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Libri, optional tra gli arabi

Uno ogni 12mila persone

Libri, optional tra gli arabi
 Che la cultura sia un optional nella gran parte del mondo arabo è cosa risaputa. E che meno informazione corrisponda a una maggiore gestione del cittadino non è certo una novità. E a questo punto ai più forse non risulterà sorprendente che nel mondo arabo il rapporto libro-cittadini è di uno a 12.000, mentre in quello britannico è di un libro ogni 500 persone e in quello tedesco tedesco di uno ai 900. Il tasso di lettura, nel vicino medio oriente è dunque inferiore al 4 per cento.
A darne notizia è il primo rapporto arabo sullo sviluppo cuilturale, che sarà pubblicato prossimamente al Cairo dalla Fondazione sul pensiero arabo, presieduta dal principe saudita Khaled Al Faisal. Il rapporto, alcuni contenuti dei quali sono anticipati dal quotidiano panarabo Asharq Al Awsat, consta di 700 pagine, prende in considerazione cinque argomenti: l'insegnamento superiore nei paesi arabi, i media arabi (stampa, tv, internet), scrittura ed edizioni in 18 paesi arabi, la creatività araba nel 2007, il bilancio della vita culturale nel mondo arabo lo scorso anno.
Secondo il rapporto il tasso di accesso all'insegnamento universitario non supera il 21,8 per cento, rispetto al 91 per cento della Corea del Sud, al 72 dell'Australia, al 58 di Israele. Il più alto è registrato negli Emirati Arabi Uniti, con il 76 per cento, nel Bahrein, 68, in Libano, 62, Arabia Saudita, 49, ed Egitto, 45. L'Egitto è il primo paese arabo nello studio delle scienze sociali e umane, con poco meno dell'80 per cento degli iscritti alle università. A proposito dei blog, gli arabi ne hanno 490.000, lo 0,7 per cento al mondo, l'Egitto 162.000 (31 per cento dei blog arabi). Le catene tv satellitari arabe in funzione sono 482. Di queste il 19 per cento sono religiose, il 18 musicali mentre il 4,8 diffonde programmi culturali.

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Commenti all'articolo

  • angeloparatico

    20 Novembre 2008 - 12:12

    Parafrasando Mussolini, possiamo dire che finche' ci saranno gli Arabi, noi Italiani, non saremo mai gli ultimi.

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