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Dal campo alla tavola: sapete cosa mangiano i vostri bimbi? Alla scoperta dei grani antichi e non solo..
martedì 13 ottobre 2026

Dal campo alla tavola: sapete cosa mangiano i vostri bimbi? Alla scoperta dei grani antichi e non solo..

Paola Natali
10' di lettura

Care mamme, confessione di gruppo: quante volte ci siamo ritrovate davanti al frigorifero, magari alle sette di sera, a domandarci che cosa preparare per cena? E quante volte abbiamo cercato di convincere i nostri figli che sì, assaggiare qualcosa di diverso dalla solita pasta in bianco non è poi così terribile? Tra corse al supermercato, merende da preparare, impegni scolastici e giornate che sembrano non finire mai, portare in tavola un'alimentazione varia ed equilibrata può diventare una vera impresa. Eppure, dietro un piatto di pasta, una fetta di pane o una semplice torta fatta in casa, c'è un mondo tutto da scoprire.Sappiamo davvero da dove arriva la farina che utilizziamo? Ci siamo mai chieste quanto tempo e quanto lavoro siano necessari per trasformare un piccolo seme in qualcosa che finisce sulle nostre tavole? E soprattutto, come possiamo insegnare ai bambini a conoscere il cibo, apprezzarne i sapori e sviluppare abitudini alimentari consapevoli senza trasformare ogni pasto in una trattativa internazionale?

Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per i grani antichi, varietà di cereali che raccontano una storia fatta di tradizioni agricole, biodiversità e conoscenze tramandate nel tempo. Frumenti come il Gentil Rosso, l'Ardito e il Mentana ci invitano a riscoprire il nostro patrimonio agricolo e ad ampliare la varietà delle coltivazioni e degli alimenti che portiamo in tavola.  Perché educare i bambini all'alimentazione non significa soltanto convincerli a mangiare le verdure, ma aiutarli a capire da dove arriva ciò che mangiano, come nasce e quanto lavoro si nasconde dietro ogni ingrediente. E quale modo migliore per farlo se non attraverso un'esperienza da vivere insieme? Immaginate un luogo in cui i bambini possano sporcarsi le mani con la terra, osservare le coltivazioni, scoprire i segreti dei cereali e capire che il cibo non nasce sugli scaffali del supermercato. Un luogo in cui le mamme possano condividere esperienze, trascorrere del tempo di qualità con i propri figli e ritrovare il piacere di rallentare, almeno per qualche ora. È questo lo spirito della Cascina Claudina, un'azienda agricola che unisce la produzione di cereali alle attività didattiche e sociali, trasformando l'agricoltura in un'occasione di incontro, scoperta e apprendimento.

Qui la natura diventa una maestra speciale: insegna il rispetto delle stagioni, il valore della pazienza, l'importanza della collaborazione e la bellezza delle cose che crescono lentamente. A guidarci in questo viaggio è Maria Antonia Ceriani, mamma di quattro figli, imprenditrice agricola e quarta generazione della sua famiglia impegnata nella coltivazione dei cereali alla Cascina Claudina. Nel 2015 Maria Antonia ha scelto di lasciare un lavoro stabile per tornare alla terra e dare nuova vita all'azienda agricola di famiglia. Una decisione che nasce da un sogno personale, ma che affonda le radici nella sua storia familiare e nel desiderio di trasmettere ai figli un patrimonio prezioso. «Prendere quella decisione ha significato rendere concreto un sogno che avevo nel cassetto da qualche tempo, ma che non aveva ancora trovato l'occasione giusta per diventare realtà. Sono la quarta generazione della famiglia Ceriani che coltiva cereali alla Cascina Claudina e, senza dubbio, le mie origini contadine hanno avuto un ruolo fondamentale. Qui sono cresciuta, osservando l'esempio costante e fiducioso di mio papà».

