). (segue)

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