Cerca

APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO

Quando una diagnosi precoce
arriva proprio dall'odontoiatria

Le conseguenze legate al disturbo del sonno – come le apnee ostruttive – sono correlate a delicate patologie come l’obesità e il diabete e aumentano il rischio di incidenti stradali

17 Aprile 2018

0
Quando una diagnosi precocearriva proprio dall'odontoiatria

I casi di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (osas, acronimo di Obstructive sleep apnea syndrome) registrano un forte aumento nel nostro Paese e la patologia rappresenta il più frequente tra i disturbi respiratori del sonno. La sindrome si manifesta attraverso reiterati episodi di ostruzione, parziale o completa, delle vie aeree superiori ed è un problema che ancora oggi non è trattato in maniera adeguata per le conseguenze che esso comporta e talvolta risulta sotto diagnosticato. Infatti, il disturbo comprende una vasta gamma di sintomi 'diurni' rappresentati, nei casi più semplici, da cefalea o eccessiva sonnolenza, sino ad approdare alle conseguenza più drammatiche che includono un elevato rischio di incidenti stradali, da 3 a 8 volte superiore rispetto alla norma della popolazione non affetta dalla patologia, deficit cognitivi che inficiano sulla memoria, la concentrazione e l’attenzione, per arrivare, in casi limite, ad un calo dell’umore o all’impotenza sessuale.

L’osas, inoltre, può aumentare il rischio di morte per cause cardiovascolari, come ictus o infarto del miocardio, è correlata al diabete nell’86 per cento dei casi, all’obesità nel 60 per cento dei casi, ed è tra le problematiche associate all’ipertensione arteriosa. In Italia sono oltre 6 milioni le persone affette dalla patologia, in particolar modo uomini in età lavorativa (dai 40 ai 70 anni), mentre le donne ricoprono una percentuale del 2 per cento e ne sono affette soprattutto in menopausa o in caso di diabete ed obesità. Tali dati sono emersi in occasione del 25° Congresso nazionale del collegio dei docenti universitari di discipline odontostomatologiche (Cduo) nel corso del simposio Dental Sleep Medicine 2.0: scenario attuale e prospettive future, coordinato dalla professoressa Antonella Polimeni, presidente del congresso e direttore del dipartimento testa collo del Policlinico Universitario Umberto I, in collaborazione con le società scientifiche SIOCMF, SIMSO, SIOeChCF e SICMF. I sintomi principali del disturbo sono russamento, pause respiratore nel sonno, risvegli accompagnati da senso di soffocamento, sonno notturno agitato, costante stimolo ad andare in bagno durante le ore notturne, bocca secca e abbondante sudorazione: in ambito diagnostico l’odontoiatria si rivela fondamentale nel precoce riconoscimento della patologia grazie alla valutazione dello stato di salute dentale e paradontale, delle eventuali occlusioni dentali, della funzionalità delle articolazioni temporo-mandibolari e dei muscoli masticatori, nonché la compresenza di patologie associate quali bruxismo, reflusso castro-esofageo e dolore oro-facciale. Una corretta procedura diagnostica, infine, prevede uno studio multidisciplinare dei singoli casi, coinvolgendo l’ambito della medicina del sonno, della pneumologia, cardiologia, otorinolaringologia, chirurgia maxillo-facciale e odontoiatria.

“Come indicato nella linee guida ministeriali, l’odontoiatra ha il ruolo di ‘sentinella diagnostica’ nel riconoscere precocemente eventuali segni e sintomi riconducibili alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno - ha dichiarato Antonella Polimeni, coordinatrice del gruppo di lavoro che ha realizzato con il Ministero della Salute le linee guida nazionali per la prevenzione ed il trattamento odontoiatrico della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno – La diagnosi, clinica e strumentale, e la decisione del percorso terapeutico per russamento e Osas è multidisciplinare, tuttavia la decisione sull'utilizzo e sulle caratteristiche del dispositivo orale sono di competenza dell'odontoiatra il quale, in caso di Osas lieve o moderata, può applicare un dispositivo intraorale a scopo terapeutico.”

Le conseguenze dell’osas si ripercuotono non soltanto in ambito sanitario, ma anche sociale ed economico: uno studio condotto in collaborazione con l’Istituto superiore si sanità ha permesso di stimare a circa 840 milioni di euro l’anno l’ammontare dei costi socio-sanitari relativi a incidenti stradali le cui cause sono riconducibili al disturbo del sonno e l’aumento dei costi è associato anche al trattamento delle malattie cardiovascolari e metaboliche correlate ad esso e all’elevato rischio di complicanze perioperatorie a cui i pazienti affetti sono esposti. Risale al 2014 la stesura delle Linee guida stilate dal Ministero della salute recanti raccomandazioni e indicazioni evidence based in grado di garantire la corretta gestione odontoiatrica della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno negli individui adulti. Il documento è stato realizzato da un gruppo di esperti operante presso il Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione del Ministero della salute (D.D. del 23 gennaio 2014), che ha dato mandato di coordinamento dell’attività alla professoressa Antonella Polimeni. (FEDERICA BARTOLI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media