Una scelta che non riguarda soltanto il lavoro, ma un vero e proprio stile di vita, condiviso con tutta la famiglia. «Proprio come è stato trasmesso a me, sento il dovere di trasferire questo patrimonio anche ai miei figli, insegnando loro a prendersene cura». Un'eredità che non si misura soltanto in ettari di terreno, ma anche nei valori che passano da una generazione all'altra. Perché ci sono cose che non si possono acquistare già confezionate: si coltivano, si custodiscono e si trasmettono giorno dopo giorno. Alla Cascina Claudina la tradizione non è un ricordo da conservare in una vecchia fotografia. È qualcosa che continua a vivere nei campi, attraverso il recupero di varietà antiche di frumento come Ardito, Gentil Rosso e Mentana. Maria Antonia ha iniziato a recuperarne la coltivazione nel 2016, con l'obiettivo di valorizzare varietà che fanno parte della storia agricola del territorio. «Abbiamo recuperato queste tre varietà antiche a partire dal 2016. Sono frumenti teneri molto resistenti e capaci di adattarsi a diverse condizioni climatiche e di terreno: oggi diremmo che sono piante resilienti». La riscoperta di questi cereali rappresenta un'opportunità per preservare la biodiversità agricola e conoscere meglio le caratteristiche delle diverse varietà. «Il recupero della loro coltivazione è importante proprio per queste caratteristiche, ma anche perché ci permette di offrire un'alimentazione varia e genuina, attraverso prodotti meno raffinati. Credo sia importante riscoprire queste varietà e il valore che possono avere nella nostra alimentazione».

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Ecco una bella occasione per noi mamme: trasformare la curiosità in un'esperienza da condividere con i bambini. Possiamo mostrare loro chicchi diversi, raccontare come nasce la farina, preparare insieme il pane o coinvolgerli nella realizzazione di una torta. Magari all'inizio ci sarà un po' di farina sul pavimento, qualche impronta sul tavolo e un impasto che sembrerà avere una vita propria. Ma niente paura: non stiamo cercando di conquistare una stella Michelin, bensì di divertirci e imparare insieme! Perché conoscere il cibo significa anche sviluppare curiosità verso ciò che mangiamo, scoprire nuovi sapori e comprendere il legame tra agricoltura, ambiente e alimentazione.

Quando acquistiamo pane, pasta o farina, raramente pensiamo a tutto ciò che è successo prima che questi prodotti arrivassero nel nostro carrello. Eppure, dietro ogni alimento ci sono semi, terreno, condizioni climatiche, tecniche di coltivazione e lavorazioni. Alla Cascina Claudina il percorso comincia nei campi e prosegue fino alla trasformazione dei cereali, grazie anche al mulino a pietra aziendale. Una filiera che permette di seguire le diverse fasi della produzione e di conoscere meglio le materie prime utilizzate. «Per rispettare l'ambiente e la salute dei cittadini, la scelta delle sementi e le modalità di coltivazione devono tenere conto delle caratteristiche delle diverse varietà e delle condizioni climatiche in cui crescono», spiega Maria Antonia. «L'attenzione e la cura nelle lavorazioni, sia nei campi sia nel laboratorio di trasformazione, contribuiscono a ottenere prodotti di qualità. Sono aspetti fondamentali quando parliamo di alimenti sani e genuini, destinati alle famiglie e alla crescita dei bambini e dei ragazzi».

Conoscere la provenienza degli ingredienti, leggere le etichette e variare gli alimenti che portiamo in tavola sono piccoli gesti che possono aiutarci a compiere scelte più consapevoli. Senza ansie e senza sensi di colpa, però! Perché l'alimentazione deve essere prima di tutto un'esperienza serena, fatta di equilibrio, varietà e piacere di stare insieme. E se qualche sera la cena sarà una soluzione veloce, nessuna mamma dovrà sentirsi in difetto. La consapevolezza alimentare non richiede la perfezione, ma la voglia di conoscere e migliorare le proprie abitudini, un passo alla volta.

