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"Breakthrough", la serie che mostra come la scienza cambierà le nostre vite

"Breakthrough", la serie che mostra come la scienza cambierà le nostre vite

Eravate stanchi di serie tv di pura fantasia oppure ispirate a storie vere ma di cronaca? O vi annoiava che l’approfondimento scientifico televisivo fosse da sempre affidato ai classici show di pura divulgazione? Benedite Ron Howard, che ha shakerato i due generi televisivi e tirato fuori dal miscelatore la serie tv scientifica. Si chiama Breakthrough - La scienza rivoluzionaria, e da noi esordisce su National Geographic Channel. Alle 21:55, andrà in onda per altri cinque lunedì sul canale 452, per la Sky Box HD, e sul 403 per la Sky Box (e sarà replicata nel corso della settimana).

L’idea è semplicemente geniale. Registi d’eccezione per una serie che indaga sulle scoperte tecnologiche che caratterizzeranno il futuro più prossimo. Non si parla di scoperte come lo smartphone né di questioni in fondo voluttuarie come «C’è vita su Marte?». Ma di situazioni che già viviamo, che comportano un enorme impatto sull’esistenza umana e che Ron Howard ha pensato di sviscerare. Giustapponendo ai pericoli che esse comportano le più rivoluzionarie soluzioni tecnologiche che, in qualche parte del mondo, qualcuno sta studiando e realizzando. La prima puntata è dedicata alle epidemie come HIV ed ebola. Diretto da Peter Berg, l’episodio porta all’attenzione del pubblico preziosi dialoghi con la dottoressa Maria Croyle, che sta realizzando un vaccino contro l’ebola che si somministra come un normale spray nasale. La puntata di lunedì prossimo è Uomo o robot? Affidata alla regia di Paul Giamatti, il magnifico attore che stavolta si è misurato con un argomento non da poco,  ovvero: come il robot può aiutare l’uomo a vivere meglio, permettendogli di superare le invalicabili limitazioni imposte da corpo
e mente?

Non stiamo parlando di bambole gonfiabili robot per «uomini soli», come direbbero i Pooh, sullo stile di Caterina nel film con Alberto Sordi Io e Caterina. Ma di questioni più pregnanti, come lo sviluppo dell’esoscheletro, che permetterà a persone con lesioni spinali o prive di arti di camminare nuovamente (se ne era visto un prototipo anche in Grey’s Anatomy, una serie tv di fantasia tra le più attente ai reali sviluppi della medicina). Imperdibile anche l’episodio sui segreti della mente. Diretto da Brett Ratner, esplorerà, con l’ausilio del dottor Steve Ramirez, la possibilità di intervenire in maniera risolutiva su malati in coma, affetti da Alzheimer, epilessia, depressione, disturbo post traumatico, «manipolando» ricordi e funzioni del cervello rese inattive dalla patologia. Ron Howard si è preso la regia dell’episodio forse più interessante, Il segreto della longevità. Ovvero come rendere la vita più lunga impedendo alle cellule di degenerare anzitempo oppure secondo la cronologia cui siamo ormai abituati, per la quale è raro immaginare centoquarantenni vivi e alle condizioni dei nostri settantenni. 

Lodevole che l’obiettivo di Breakthrough, dopo lo zoom sull’essere umano, faccia una panoramica anche sul suo ecosistema, ossia il pianeta. Le ultime due puntate saranno dedicate alle nuove energie e all’emergenza acqua. A dirigere la prima, Akiva Goldsman, che si è inoltrata a scoprire quali fonti di energia pulita potrebbero sostituire i carburanti fossili, anche oltre quelle che già conosciamo: l’ingegnere Louis Michaud, per esempio, sta studiando una macchina per ricreare tornado di cui accumulare e utilizzare in seguito e in tutta tranquillità l’energia prodotta. Angela Bassett si occuperà dell’emergenza acqua. È un tema vicino anche a noi, per via delle sempre più frequenti siccità che distruggono l’agricoltura. Tramite Aaron Mandell conosceremo l’utilità del desalinizzatore d’acqua ad energia solare che permetterebbe di risolvere molti problemi anche nei Paesi messi peggio dei nostri, quelli che sono privi anche di acqua potabile. Arturo Vittori, che vedremo sempre in questa puntata, sta
lavorando alla torre di bambù che sfrutta l’escursione termica tra giorno e notte per condensare umidità e trasformarla in acqua potabile per esempio in Etiopia, dove l’inesistenza di reti idriche e fognarie rende fortemente infettabile dai batteri delle feci le riserve di acqua piovana. La regista Bassett ha dichiarato: «Scienza e tecnologia sono importanti per il nostro futuro. È molto interessante acquisire una maggiore consapevolezza su questi argomenti. E anche non essere fatalistici, perché ci si può sentire così, ma lavorare con gli scienziati, ascoltare gli scienziati che stanno innovando e trovando soluzioni. Questo mi fa sperare». Fa sperare anche noi.

di Gemma Gaetani

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