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Napoli, tensioni nello spogliatoio. La frecciata di Politano ai compagni stranieri: "Sempre noi italiani"

di Walter Pescivenerdì 6 novembre 2026
Napoli, tensioni nello spogliatoio. La frecciata di Politano ai compagni stranieri: "Sempre noi italiani"

2' di lettura

Il 4-1 incassato contro il Porto ha fatto saltare gli equilibri, ma soprattutto ha portato a galla una frattura che covava da tempo. In casa Napoli lo spogliatoio è diventato una polveriera: tra discussioni in campo, dichiarazioni al vetriolo e responsabilità rimpallate tra giocatori, allenatore e società, la sconfitta in Champions League rischia di lasciare strascichi ben più pesanti del risultato. La prima scintilla è arrivata durante la partita, con il faccia a faccia tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca. Un diverbio acceso, nato da un movimento sbagliato dell'attaccante e proseguito con una risposta stizzita al rimprovero del belga. 

Ma il peggio è arrivato davanti alle telecamere. Massimiliano Allegri ha difeso la prestazione, sostenendo che la squadra avesse giocato bene per circa 70 minuti. Una lettura che Rasmus Hojlund ha respinto senza giri di parole: "Non sono d'accordo". Il centravanti danese ha poi allargato il discorso: "Tutti dobbiamo guardarci allo specchio", coinvolgendo anche la società nella necessità di assumersi le proprie responsabilità. Non meno pesante lo sfogo di Scott McTominay, autore dell'unica rete azzurra. Lo scozzese non ha nascosto la rabbia per l'ennesima sconfitta: "Gli infortuni fanno parte del calcio ma ne abbiamo davvero troppi". 

Un problema che, secondo il centrocampista, non può comunque diventare un alibi. Il messaggio è chiaro: serve una reazione collettiva, a partire dal rendimento nelle due aree di rigore. A mettere altra tensione ci ha pensato infine Matteo Politano, che ha chiamato in causa i compagni stranieri: "Mi piacerebbe che ogni tanto venisse qualche altro compagno di squadra in tv, non sempre noi italiani". Una richiesta di maggiore esposizione che ha reso ancora più evidente il malumore interno. La sensazione è che la sconfitta abbia riaperto vecchie crepe, già emerse nella passata stagione dopo il ko di Bologna. Adesso il Napoli deve ritrovare compattezza prima che la crisi diventi irreversibile.