Essere mamma di quattro figli significa confrontarsi ogni giorno con esigenze, gusti e ritmi diversi. E proprio la maternità, insieme al lavoro agricolo, ha rafforzato in Maria Antonia l'attenzione verso la qualità del cibo e l'importanza di educare i bambini alla conoscenza degli alimenti. «Come ogni mamma, non posso trascurare la qualità del cibo destinato ai miei figli. Spesso, però, siamo travolti dalla frenesia della società e dalle pubblicità di alimenti poco salutari, che magari scegliamo perché sono già pronti o facilmente accessibili». La soluzione, secondo Maria Antonia, passa anche attraverso la riscoperta dei sapori autentici e la conoscenza di ciò che portiamo a tavola. «Quando si riscoprono i sapori autentici, non standardizzati, e si conoscono i processi di coltivazione, lavorazione e trasformazione che portano un prodotto sulle nostre tavole, si comprende meglio il valore di un cibo sano, naturale e unico». Nel suo racconto c'è anche un insegnamento ricevuto dal padre, una frase semplice ma capace di racchiudere una grande verità. «Mio papà diceva sempre: “Ogni cosa a suo tempo”. Era un insegnamento che valeva per i frutti della natura e per il rispetto delle stagioni, ma anche per tutte le cose che desideriamo ottenere e che dobbiamo imparare ad attendere».

Un principio che trova nell'agricoltura un esempio concreto. «Il contadino, infatti, dal momento della semina a quello del raccolto può dover aspettare anche otto mesi. È proprio attraverso questa attesa che si comprende il valore di ciò che si desidera».   In un mondo in cui tutto sembra dover essere immediato, la natura ci ricorda che esistono processi che non possiamo accelerare. Vale per un campo di grano, ma anche per la crescita dei nostri figli. Non possiamo pretendere che imparino tutto subito, che amino ogni alimento al primo assaggio o che comprendano immediatamente il valore delle cose. Possiamo, però, accompagnarli nella scoperta, offrendo loro occasioni per sperimentare, osservare e fare domande. «Credo che le nuove generazioni debbano imparare a rispettare i tempi della natura, ma anche i sacrifici e la fatica che si nascondono dietro una spiga o una pannocchia raccolta. Conoscere l'origine di un alimento aiuta a comprendere i cicli della vita e a rispettare il lavoro di chi si impegna a produrre materie prime sane e di qualità». Un messaggio prezioso, che possiamo portare anche nella nostra quotidianità familiare: insegnare ai bambini a rispettare il cibo, evitare gli sprechi e apprezzare il lavoro che si nasconde dietro ciò che mangiano.

La Cascina Claudina non è soltanto un'azienda agricola. È anche una fattoria didattica e sociale che accoglie scuole, famiglie e iniziative dedicate all'inclusione, alla biodiversità e alla riscoperta delle tradizioni. Un luogo in cui l'agricoltura diventa un'occasione per imparare attraverso l'esperienza diretta e riscoprire il valore delle relazioni. «Fin dall'inizio ho scelto di affiancare alla produzione agricola di cereali anche le cosiddette attività connesse, rendendo la mia azienda una realtà multifunzionale. È stata una decisione dettata anche da ragioni di sostenibilità economica, perché le attività didattiche permettono di incrementare il reddito aziendale. Inoltre, avendo una formazione in ambito educativo, inserirle nella mia quotidianità è stato piuttosto naturale», racconta Maria Antonia.

Dietro questa scelta imprenditoriale c'è, però, anche un desiderio personale: condividere con gli altri il mondo in cui vive ogni giorno. «Ho sempre desiderato offrire agli altri la possibilità di vivere ciò che noi viviamo ogni giorno alla Cascina Claudina». La fattoria diventa così uno spazio in cui i bambini possono avvicinarsi alla natura, scoprire le tradizioni agricole e imparare il valore della cura dell'ambiente. «Come imprenditrice agricola sento il dovere morale e civile di tramandare alle nuove generazioni la memoria delle nostre origini, delle nostre tradizioni e l'importanza della tutela ambientale».  Ma l'aspetto sociale ha un significato altrettanto importante. «Anche la fattoria sociale rispecchia i valori della vita contadina, quando ci si aiutava reciprocamente e si condividevano i momenti di gioia e quelli di difficoltà. Credo che, nella società di oggi, alcuni di questi valori si siano un po' persi e vorrei che tornassero ad avere la giusta importanza».

