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 Beppe D'Elia
venerdì 6 novembre 2026

Beautick, quando l’hairstyling diventa couture

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DANIELA MASTROMATTEIDaniela Mastromattei è caposervizio di Libero dove si occupa di attualità, moda e costume, adesso anche "in prestito" alla politica. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata
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Una volta era il parrucchiere (coiffeur per le parigine). Oggi si chiama hair stylist e va ben oltre un taglio e una messa in piega. Intuizione, studio delle proporzioni, scelta dei colori, disciplina delle mani e infine la forma: inattesa, teatrale, perfettamente compiuta. È in questo passaggio quasi alchemico dall’idea alla creazione che Beautick riconosce la propria identità. Dal primo al 3 novembre Milano ha ospitato la decima edizione di Selected by Day, l’appuntamento annuale con cui la luxury beauty company fondata nel 1993 riunisce la propria community internazionale.

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Tre giornate dedicate alla formazione, alla ricerca e alla condivisione, costruite attorno a un principio molto italiano: la tecnica raggiunge la sua espressione più alta quando incontra la sensibilità artigianale. «È un laboratorio del savoir-faire che porta il Made in Italy sulla scena internazionale», spiega Beppe D’Elia, Ceo e founder di Beautick. Una definizione che racchiude la natura dell’evento: accademia professionale, luogo d’incontro e palcoscenico creativo, nel quale l’hairstyling supera la funzione di servizio per diventare linguaggio.

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Il tema scelto per il 2026? L’universo dei pianeti, una geografia celeste tradotta in volumi, colori, superfici e suggestioni materiche. Il cosmo come territorio per sperimentare nuove forme di bellezza. La prima giornata è stata dedicata al prêt-à-porter e ai master Beautick, professionisti cresciuti all’interno del brand e interpreti di una filosofia fondata sulla personalizzazione. «Non esiste una tendenza, ogni creazione racconta una bellezza contemporanea e portabile, dove il lavoro di ricerca non ne cancella l’identità individuale», racconta D’Elia. Per Beautick, infatti, ogni progetto nasce dall’ascolto della persona: il virtuosismo tecnico acquista valore soltanto quando riesce a mettersi al servizio di chi lo indossa. Il secondo giorno ha spostato il racconto verso la couture: protagonista Beppe D’Elia che ha immaginato sette teste artistiche ispirate ad altrettante visioni planetarie. Costruzioni complesse, concepite come autentici pezzi unici: ciascuna sviluppata attraverso un processo di progettazione che ha coinvolto equilibrio, materia, geometria e dettaglio. Qui il capello è diventato fibra da scolpire, architettura effimera, superficie sulla quale la luce disegna prospettive sempre diverse. La couture, del resto, non coincide semplicemente con l’eccesso scenografico. È un’attitudine che avvicina l’hairstyling all’alta moda e restituisce centralità alla manualità in un’epoca sempre più sedotta dalla velocità.