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Il lato oscuro dello sbarco in Normandia

D-Day, libro dello storico Beevor, ricostruisce i crimini di guerra degli alleati

Il lato oscuro dello sbarco in Normandia

E' considerata una delle operazioni militari più oculate, spettacolari ed efficaci della letteratura bellica. Ora, però, sullo sbarco di Normandia emergono anche i crimini di guerra compiuti dalle truppe alleate. che "uccisero spietatamente i soldati tedeschi che si erano già arresi".
Ad affermarlo il libro dello storico inglese Anthony Beevor "D-Day: The battle for Normandy", di cui il settimanale 'Der Spiegel' pubblica ampi stralci. Lo storico cita le dichiarazioni di numerosi soldati britannici, canadesi e americani, da cui risulta che gli Alleati oltre ad uccidere i prigionieri tedeschi, compresi i feriti, in molti casi avevano usato i soldati della Wehrmacht ed i militari delle Waffen-SS come scudi umani, oppure li avevano costretti ad avanzare in avanscoperta sui terreni minati. Il settimanale di Amburgo scrive che la massa di prove documentali raccolte da Beevor è "schiacciante" e tra i massacri compiuti cita quello del villaggio di Audouville-la-Hubert, dove i paracadutisti alleati assetati di vendetta per le perdite subite falciarono 30 soldati della Wehrmacht.
Lo studioso britannico riporta nel suo libro numerosi racconti di soldati alleati, che, pur essendo disponibili da molti anni, sono sempre stati accuratamente ignorati dagli altri suoi colleghi, nell’obiettivo evidente di non gettare un’ombra su uno dei fatti d’armi più gloriosi della storia. A dar manforte a Beevor è anche lo storico tedesco Peter Lieb, dalle cui ricerche è emerso che in occasione del D-Day molte unità alleate avevano ricevuto l’ordine di non fare prigionieri. Tra gli episodi citati dallo studioso tedesco c'è il fatto che durante lo sbarco americano a "Omaha Beach" vennero fatti prigionieri solo 130 tedeschi, dei quali appena 66 vennero poi condotti in un campo di raccolta. Sul motivo per cui tra i prigionieri tedeschi figuravano così pochi componenti delle Waffen-SS lo storico cita un rapporto del XXX Corpo d’armata inglese, in cui è scritto che "molti di essi meritavano in ogni caso di essere fucilati e loro lo sapevano".

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Commenti all'articolo

  • sorciverdi

    07 Maggio 2010 - 14:02

    Gentile sidereus40, la questione non è come la la sta ponendo lei: è chiaro che in guerra succede di tutto e di peggio, però sono pur vere due cose e cioè 1) la storia la scrivono i vincitori e quindi è lecito dubitarne; 2) gli Alleati hanno avuto la mano pesantissima con i civili "nemici": Hiroshima, Nagasaki ma anche Dresda, la pineta di Tombolo, le città bombardate solo per terrorizzare i civili, le bombe travestite da giocattoli per spappolare le mani ai bambini. Le ricordo che anche i militari Italiani del regno del sud furono mandati allo sbaraglio sui campi minati: è civiltà questa? Ciò che voglio dirle è un vero vincitore si comporta diversamente, altrimenti è solo un occupante. Saluti

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    03 Maggio 2010 - 20:08

    Caro amico, dopo l'avvenuto sbarco in Sicilia, decine di migliaia di noi soldati ci ritirammo a piedi verso il continente. Attraversai Regio di Calabria irriconoscibile dai bombardamenti subiti e dai tanti cadaveri giacenti sulle strade. A pochi chilometri da Regio cèra una tradotta che ci avrebbe portato a Manduria come posto di raccolta delle truppe in ritirata; molti soldati vi salirono sopra ma, lo scrivente ebbe i suoi dubbi acclarati dopo poco, da un terribile spezzonamento e mitragliamento a bassa quota sul treno in partenza pieno zeppo di poveri figli di madri; fù una carneficina indescrivibile. Gli Americani si divertivano a uccidere tutti i soldati in movimento, era come giocare al tiro a segno. Di queste scene ne ho viste e subite tante ,penso dalle due alle tre al giorno fino a quando non siamo rientrati in sede per poi, dopo pochi mesi, ricominciare a scontrarci con i Tedeschi che chiamavano nazisti ma,per noi soldati erano e rimangono solo tedeschi. cari saluti.

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  • decimino

    03 Maggio 2010 - 11:11

    A quando una "Norimberga" per questi assassini rimasti non solo impuniti per oltre sessant'anni ma addirittura esaltati come "liberatori"; non tanto per farli finire in galera - che non mi interessa assolutamente - ma al solo scopo di ristabilire la verità storica. Una libertà che gronda del sangue innocente dei civili morti sotto i bombardamenti induiscriminati su città che avevano il solo valore strategico di spargere il terrore e dove non v'erano obiettivi militari. Evidentemente le Foibe, Katyn, Malga Porzus, gli stupri dei marocchini in Lazio nel 1944, le "rappresaglie" degli americani in Giappone (con morti di gran lunga superiiori di quelli delle Fosse Ardeatine), le stragi commesse dopo il D-Day, ecc (kl'elenco sarebbe lungo assai) fino a quando devono continuare a restare sconosciute al grande pubblico? Grazie Libero per questa goccia di verità.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    30 Aprile 2010 - 15:03

    Vi racconto un fatto accadutomi il 5 aprile 1943 in Sicilia Aeroporto di guerra di Chinisio, tra Trapani e Marsala. Era da poco passata l'ora del rancio,quando, improvvisamente,mentre pulivo la gamella,avevamo mangiato cannolicchi al sugo e per secondo fagioli al tonno, sentii un rumore assordante e alzati gli occhi al cielo vidi che il sole era stato oscurato da centinaia di aerei da bombardamento e spezzonamento a due fusoliere che,in un attimo, crearono l'inferno dei vivi. Bombe,spezzoni, mitragliamenti a bassa quota in cerca di noi militari. I compagni morti non si contavano più,cera una strada che portava all'aeroporto,dove ai lati, si sommavano lenzuoli bianchi con dedntro un cadavere. Ma quello che mi è rimasto impresso che un aereo si accanì contro un gruppo di tre soldati tra i quali lo scrivente, in due picchiate falcidiò i miei due compagni e non contento, mi cercò dappertutto per uccidermi,mi gettai in una buca coprendomi con un cadavere, soddisfatto se ne andò.

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