Il suo pensiero va oltre l'educazione dei bambini e l'accoglienza delle persone in situazioni di fragilità. «Non penso soltanto ai bambini o alle persone fragili: credo che tutti noi possiamo trovarci in una condizione di fragilità e dobbiamo imparare ad affrontare le difficoltà della vita. Per farlo, è importante rafforzare le relazioni e valorizzare le inclinazioni di ciascuno, affinché ogni persona possa sentirsi riconosciuta e soddisfatta».

Un messaggio che parla anche a noi mamme. Perché crescere un bambino significa insegnargli non soltanto a essere autonomo, ma anche a collaborare, chiedere aiuto e riconoscere il valore degli altri. In un mondo sempre più veloce e digitale, luoghi come una fattoria didattica possono offrire occasioni preziose per rallentare, stare insieme e imparare facendo. E magari tornare a casa con qualche macchia di terra sui vestiti, tante domande nuove e una storia da raccontare a cena!

Quattro generazioni di agricoltori, il recupero delle varietà antiche e nuove produzioni, come il riso Carnaroli. Alla Cascina Claudina il passato non è un ricordo da conservare sotto una campana di vetro, ma una base da cui partire per costruire il futuro. Conciliare tradizione e innovazione significa trovare un equilibrio tra le conoscenze ereditate e le esigenze del presente, senza perdere di vista la tutela del territorio e la qualità delle produzioni.  Per Maria Antonia, la sfida più importante è proprio quella di non lasciarsi travolgere dalla fretta e dalla necessità di guardare soltanto ai risultati economici. «Credo che la sfida più importante sia non lasciarsi travolgere dalla frenesia che ci circonda. Non dobbiamo preoccuparci soltanto di produrre reddito, ma imparare a vivere ogni giorno sapendoci stupire di ciò che la natura può donarci». Un approccio che mette al centro la responsabilità verso l'ambiente e le generazioni future. «Se coltiviamo con responsabilità, possiamo prenderci cura dell'ambiente e beneficiarne sia noi sia le generazioni future. È proprio questa l'eredità che vorrei consegnare ai miei figli». Ed è forse questo il filo che unisce tutta la sua storia: il desiderio di costruire qualcosa che duri nel tempo, senza dimenticare le proprie radici.

Un messaggio che riguarda anche la maternità. Non possiamo sapere esattamente quale mondo troveranno i nostri figli da adulti, ma possiamo aiutarli a sviluppare curiosità, rispetto e consapevolezza. Possiamo insegnare loro che le risorse non sono infinite e che prendersi cura della natura significa anche prendersi cura delle persone. La storia di Maria Antonia Ceriani ci ricorda che il cibo è molto più di ciò che mettiamo nel piatto. È cultura, agricoltura, ambiente, tradizione e condivisione. È il risultato di un percorso che comincia da un seme e arriva fino alle nostre tavole, passando attraverso il lavoro e la cura di tante persone. Riscoprire i grani antichi significa valorizzare la biodiversità agricola e conoscere meglio le nostre tradizioni. Educare i bambini all'alimentazione significa aiutarli a sviluppare curiosità verso gli ingredienti, i sapori e le origini di ciò che mangiano. Frequentare luoghi come la Cascina Claudina significa, invece, avere l'opportunità di vivere tutto questo attraverso esperienze concrete, in famiglia e insieme agli altri.

Non occorre diventare agricoltrici, panificatrici o esperte di alimentazione per trasmettere ai nostri figli il valore di queste scoperte. A volte basta impastare insieme, scegliere un prodotto di stagione, visitare una fattoria didattica o fermarsi a osservare un campo. E magari, la prossima volta che un bambino ci chiederà da dove arriva il pane, potremo raccontargli una storia un po' più lunga di «dal supermercato». Perché il cibo può diventare una porta aperta sul mondo, la natura un'insegnante speciale e la famiglia il primo luogo in cui imparare a rispettare entrambi. Care mamme, la prossima avventura con i vostri bambini potrebbe cominciare proprio da qui: da un seme, da una spiga di grano o dalla curiosità di scoprire insieme tutto ciò che si nasconde dietro una semplice fetta di pane.

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